Sbarchi clandestini: in 400 arrivano in Calabria, Spirlì contro il governo che non interviene

 immigrati clandestini 
ANSA/CLAUDIO LONGO

REGGIO CALABRIA – Non solo Lampedusa e la Sicilia, anche le coste calabresi sono prese d’assalto da migliaia di clandestini che sbarcano indisturbati, accolti a braccia aperte dal governo delle sinistre. In giornata ne sono arrivati addirittura 400, un vero e proprio esercito incontrollato, pericoloso per la saliute e la sicurezza dei cittadini. Nell’ignavia colpevole della Ue e del governo che non fa nulla per frenare l’invasione, anzi sembra accoglierla favorevolmente, potrebbero essere migliaia di nuovi cittadini e migliaia di nuovi voti per le sinistre.

«Le coste calabresi sono prese d’assalto dagli sbarchi di clandestini provenienti, quasi esclusivamente, dal Medio Oriente. Iraniani, pakistani, afghani, iracheni: persone di tutte queste nazionalita’ sono arrivate oggi in foltissimo
numero a Crotone, a Roccella Ionica, a Badolato. Si tratta di 190 tra uomini, donne e bambini arrivati a Crotone, piu’ altri 123 a Roccella e 86 a Badolato. Il totale? Oltre 400 clandestini: un numero elevatissimo che la Calabria non si puo’ permettere di ricevere, nemmeno per le poche ore necessarie per i controlli sanitari e l’identificazione degli eventuali contagiati». E’ quanto dichiara il presidente della Regione Calabria, Nino Spirli’.
«Il problema – aggiunge – non si risolve smistando i contagiati verso le navi da crociera o cercando di ripararne altri nei luoghi destinati all’accoglienza, in Calabria come in altre parti d’Italia. Questa regione, con la sua debolissima sanita’, non e’ in grado di sopportare sbarchi che stanno diventando quasi quotidiani. Questo vuol dire che non c’e’ controllo al largo delle coste italiane e che si e’ dato una sorta di lasciapassare agli scafisti, di fatto liberi di arrivare sulle coste calabresi senza problemi. Vien da pensare che, ormai, non c’e’ piu’ neanche bisogno dell’intervento delle navi delle ong, considerato il flusso costante di barchini e barchette che trae origine dalle coste dell’est Europa e della Turchia. E’ veramente inconcepibile – conclude Spirli’ – che il Governo non intervenga in maniera definitiva per bloccare le partenze e, conseguentemente, questi arrivi oltremodo pericolosi per la salute pubblica».

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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