Migranti: Sea Watch 4 costringe governo alla resa, sbarca 461 persone nel porto di Augusta

AUGUSTA – La consueta strategia delle Ong ha ancora il sopravvento e costringe il governo italiano a una nuova resa: è stato dato il via libera per lo sbarco di 461 migranti a bordo nel porto di Augusta. Una vicenda che sembra non dover finire mai. Le Ong dettano legge in casa nostra e Roma subisce passivamente.

E’ Augusta, nel siracusano, il porto sicuro assegnato a Sea Watch 4. Dopo 11 richieste inoltrate in una settimana la nave umanitaria ha appena ricevuto l’indicazione per lo sbarco. A bordo ci sono 461 persone soccorse nei giorni scorsi nel Mediterraneo centrale in diverse operazioni, tra cui anche donne in stato di gravidanza, minori soli e bimbi di pochi mesi. Alcuni di loro sono in mare da più di 8 giorni. Ventuno migranti hanno avuto bisogno di un’evacuazione medica. Ieri notte Sea Watch 4 aveva dichiarato lo stato di necessità ed era stata autorizzata a riparare dal maltempo davanti al porto di Augusta. «A bordo della nave umanitaria quattro persone hanno perso conoscenza e sono assistite dal team medico», aveva twittato stamani l’ong ribadendo le proprie pretese. Adesso il via libera allo sbarco che dovrebbe iniziare nel pomeriggio.

Non contenta del successo ottenuto la Ong protesta pure. Valeria Taurino, direttrice generale di Sos Mediterranee Italia, ricordando come «già a inizio novembre la Ocean Viking è rimasta senza porto per 9 giorni con 314 persone a bordo, sotto la pioggia e il vento e tra onde di oltre 3 metri. Ora, lo stesso accade alla Sea Watch 4. Troviamo deprecabile questo atteggiamento irrispettoso dei diritti individuali delle persone soccorse che non possono essere lasciate per giorni in balìa degli elementi. Il diritto internazionale prevede l’assegnazione del porto più vicino e in minor tempo possibile, gli interminabili stalli in mare per i naufraghi e per gli stessi membri dell’equipaggio sono inaccettabili». Sembra strano però che il porto più vicino per i salvataggi delle Ong, in prevalenza non italiane, sia sempre e invariabilmente in Italia.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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