Giornalisti: minacce di morte a Controradio, 40enne identificato. La soddisfazione dell’Ast

La volante della Polizia è stata allerta dai residenti dell zona
La volante della Polizia è stata allerta dai residenti dell zona
Volante della polizia

FIRENZE – E’ stato perquisito dalla Digos, oggi 15 settembre 2021, un 40enne residente in provincia di Lucca, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze che lo vede indagato con l’accusa di essere l’autore di un messaggio vocale con minacce di morte inviato il 6 agosto scorso all’emittente Controradio.

L’autore del messaggio si diceva pronto a recarsi sotto la redazione della radio, accusandola di fare propaganda a favore dei vaccini, per sparare a qualcuno. L’uomo è accusato di minacce gravi. Questa mattina il suo cellulare è stato posto sotto sequestro dagli agenti delle Digos di Lucca e Firenze.

Forte soddisfazione è espressa dall’Associazione Stampa Toscana per l’operato della Magistratura e della Polizia che ha portato all’identificazione e alla perquisizione domiciliare di un quarantenne della provincia di Lucca, che nell’agosto scorso aveva inviato minacce di morte alla redazione di Controradio, accusando l’emittente fiorentina di essere favorevole ai vaccini anti-covid. L’uomo è accusato di minacce gravi e gli è stato sequestrato il telefono cellulare.

Il presidente Sandro Bennucci ringrazia, anche a nome degli organismi dirigenti dell’Ast, sindacato unico ed unitario dei giornalisti, la Procura di Firenze, la Digos di Firenze e Lucca, sottolineando che era stata proprio l’Ast a denunciare pubblicamente l’accaduto e a sollecitare una maggiore vigilanza contro simili episodi che si sono susseguiti negli ultimi mesi in Toscana.

«Le indagini ed i suoi primi risultati – spiega Bennucci- rappresentano un’importante risposta a chi pensa che i giornalisti possano essere minacciati ed intimiditi solo perché svolgono il proprio lavoro nell’interesse di tutti i cittadini, dal diritto all’informazione e di quella libertà che spesso viene invocata a parole, ma negata da fatti gravi come le minacce ai cronisti».

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