Giustizia: Renzi, avviso garanzia non blocchi carriera politica

Matteo Renzi

ROMA – «I magistrati devono sentirsi liberi di fare bene il proprio lavoro anche se non sono iscritti a una corrente. I politici devono avere il coraggio di guardare in faccia senza preoccupazione di sorta, perché non può essere un avvio di garanzia a bloccare una carriera. Le guarentigie dei parlamentari sono costituzionalmente garantite e quotidianamente ignorate dall’uso mediatico della magistratura e delle indagini».

L’ha detto in Aula il senatore di Italia viva, Matteo Renzi nella dichiarazione di voto sulla riforma del processo penale. E ha concluso: «Se di fronte a questo non usiamo i tempi che vanno da qui al rinnovo del Csm nel luglio del 2022 per scrivere una pagina nuova, non importa chi sarà il prossimo a essere coinvolto. La vera vittima della nostra inerzia sarà la credibilità delle istituzioni e la dignità della magistratura. Non conveniva che io parlassi ma ci sono momenti in cui avere il il coraggio di chiamare le cose con il loro nome è un dovere politico, civile e morale».

Ogni riferimento a quanto accaduto a Silvio Berlusconi e a quanto accade a Matteo Salvini e allo stesso Renzi sembra puramente casuale. E’ innegabile che negli ultimi 20 anni gli avvisi di garanzia, a cominciare da quello di Borrelli a Berlusconi, abbiano condizionato pesantemente la vita politica in Italia e che il maggior beneficiato sia proprio il Pds, poi Pd di cui Renzi è stato segretario.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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