Bekaert: Fim Cisl chiede proroga al 31 ottobre degli incentivi alla ricollocazione dei lavoratori

FIRENZE – Dopo gli ultimi incontri per la vicenda Bekaert, si chiede di prorogare almeno fino al 31 Ottobre gli incentivi alla ricollocazione dei circa 100 lavoratori ex Bekaert ancora in Naspi, che scadono il 31 Luglio.
E’ la richiesta che la Fim-Cisl Toscana lancia dall’incontro svoltosi a Firenze, a cui hanno preso parte il segretario generale della Fim nazionale Roberto Benaglia, il consigliere politico della Regione per le crisi aziendali Valerio Fabiani, il vicepresidente di Confindustria Firenze Paolo Sorrentino, il segretario generale della Cisl Firenze-Prato Fabio Franchi, i segretari della Fim toscana, Alessandro Beccastrini e fiorentina, Flavia Capilli e Alberto Sportoletti di Sernet, l’advisor incaricato di cercare soggetti interessati alla reindustrializzazione dello stabilimento e di ricollocare i lavoratori.

Secondo i dati forniti da Sportoletti, dei 318 addetti in forza a Bekaert nel giugno 2018, sono stati 268 ad aderire al piano di ricollocazione (gli altri sono andati in pensione o hanno scelto altre strade). Di questi 139 (il 52% del totale) sono già stati ricollocati, nella maggior parte dei casi (110) con un contratto a tempo indeterminato (tra cui i 58 assunti da Laika, grazie ad un accordo con i sindacati), 25 hanno un contratto a termine di oltre 6 mesi di durata e 4 hanno scelto percorsi di autoimprenditorialità. Al momento restano in Naspi 110 lavoratori.

«E’ vero che è fallito finora ogni tentativo di reindustrializzazione, che era il nostro primo obiettivo -ha detto il segretario Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini – però è anche vero che, tolti i pensionamenti, oltre la metà dei lavoratori sono stati ricollocati, grazie anche allo sforzo di sindacati e istituzioni locali. C’è ancora tanto da fare, perché ci sono ancora un centinaio di lavoratori a cui dare risposte e questo può avvenire solo a due condizioni: che l’incentivo alla ricollocazione sia prorogato almeno fino a fine Ottobre e che sindacati e istituzioni continuino a occuparsi di questa vertenza, fino all’ultimo lavoratore da ricollocare.»

Il segretario nazionale della Fim, Roberto Benaglia, ha colto l’occasione per rilanciare l’esigenza di una riforma delle politiche attive del lavoro: «Alla Bekaert siamo a metà strada; abbiamo ancora cento lavoratori disoccupati e vogliamo trovare soluzioni per loro, fino all’ultimo; ma la strada delle politiche attive è una strada concreta e Bekaert è un caso nazionale che deve essere di esempio. Proprio in questi giorni con il ministro Orlando si andrà a discutere della riforma degli ammortizzatori sociali e noi diciamo che insieme dobbiamo parlare anche delle politiche attive. Alla Bekaert il sindacato, senza avere leggi nazionali, senza avere l’Anpal, è riuscito a trovare delle soluzioni. Chiudere un’azienda è sempre un problema complicato, ma può non essere un dramma, ma un fatto che noi gestiamo socialmente», se ci sono politiche attive del lavoro adeguate.

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