Processo Open Arms: Salvini critica richiesta testimonianza Richard Gere. Avv. Bongiorno chiede acquisizione documenti a discarico

Aula bunker Pagliarelli

Palermo – Salvini ironizza sulle richieste di testimonianze dell’accusa al processo Open ArmS a Palermo, in particolare sulla presenza di Richard Gere: «Ditemi voi quanto è serio un processo dove verrà da Hollywood a testimoniare sulla mia cattiveria Richard Gere». Spero che duri il meno possibile perché ci sono cose più importante di cui occuparsi. Mi dispiace solo per due cose, per il tempo che tolgo ai miei figli e per i soldi che gli italiani spendono per questo processo politico organizzato dalla sinistra”. Così Matteo Salvini all’uscita dall’aula bunker del Pagliarelli, a conclusione della prima udienza del processo in cui è imputato per sequestro di persona ed omissione di atti d’ufficio per il caso Open Arms.

Il legale di Salvini, l’avvocato Giulia Bongiorno, ha chiesto, oltre all’esame del leader della Lega, l’acquisizione di due decreti di archiviazione che escludono, in casi analoghi a quello della Open Arms, la competenza italiana nell’assegnazione del Pos (Place of safety) e, sempre in tema di assenza di competenza italiana, le note del ministero degli Esteri in cui si ribadiva che a stabilire il porto sicuro doveva essere la Spagna.

La difesa ha chiesto, inoltre, di acquisire la direttiva del 2019 che stabiliva i provvedimenti da adottare a carico delle ong che disattendevano le indicazioni di uno Stato. Nella lista dei documenti chiesti dalla difesa di Salvini anche le indicazioni del Governo che evidenziavano la politica italiana in materia di sbarchi e che sancivano la necessità di arrivare a un accordo in sede europea sulla distribuzione dei migranti prima dell’assegnazione del Pos e dell’autorizzazione allo sbarco.

La Procura non si è opposta alle richieste di acquisizione documentale dell’avvocato Bongiorno se non all’ammissione di articoli di giornale o comunicati stampa.

La Bongiorno ha poi dichiarato: «In tutte le scelte che sono state fatte dal ministro Salvini la prima cosa e’ stata tutelare la salute dei migranti. Quando Draghi l’altro giorno in parlamento ha detto l’approccio deve essere rigoroso ma con metodi umani, e’ esattamente il metodo di Salvini – aggiunge -. Salvini non ha detto buttiamoli a mare.
E’ la prova di massima attenzione al problema sicurezza. Umanita’ e rigore, quello che ha detto Draghi e’ la stessa cosa che ha fatto il ministro Salvini». E inoltre: «C’e’ una sentenza del giudice di Catania (nave Diciotti) e due decreti di archiviazione in cui si stabilisce il principio che se l’Italia non ha coordinato eventuali soccorsi, a una nave che non batte bandiera italiana, non ha assolutamente la competenza. Lo dicono tre tribunali diversi, ora aspettiamo il quarto. Volonta’ politica? Io rispetto tutti i magistrati e il processo. In parlamento ci sono state delle scelte un po’ particolari perche’ ad esempio il M5S per la Diciotti, caso praticamente identico, avevano votato diversamente. Non era una scelta tecnica. Anche alcuni testimoni verrano a dire che quella scelta fu fatta perche’ volevano fare cadere Salvini
che in quel momento ovviamente era il personaggio piu’ importante del governo».

Gere, processo, Salvini


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080