Ragazza di 21 anni uccisa nel Vicentino. Si suicida la guardia giurata ricercata per il delitto

Investigatori sul luogo dove è stata uccisa la 21 enne a colpi di pistola, Montecchio Maggiore (Vicenza), (ANSA / FILIPPO VENEZIA)

VICENZA – Aveva solo 21 anni, si chiamava Alessandra Zorzin ed è stata trovata morta a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Nella serata di oggi, 15 settembre 2021, anche l’uomo ricercato per il delitto – e in fuga per tutta la giornata – si è suicidato nel chiuso della sua auto, in zona Vicenza Ovest, stretto dalle ricerche delle forze dell’ordine. L’omicida-suicida è il 38enne padovano Marco Turrin, residente a Vigodarzene (Padova), guardia giurata. Si di lui si erano subito concentrati i sospetti. Inutili i tentativi di rianimarlo. Un solo colpo al volto, sparato da vicino, senza possibilità di scampo.

E’ l’epilogo dell’ennesimo femminicidio, il secondo in cinque giorni, che ha spento a Montecchio Maggiore la vita di Alessandra Zorzin, una ragazza di 21 anni, sposata e madre di una bimba di due. L’uomo, appunto una guardia giurata, con tutta calma è uscito dalla casa, risalendo nell’auto che aveva lasciato nel piazzale antistante l’abitazione nella frazione Valdimolino e si è dato alla fuga. Di lui i carabinieri, sulla base delle testimonianze, sanno che era un frequentatore abituale della casa, porta l’arma per lavoro e abita nel Padovano, a Vigodarzene. Ad incrociarne lo sguardo dopo l’omicidio è stata la titolare di una trattoria. «L’ho visto andare via, camminava con andatura normale, non di fretta – racconta – come se nulla fosse accaduto». Sono le 11 di mattina quando Alessandra apre la porta: lei è sola, non è andata nel negozio di parrucchiere di Vicenza dove lavora e la figlia è al nido. E’ un incontro abituale, riferiscono i vicini, una presenza maschile diventata da qualche tempo particolarmente assidua. Ma qualcosa in quella visita non segue il solito copione, i vicini sentono prima le urla di un litigio poi un rumore che definiscono inquietante.

E’ il presagio che possa essere accaduto qualcosa di brutto a spingere chi vive accanto a suonare invano il campanello di Alessandra. Mentre la vettura della guardia giurata parte. I vicini cercano allora il marito, l’unico ad avere le chiavi di casa. Arriva e trova la moglie stesa nel letto della camera, senza vita. Chiama i carabinieri, attende l’arrivo del pm Luigi Salvadori e risponde a tutte le domande degli investigatori. Alessandra e il marito vivevano da un anno e mezzo a Montecchio Maggiore. Delle loro vita familiare resta traccia nei tanti post sui social della ragazza. Quanto accaduto oggi ha destato particolare impressione: segue solo di cinque giorni il femminicidio di un’altra donna, Rita Amenze, freddata a colpi di pistola dal marito Pierangelo Pellizzari nel parcheggio dell’azienda di Noventa Vicentina dove la donna lavorava. Una scia di sangue che non si ferma.

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