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Firenze, Maggio Musicale: debutta il «Falstaff» di Verdi diretto da sir John Eliot Gardiner

Uno scatto dalle prove di «Falstaff» (foto Michele Monasta)

Firenze – Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino va in scena venerdì 19 novembre 2021 alle 20 l’ultima opera composta da Giuseppe Verdi, Falstaff, nuovo allestimento con la direzione di sir John Eliot Gardiner (per la prima volta alla direzione di un’opera a Firenze) e la regia di Sven-Eric Bechtolf. Il cast prevede Nicola Alaimo come Falstaff, Ailyn Pérez come Alice Ford, Sara Mingardo come Mrs. Quickly, Caterina Piva come Meg Page, Simone Piazzola come Ford, Francesca Boncompagni come Nannetta, Matthew Swensen come Fenton, Gianluca Buratto come Pistola, Antonio Garés come Bardolfo e Christian Collia come il dottor Cajus. Il Coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini. Sei le recite complessive previste: 19, 23, 30 novembre e 3 dicembre alle 20, 21 novembre ore 15:30 e il 5 dicembre alle 17.

Terzo titolo verdiano della stagione 2021-2022 dopo La traviata e Rigoletto di settembre e ottobre, Falstaff vede tornare sul podio, per la quarta volta in poco tempo, sir John Eliot Gardiner (dopo tre concerti sinfonici), ritorno a  poca distanza dalla prima volta anche per il regista Sven-Eric Bechtolf, lo stesso del Così fan tutte di Mozart, andato in scena fra agosto e settembre 2021. Le scene sono di Julian Crouch, i costumi sono curati da Kevin Pollard mentre luci e video sono affidati rispettivamente a Alex Brok e Josh Higgason.

Per tutta la vita Verdi aveva sognato di scrivere un’opera comica e ci aveva anche provato nel 1840, con Un giorno di regno, ma non aveva avuto successo. Ci voleva, oltre a un bel soggetto come il personaggio che si trova ne Le allegri comari di Windsor e nelle due prime parti di Enrico IV, una penna come quella di Arrigo Boito, che consegnò il libretto a Verdi all’inizio del 1890; il maturo e un po’ disincantato compositore iniziò a musicare l’opera per divertimento (o almeno così dichiarava), libero dalle pressioni di editori e impresari. Nel 1892 licenziò la partitura e il 9 febbraio 1893 ci fu la prima alla Scala di Milano, alla presenza di Carducci, Giacosa, Puccini e Mascagni, tanto per far qualche nome. Verdi aveva ottant’anni, ma la musica della sua ultima opera è sfavillante e briosa e certo il Falstaff è una “commedia lirica che non somiglia a nessun’altra”, come disse l’autore, che non ne licenziò altre dopo; volle finire con una risata, visto che «Tutto nel mondo è burla».

Racconta sir John Eliot Gardiner: «Personalmente ho diretto Falstaff tre volte (la prima a Lione nel 1984 e poi a Cagliari nel 1998) ed è stato, a proposito, anche il mio primo titolo di Giuseppe Verdi ed è sempre una gioia tornare a confrontarsi con quest’opera, nella quale si trova sempre qualcosa di nuovo e che è scritta in modo preciso e davvero perfetto per ogni singolo strumento. Penso che Falstaff sia ancora l’opera più ingiustamente meno rappresentata del repertorio verdiano: la gioia e il buonumore che lo impregnano sono davvero incredibili, sono davvero shakespeariani […]. Falstaff, pur avendo al suo interno tratti seri, è una presa di giro sulla condizione umana; Verdi era abbastanza anziano e saggio per poter trarne fuori l’ironia, soprattutto sul comportamento umano. Ciò che lui e Boito fecero, in maniera molto intelligente, fu estrarre dal lavoro di Shakespeare il ‘meglio’: non vi è infatti un’opera del drammaturgo di Stratford che si chiami “Falstaff”, sono dei pezzi tratti dall’ Enrico IV e da Le allegre comari di Windsor, poi messe insieme da Boito (a differenza di Macbeth e Otello per esempio che sono tratte da una singola tragedia shakespeariana). Il risultato è senza dubbio uno dei migliori libretti d’opera mai scritti in assoluto; la collaborazione fra Verdi e Boito è forte esattamente come quella fra Mozart e Da Ponte: c’è un’incredibile sinergia in tutto, dal modo di pensare al modo di delineare i tratti dei personaggi».

Nel ruolo del protagonista Sir John Falstaff il baritono Nicola Alaimo, che torna dopo le recenti ottime prove come Fra Melitone in La Forza del Destino (giugno 2021) e come Michonnet nell’Adriana Lecouvreur (titolo inaugurale dell’ LXXXIII Festival del Maggio Musicale Fiorentino); il baritono palermitano si è confrontato con il personaggio di Falstaff molte volte dal 2006 in qua, portandolo anche al Metropolitan di New York. Ailyn Pérez (che al Maggio ha interpretato Magda ne La Rondine di Giacomo Puccini ripresa nel settembre 2020) è stata Alice Ford in più occasioni, dal Metropolitan di New York alla Bayerische Staatsoper. Il personaggio di Ford è interpretato da Simone Piazzola, affermato baritono verdiano, che torna al Teatro del Maggio dopo La Boheme andata in scena nel novembre 2016; sempre nel 2016, insieme all’Orchestra e al Coro del Maggio, fu tra i protagonisti dell’Aida in forma di concerto andata in scena alla Tchaikovsky Concert Hall di Mosca in occasione del Festival Rostropovic sotto la direzione del maestro Zubin Mehta. Piazzola ha debutato il ruolo al Teatro Real di Madrid, nel 2019. Spiega: «Il ruolo di Ford è molto particolare, sia dal punto musicale che da quello interpretativo. La tessitura vocale di questo ruolo è molto complessa, alterna una tessitura centrale bassa a momenti acuti molto intensi. E questo si può notare soprattutto nell’aria È sogno? o realtà?».

L’ottimo contralto veneziano Sara Mingardo interpreta Mrs. Quickly; nel ruolo di Mrs. Meg Page, Caterina Piva, recentemente apparsa in Traviata Rigoletto, oltre che in Siberia di Umberto Giordano (luglio 2021). Ritorno a pochi mesi di distanza anche per Matthew Swensen (Fenton), per il soprano Francesca Boncompagni (Nannetta), che al Maggio ha cantato in La Dafne di Marco da Gagliano diretta da Federico Maria Sardelli e collabora spesso col maestro Gardiner, per il basso  Gianluca Buratto (Pistola), ascoltato recentemente al Maggio in concerti diretti da Zubin Mehta e Riccardo Muti; il tenore Antonio Garés (Bardolfo), formatosi all’Accademia del Maggio, è una presenza abituale nelle locandine del Teatro; debutta invece il tenore Christian Collia (Dr. Cajus), vincitore di numerosi premi, formatosi all’Accademia verdiana di Carlo Bergonzi a Busseto e all’Accademia rossiniana di Pesaro.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazza Vittorio Gui, Firenze)

Venerdì 19, martedì 23, martedì 30 novembre e venerdì 3 dicembre ore 20, domenica 21 novembre ore 15.30, domenica 5 dicembre ore 17

FALSTAFF di Giuseppe Verdi. Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito. Edizione: Edwin F. Kalmus & Co., Inc., Boca Raton, Florida. Nuovo allestimento. Coro e Orchestra del Maggio Musicale FiorentinoMaestro concertatore e direttore Sir John Eliot Gardiner, Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Regia Sven-Eric Bechtolf Scene Julian Crouch Costumi Kevin Pollard Luci Alex Brok Video Josh Higgason Assistente regista Stefania Grazioli Assistente scenografo Anna Cingi Assistente  costumista Angela Toso Assistente light designer Rembrandt Pieplenbosch

Figuranti speciali: Mauro Barbiero, Andrea Bassi, Cristiano Colangelo, Egidio Egidi, Stefano Francasi, Francesco Grossi, Enrico L’Abbate, Filippo Lai, Stefano Mascalchi, Carlo Pucci, Andrea Saccoman, Federico Vazzola, Silvio Zanoncelli

Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi: Visibilità limitata e ascolto: 15-  Galleria: 50€ – Palchi B: 90€ – Palchi A: 150€ – Platea 4: 90€ –  Platea 3: 120€  – Platea 2: 150€ –  Platea 1: 180€

La biglietteria del Teatro del Maggio è aperta: dal martedì al venerdì: 11-13/15-18; sabato: 11-14; due ore prima degli spettacoli; chiusa la domenica e il lunedì. Il Servizio cortesia, tel. 055 2001278, è attivo martedì, mercoledì, venerdì e sabato: 11-18; lunedì e giovedì: 14:30-18

Biglietti acquistabili anche online sul sito del Maggio

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