Sedi senza prefetti, ordine pubblico a rischio, governo si disinteressa delle nomine

La prefettura di Napoli

Da settimane la nomina dei prefetti di alcune città italiane è bloccata, come ho più volte rilevato su Firenzepost.  E’ il caso di Napoli ma anche di sedi più piccole, come Imperia, Pavia e Trento. Il caso di Firenze è diverso dagli altri perché, almeno nella nostra città, il ministero sta lasciando in sede il prefetto Alessandra Guidi, considerato anche il fatto che Firenze non ha un viceprefetto vicario che sostituisca Paola Berardino, nominata prefetto a Grosseto. Ma l’anticipazione della promozione di Guidi a vicedirettore del Dis ha creato aspettative in città, che da tempo restano aperte.

Come abbiamo già rilevato l’abitudine di non coprire le sedi all’atto del pensionamento del prefetto si è diffusa da tempo e il guaio è che in vista del pensionamento di un prefetto si risvegliano anche una serie di appetiti politici. È quello che sembra stia succedendo dopo il pensionamento del prefetto di Napoli, Marco Valentini. visto che rumor, non confermati ovviamente dal ministero, indicano che il suo sostituto sarà Claudio Palornba, attuale prefetto a Torino. Ma trasferimenti e nomine normalmente innescano un effetto a cascata, in tutto dovrebbero essere una decina gli interessati.

L’assenza dei prefetti potrebbe complicare la gestione dell’ordine pubblico, anche se le strutture prefettizie sono in grado, almeno temporaneamente, di supplire alle mancanze di ministri e ministero. Ricordo che io arrivai a Padova dopo circa 9 mesi dal trasferimento del mio predecessore, Gianvalerio Lombardi, e soprattutto che fui inviato a Campobasso. anch’essa sede vacante. dopo 5 mesi dal tremendo terremoto di San Giuliano di Puglia, che causò la morte di tanti bambini.

Della questione, che ho sollevato da mesi su Firenzepost ed è stata ignorata dalla grande stampa, si è occupato adesso anche il quotidiano Domani con un articolo firmato da Enrico Dalcastagné. Il quale sostiene che «questa situazione di incertezza rischia di avere effetti concreti sulla gestione dell’ordine pubblico. Il punto più fragile riguarda gli equilibri tra il prefetto, che dà gli indirizzi in materia., e il questore, a cui spetta il compito di attuarli. Emblematico è il caso di Firenze, altra città che attende un nuovo prefetto. Il candidato favorito sarebbe l’attuale prefetto di Trieste, Valerio Valenti, inviso ad alcuni ambienti politici e amministrativi locali. Se manca la figura apicale rischia di andare in crisi l’intero sistema. Al prefetto, infatti, spetta anche il compito di convocare, una volta a settimana, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. In caso di sua assenza, l’incombenza passa al vicario. Ma questo fatto trasmette un segnale negativo ai sottoposti. La credibilità dei due ruoli non è la stessa».

A parte qualche indiscrezione sul nuovo prefetto di Firenze, che non condivido, e qualche altra inesattezza, la conclusione di Dalcastagné è in parte analoga a quella che ho più volte illustrato in precedenti occasioni, con l’aggravante che in tal modo i politici inadempienti rischiano di lanciare un segnale negativo preciso all’opinione pubblica. Quello che la presenza del prefetto è quasi ininfluente, visto che per lungo tempo, soprattutto in passato, molte sedi sono rimaste scoperte. E in un momento delicato come questo Lamorgese, prefetto di lungo corso, sia pure prevalentemente con ruoli ministeriali, ma con esperienze a Venezia e Milano, dovrebbe far capire ai colleghi ministri e soprattutto al premier Draghi. non abituato a queste dinamiche, che occorre far presto. Ma evidentemente è frenata da questioni di equilibri politici tutte interne alla maggioranza.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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