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Reddito di cittadinaza: si cambia. Draghi convinto dopo la scoperta di nuovi furbetti


ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Non è solo lotta politica fra il Movimento 5 Stelle, che fece la sua fortuna con il reddito di cittadinanza nelle elezioni del 2018, e il Centrodestra, spalleggiato da Renzi. Il famigerato reddito non solo è diventato patrimonio di troppi furbetti (in Sardegna ora ne avrebbero scoperti 21) ma anche un freno al lavoro stagionale. L’estate di alberghi, bar e ristoranti è in sofferenza per la mancanza di personale. Non lo trovano, si lamentano i gestori, perchè chi ha un’entrata garantita dallo Stato, con lo status di disoccupato cronico, non accetta un’occupazione capace di portargli solo pochi soldi in più. E’ vero che i contratti di alcune categorie stagionali devono essere rivisti – e questo giornale si batte da sempre per quello che si chiama equo compenso – ma è altrettanto che un reddito garantito per anni, in cambio di nulla, non è accettabile.

ESPERTI – Potrebbero arrivare in manovra, le prime modifiche al Reddito. Per rendere la misura meno penalizzante per le famiglie numerose e per gli stranieri. Entro ottobre ci saranno le proposte del Comitato scientifico, istituito dal ministro Andrea Orlando, e presieduto da Chiara Saraceno. Gli esperti si muoveranno tra la fine di settembre e la metà di ottobre, in tempo per la legge di bilancio, potrebbero arrivare proposte per tarare meglio la platea, rendere più incisiva la formazione e più conveniente l’aliquota marginale che spinge ad accettare proposte di lavoro. Poi, osserva Saraceno, spetterà alla politica fare le sue valutazioni. E la politica, ora che il dibattito è ancora tutto a livello teorico, già si divide. Il M5s ha aperto a modifiche migliorative, ma in maggioranza c’è un fronte ampio e molto scettico, che va dalla Lega a Forza Italia, fino a Italia viva, che il Rdc vorrebbe stravolgerlo o, come non si stanca di dire Matteo Renzi, abolirlo. Dal governo ricordano quanto detto dal premier Mario Draghi nel difendere il concetto alla base della misura di sostegno al reddito, ma pensando ad appropriate modifiche.

FURBETTI – Al ministero del Lavoro sono in corso le valutazioni dei tecnici e del Comitato scientifico sui dati che riguardano i diversi aspetti della misura. Sono già aperti i due grandi cantieri, legati al Recovery plan, della riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro. Come e quando si interverrà sul Reddito, è ancora presto per dire. Ma ad alimentare la polemica attorno alla misura sono notizie come quella, come detto diffusa in giornata, di 21 furbetti” individuati in Sardegna. I dati sono imbarazzanti, solo il 15% degli aventi diritto ha trovato un impiego”, si indigna Giorgia Meloni. E anche Matteo Salvini chiede profonde modifiche alla misura, che contribuì ad approvare da vicepremier: nonostante ci siano 1,6 milioni di percettori, denuncia, le imprese fanno fatica a trovare manodopera per colpa del Reddito. «Vogliamo bloccare questo spreco di soldi», afferma Matteo Renzi, che rilancia la raccolta firme per il referendum abrogativo con uno slogan che potrebbe far venire l’orticaria agli esponenti del Movimento 5 stelle: Sì al Ponte, no al reddito di cittadinanza: così riparte il Sud.

RENZI – Il Pd ha una posizione intermedia e chiede, con la presidente della commissione Lavoro Romina Mura, controlli più efficaci, ma anche di evitare che la misura sia solo assistenzialistica, assegnando un ruolo ai Comuni nella sua gestione e condizionandola a un percorso formativo che poi consenta il reinserimento lavorativo. Dal M5s, il capo delegazione Stefano Patuanelli chiede di garantire un beneficio più diretto alle imprese che assumono i percettori del Reddito. In casa pentastellata si ipotizzano fondi alle imprese – e non alle Regioni – per la formazione e un’app che metta in contatto domanda e offerta di lavoro. Saraceno, respingendo la linea di chi come Renzi vorrebbe demolire il Rdc, parla di miglioramenti possibili della misura e spiega che il suo comitato ha già individuato alcune criticità. Si può intervenire – se i partiti vorranno – sulla scala di equivalenza che oggi svantaggia le famiglie numerose con figli minorenni mentre avvantaggia i single. E poi cambiare il requisito di dieci anni di soggiorno in Italia per gli stranieri non comunitari (una proposta che si annuncia indigesta per la Lega).

Anche i requisiti patrimoniali che incrociano l’Isee con le proprietà mobiliari e immobiliari, secondo la professoressa, potrebbero essere rivisti. Il nodo più spinoso è poi quello dell’accompagnamento al lavoro, perché non tutti sono accompagnabili e poi c’è un problema di formazione dei percettori di reddito, che ostacola la ricerca del lavoro. Ai centri per l’impiego e i navigator – che potrebbero sparire – potrebbe rimettere mano la riforma delle politiche attive. Quanto al tema dell’aliquota marginale, ossia della convenienza che si ha ad accettare un lavoro, il discorso è assai complesso: bisogna evitare che i percettori di reddito siano disincentivati e anche, osserva Saraceno, rimuovere il vincolo di tre mesi ai contratti di lavoro, che per gli stagionali possono essere troppo lunghi. E rivedere certi contratti, elevandoli almeno a livello di decenza.

Lavoro, Mario Draghi, ministero del lavoro, modifiche, reddito di cittadinanza


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

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