Muri e politica: a 60 anni dalla costruzione del muro di Berlino ce ne sono ancora 9 nel mondo

La caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre del 1989

ROMA – A sessant’anni dalla costruzione del Muro di Berlino, costruito dal regime comunista dell’allora Germania Est per evitare che i suoi cittadini si spostassero nella ricca Germania ovest, che diventò il simbolo della divisione del mondo in due blocchi, est e ovest, barriere di sicurezza e di separazione sono ancora in piedi in vari angoli del mondo, mentre la crisi dei migranti è stata segnata dal ritorno dei muri – oltre che negli Stati Uniti – anche in Europa,
da Calais, all’Ungheria alla Slovenia fino alla Lituania. Che – nel quadro delle tensioni con la vicina Bielorussia, che la accusa di aver ospitato diversi esponenti della sua opposizione – ha annunciato che costruirà un muro alla frontiera tra i due paesi per arginare l’arrivo di migranti dall’Africa e dal Medio Oriente, rinfacciando al vicino di strumentalizzare la migrazione irregolare.

Di seguito tutti i muri nel mondo:

Cisgiordania. La barriera di separazione israeliana è un sistema di barriere fisiche costruito da Israele in Cisgiordania a partire dalla primavera del 2002 sotto il nome di security fence allo scopo d’impedire fisicamente l’intrusione dei terroristi palestinesi dopo la stagione degli attentati suicidi in Israele. Questa barriera, il cui tracciato di circa 700 km è stato ridisegnato più volte a causa delle pressioni internazionali, consiste in una successione di muri, trincee
e porte elettroniche. Il progetto ha suscitato grande controversia. Nel 2004 la barriera è stata definita illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia all’Aja.

Sahara occidentale. Il muro marocchino e’ una struttura difensiva della lunghezza superiore ai 2.720 km, costruita dal Marocco nel Sahara Occidentale, per proteggersi dalle azioni del Fronte Polisario. La struttura difensiva è a tutti gli effetti una zona militare dove sono stati costruiti bunker, fossati, reticolati di filo spinato e campi minati.

Irlanda del nord. Le Peace Lines sono una serie di muri di separazione situati principalmente nella città di Belfast e di Derry. Hanno una lunghezza variabile (fino ai 4 km) e separano le zone in cui risiedono i cattolici quelle in cui risiedono i protestanti. I primi tratti di muro furono costruiti nel 1969 in seguito allo scoppio dei cosiddetti Troubles. I residenti di Short Strand, una parte cattolica di East Belfast, per difendersi dagli attacchi dei lealisti crearono dei muri
di protezione che furono in seguito rinforzati e ai quali si aggiunsero nuovi tratti di barriere fino a raggiungere gli attuali 15 km di lunghezza. Negli ultimi anni sono diventati una sorta di attrazione turistica.

Arabia Saudita: Riad ha costruito un muro di cemento al confine con lo Yemen, equipaggiato con le più sofisticate e moderne apparecchiature elettroniche di sorveglianza. Il muro dovrebbe ‘proteggere’ il paese dagli immigrati provenienti dallo Yemen. Le autorità saudite hanno anche annunciato la costruzione di quasi 900 chilometri di barriere e posti di controllo a difesa dalle infiltrazioni jihadiste dello Stato Islamico dall’Iraq.

Cipro: Nei primi anni Sessanta le violenze tra turco e grecociprioti portarono ad un intervento dell’Onu e alla messa a punto di una lineadel cessate il fuoco. Le forze turche invasero ed occuparono la parte nord dell’isola nel 1974 dopo il golpe dei grecociprioti appoggiato  dalla Grecia. Cio’ che era conosciuta come la linea verde divenne una
vera barriera con 180 chilometri di filo spinato, e una ‘no man’s land’ di larghezza variabile, dai 3 metri nel centro della capitale ai 7,5 chilometri nel villaggio di Athienou. Il confine e’ stato riaperto nel 2003.

Ceuta e Melilla: nelle due enclavi spagnole situate in territorio africano, oltre lo Stretto di Gibilterra sono state
edificate due barriere di filo spinato – rispettivamente di 8,2 Km e 12 Km – al confine con la Spagna per bloccare l’accesso in massa degli immigrati che vogliono raggiungere l’Ue. Costruite alla fine degli anni Novanta, da allora sono state innalzate fino a raggiungere l’altezza di 6 metri.

Thailandia-Malaysia: negli anni Settanta i due paesi hanno costruito muri e barriere lungo il loro comune confine, ufficialmente per frenare il contrabbando, in realta’ anche per motivi di sicurezza rispetto alle attività dei gruppi comunisti della Malaysia e deigruppi dell’insurrezione in Thailandia. Si trattava di muri di cemento, acciaio e filo spinato o in altri punti barriere di ferro. Nel 2001 i due paesi hanno concordato la costruzione di un unico muro
situato in territorio thailandese.

Usa-Messico: il confine tra i due paesi e’ lungo 3. 200 km. Il governo americano ha costruito una barriera lungo una parte del percorso per bloccare l’immigrazione dal Messico ed altri paesi dell’America centrale. Le prime barriere sono comparse nel 1991 ma nel 1994 gli Stati Uniti hanno ufficializzato il rafforzamento delle operazioni di sorveglianza ed hanno ampliato il muro nel quadro della Operation Guardian.

India-Pakistan. La linea di demarcazione militare che divide India e Pakistan è chiamata ”Linea di Controllo”, si estende per 3300 chilometri e dal 1949 divide la regione del Kashmir in due zone: quella sotto il controllo indiano e quella sotto il controllo pakistano. A partire dal 1990 l’India ha iniziato a costruire dal suo lato una barriera di separazione, completata nel 2004.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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