Renzi vota con il Centrodestra: governo battuto al Senato. Prova per il Quirinale? Letta terrorizzato

Il Quirinale fotografato dal palazzo della Consulta
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Sembrava san Matteo, nell’Aula di Palazzo Madama: Renzi e Salvini insieme. Due votazioni, due volte barttuto il governo Draghi al Senato. Che non aveva messo la fiducia sul decreto che aumenta le capienze nei luoghi di cultura e sport. Ma improvvisamente, con forte sgomento di Letta e dei grillini, Lega, Forza Italia e Italia viva non seguono le indicazioni del governo e approvano, con Fdi della Meloni, due emendamenti che riguardano bus turistici e l’età di pensionamento dei medici. Terrore nel Centrosinistra: vuoi vedere che hanno fatto una prova in vista dell’elezione per il Quirinale?  Pd, M5s e Leu si scagliano contro gli alleati, li accusano di voler mettere a rischio il governo, evocano la crisi e, per evitarla, invocano una verifica di maggioranza. Il rischio, avvertono, è che le fibrillazioni si ripetano sulla manovra.

QUIRINALE – Ma il pensiero, ripeto, corre al tema ben più grande, del Quirinale: la lettura diffusa è che chi scatena il caos in Aula voglia inviare un segnale, anche a Draghi, in vista del voto di gennaio. A Palazzo Chigi non drammatizzano, ma osservano con attenzione, anche perché è chiaro che un conto sono due emendamenti, dopotutto marginali, al decreto sulle capienze, ben altra storia sarebbe se lo sfilacciamento della maggioranza, come lo chiama Letta, si ripercuotesse sulla legge di bilancio, che proprio in Senato ha iniziato il suo iter tra mille difficoltà. Non c’è l’accordo nemmeno sui relatori. Alcuni senatori del M5s, sempre più nervosi e fra loro spaccati, attraverso i ministri avrebbero fatto pervenire al premier Mario Draghi una richiesta di ascolto, la possibilità di avere un momento di confronto a Palazzo Chigi. E la disponibilità c’è, tanto che potrebbe tradursi la prossima settimana in un incontro. E’ una disponibilità che esiste anche nei confronti del resto della maggioranza e dei governatori che chiedono una stretta sul fronte Covid. Quanto all’ipotesi che i senatori abbiano voluto inviare un segnale a Draghi, per avvertirlo che è nelle loro mani la sua eventuale elezione al Quirinale, dal governo non si mostrano convinti dell’equazione.

RENZI E CENTRODESTRA – Tuttavia, non passa inosservato il fatto che abbiano votato a favore dei due emendamenti in Senato  il leader della Lega Matteo Salvini e la ministra Erika Stefani, che avrebbe lasciato per questo in anticipo il Consiglio dei ministri. Con il loro voto passa un emendamento sulla capienza al 100% per i bus turistici, con obbligo di Green pass per i passeggeri, e uno di Iv che alza a 68 anni l’età dei dirigenti di Asl che possono essere ‘arruolati’ per l’emergenza sanitaria. La prima modifica era condivisa anche dal Pd e concordata in maggioranza, ma quando il ministero della Sanità dà parere negativo i Dem, Leu e M5s si attengono alla linea e scelgono di non votare a favore. La seconda modifica ha il parere negativo del ministro della Pa Renato Brunetta, ma anche Fi vota a favore e la norma passa, tra gli applausi dei senatori del centrodestra. Dopo il voto gli azzurri negano ragioni politiche dietro la loro scelta. Si dà la colpa ai tanti assenti, tra cui anche il leader di Iv Matteo Renzi. Ma dal M5s parlano di uno scambio tra renziani e centrodestra per far passare le due norme. In Aula è il caos.

MAGGIORANZA – La capogruppo Pd, Simona Malpezzi, si coordina con le colleghe di M5s e Leu e chiede ad alta voce se la maggioranza esiste ancora. L’episodio, dicono dal Nazareno, mostra grave irresponsabilità di chi ostenta sostegno al premier ma non lo traduce in voti e prese di posizione. «Dobbiamo fare un punto sui rapporti in maggioranza», dichiara Loredana De Petris. «Mi sembra evidente che Renzi voglia provocare la seconda crisi di governo dell’anno», attacca il ministro M5s Stefano Patuanelli. Iv respinge le accuse e con Ettore Rosato parla di voto nel merito. E Salvini, che nel pomeriggio sente Berlusconi, dichiara di aver votato per aiutare i bus turistici. Ma che cosa si sono detti Berlusconi e Salvini?  Il colloquio, a quanto pare, serve per coordinarsi sulla manovra e rafforzare l’asse del centrodestra di governo.

MATTARELLA – Ma il nodo Quirinale si staglia sullo sfondo, soprattutto dopo che Giorgia Meloni ha allontanato l’ipotesi di una candidatura del Cavaliere. Per il Colle, nei rumor parlamentari, è ancora Draghi il principale candidato. Il problema è però blindare l’accordo in maggioranza ed evitare che venga silurato dai franchi tiratori. Comunque vada, ragiona un Dem alla Camera, un accordo ci deve essere, perché una maggioranza spaccata sull’elezione del presidente avrebbe come conseguenza il venire meno del patto di maggioranza e la caduta del governo Draghi. E nel dibattito irrompe un’altra ipotesi: se a gennaio arrivasse il picco dei contagi, la situazione diventerebbe così grave da spingere verso una soluzione di continuità, con la richiesta a Sergio Mattarella di restare per un bis con Draghi. Letta sembra interessato. Perchè l’incubo san Matteo, ossia Renzi e Salvini insieme, gli provoca incubi notturni.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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