Covid, misure choc per agosto: ombrelloni a 10 metri e tornano le mascherine all’aperto. Con mini zone rosse

ROMA – I contagi rilevati in vacanza, soprattutto fra i giovani, complicheranno agli italiani quello che resta dell’estate. Sostanzialmente il mese d’agosto. Il governo pensa a mini zone rosse e restrizioni localizzate nei territori delle regioni turistiche – come la distanza tassativa di dieci metri tra gli ombrelloni o la mascherina all’aperto- per scongiurare l’aumento dei contagi a metà agosto, come nell’estate 2020, quando si registrò un picco tra i giovani. E aldilà delle restrizioni, in tutto il Paese l’unica arma resta il vaccino.

PROVVEDIMENTI FORTI – Anche per questo il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, rilancia: «Se serve facciamo pure una legge che obblighi tutti i cittadini, o determinate categorie, a vaccinarsi. Sinceramente questo dibattito un po’ scalcagnato non lo capisco», dice commentando sul tema anche le divisioni sul fronte politico e in piazza. Resta prudente al momento la posizione del Governo sull’obbligo del vaccino per il personale scolastico, in vista del ritorno tra i banchi a settembre. Con l’85% dei prof immunizzati o in attesa del richiamo, l’ipotesi prevalente è di aspettare ancora almeno fino al 20 agosto (contando di sfondare la quota del 90% di vaccinati) prima di adottare eventuali provvedimenti forti. I prossimi giorni saranno determinanti anche per il Piano Scuola, che sarà presentato il prossimo 4 agosto alle Regioni e nello stesso giorno potrebbe essere quindi prevista l’apposita cabina di regia e un Cdm che riguarderà, oltre all’esame del documento del ministero dell’Istruzione, anche altri provvedimenti sul green pass, come l’introduzione – ma si ragiona ancora sulla data dell’entrata in vigore della misura – dell’obbligo del certificato verde anche per i trasporti a lunga percorrenza. Ma non è escluso, a questo punto, che sullo sfondo delle valutazioni di questi provvedimenti possa riaprirsi il dibattito sul vaccino obbligatorio – oltre a quanto già previsto per sanitari e alle ipotesi per i docenti – anche per altre categorie professionali. In generale, l’attuale livello di immunizzati al momento sembra non bastare ad arginare i virus in alcuni territori.

REGIONI IN PERICOLO – A rischiare il giallo, se dovessero superare la soglia del 10% di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e il 15% nei reparti ordinari, sono in particolare Sicilia (già 8% per i ricoveri ordinari e 4,7% intensive), Lazio (3,7% nelle intensive) e Sardegna (4,2% intensive). A questi numeri rischiano di avvicinarsi anche altre regioni a vocazione turistica che accoglieranno migliaia di villeggianti questo mese, come ad esempio la Puglia. Secondo l’ultimo bollettino, in tutta Italia sono 214 i pazienti ricoverati in rianimazione per il Covid, 13 in più nelle ultime 24 ore nel saldo tra le entrate e le uscite, con 25 ingressi giornalieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 1.851, 39 in più rispetto al giorno precedente. In un giorno sono 6.513 i nuovi positivi e 16 le vittime. L’aumento dei contagi a luglio, soprattutto tra i maschi under 40, sarebbe dovuto secondo il report dell’Iss, all’effetto degli Europei di calcio, in particolare a feste e assembramenti dopo le vittorie della Nazionale. Si corre già ai ripari: la Sicilia ha chiesto alle sue aziende sanitarie di tornare all’attivazione di tutti i posti letto che erano stati avviati nella fase più acuta della pandemia. Nella regione è stato anche disposto il raddoppio dei posti letto a bassa intensità di cura nei Covid hotel perché – spiega l’assessore alla Salute, Ruggero Razza.

AGOSTO ROSSO – Per agosto, che potrebbe diventare un mese rosso, verrà inoltre attivato un servizio di trasporto navale in bio-contenimento per i turisti che dovessero risultare positivi sulle isole minori. La Sardegna, dove ci sono 32 Comuni che superano la soglia critica dei 250 casi per 100mila abitanti, è invece già alle prese con nuove strette in diversi Comuni. Tornano l’obbligo della mascherina all’aperto in vari territori del Cagliaritano e dell’Oristanese, mentre la sindaca di Maracalagonis (Cagliari) impone anche 10 metri di distanza tra gli ombrelloni nelle spiagge, anche quelle libere. E si tratta solo di alcune delle prescrizioni che i primi cittadini stanno adottando – di norma sino al 5 agosto – per cercare di arginare la risalita dei contagi.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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