Vaccini obbligatori per tutti i lavoratori: braccio di ferro nel governo. Draghi rinvia

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Ha deciso di non forzare la mano e di prendere tempo, Mario Draghi, quando si è reso conto che nel governo era in atto un braccio di ferro sull’ipotesi di rendere obbligatori i vaccini per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Oppure solo per quelli della Pubblica amministrazione. Si valuterà nelle prossime settimane se imporre l’obbligo solo ad alcune categorie o a tutti senza distinzione. La discussione tiene banco in cabina di regia sulle nuove misure per frenare il contagio da Covid nelle festività. Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza si mostrano favorevoli alla proposta di Renato Brunetta.

BRUNETTA – Chi è contrario? Lega e M5s esprimono da subito le loro perplessità ma ci si prende qualche ora per decidere e intanto gli uffici ministeriali vengono messi al lavoro sulla norma. Poi in Cdm il confronto si fa molto acceso, nei contenuti più che nei toni. Esprimono dubbi ministri di ogni partito, inclusi i Dem. Ci sono perplessità sulla scelta di imporre i vaccini solo nella Pa e non ad altre categorie, dubbi sulla praticabilità della misura. Draghi ascolta tutti, poi sceglie di mettere la decisione in stand by e approfondire il tema. C’è chi ipotizza di individuare i lavoratori più a contatto con il pubblico. Brunetta propone di introdurre l’obbligo di vaccini per tutti i lavoratori, nel pubblico e nel privato. E’ una giornata di decisioni difficili, per il governo. Per l’impennata dei contagi e per i numeri della variante Omicron, che si avvia a diventare prevalente. Ci si interroga sul da farsi, in vista delle imminenti festività. Si discute di tutti i luoghi della socialità e dopo ore di trattativa in Cdm, si decide non solo di vietare il consumo al banco a chi non abbia il Super Green pass (vaccinati o guariti dal Covid) fino a fine marzo. ma anche di chiudere le discoteche fino a fine gennaio.

DISCOTECHE – Poi si decide di chiudere le discoteche fino a fine gennaio. Su questa misura, i ministri leghisti sono contrari: la categoria, osservano, ha già sofferto tantissimo. Ma in Cdm avanza l’idea di impedire il consumo di bevande nei locali, oltre a imporre tre dosi di vaccino o due dosi e tampone per entrare, e allora passa l’opzione della chiusura. I titolari dei locali, assicurano fonti leghiste al termine della riunione, riceveranno un ristoro. Intanto, chiedono i leghisti, si ponga un argine al dilagare di virologi e esperti in tv. Lo propone Giancarlo Giorgetti, chiedendo una raccomandazione del governo che inviti alla cautela, e il ministro del Turismo Massimo Garavaglia avverte che si sono perse milioni di prenotazioni nelle ultime settimane a causa di informazioni sbagliate.

VACCINO – Il passaggio più spinoso è però quello sull’obbligo di vaccino (o di Super Green pass) per i lavoratori. Brunetta sostiene l’introduzione della misura, l’orientamento di Draghi è favorevole, come detto anche in conferenza stampa mercoledì. Ma qui iniziano i dubbi. Arrivano dai ministri del M5s, della Lega, ma anche del Pd. Perché solo la Pa e non altre categorie? Perché solo la Pa e non tutti i lavoratori?, ci si chiede. L’idea che a un certo punto nella discussione prevale è quella di individuare solo i lavoratori più a contatto con il pubblico. Giorgetti propone, in caso di introduzione dell’obbligo, di valutare una manleva e l’esenzione di alcune categorie. Speranza si dice favorevole a ogni proposta che sia in grado di estendere le vaccinazioni. Si approfondirà, nelle prossime settimane. Ma un po’ di buon senso non guasterebbe.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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