Week end 8-9 gennaio a Firenze e in Toscana: spettacoli, eventi, mostre

Ponte Vecchio con F-Light (photo-stefano-casati)

Week end con diversi eventi annullati o rinviati per emergenza covid, ma restano alcuni concerti, spettacoli di prosa, le mostre: la ripresa degli Amici della Musica di Firenze, il musical al Teatro Verdi, il Florence Ice Village alla Fortezza con la pista di pattinaggio e la ruota panoramica, le visite guidate al Museo di San Marco, le attività per ragazzi al Museo Marini; ultimi giorni di F-Light sui monumenti del centro storico.

Tornano i concerti degli Amici della Musica di Firenze al Teatro della Pergola (via della Pergola 18); a dare il via al 2022 sarà il pianista Pietro De Maria, sabato 8 alle 16 al Teatro della Pergola; un recital di pianoforte solo che si apre con l’esecuzione di brani del clavicembalista, organista e teorico francese Jean-Philippe Rameau e si conclude con il Carnaval op.9 di Robert Schumann. In mezzo tra i due autori, per completare un percorso che dal ‘700 arriva fino ai giorni nostri, verrà eseguito Nudo da “R (Un ritratto per pianoforte e orchestra)” del compositore torinese contemporaneo Nicola Campogrande.  Pensata originariamente per Kolja Blacherpianoforte e orchestra e poi trasposta nel 2015 nella sua versione per piano solo, la composizione trae origine dalla singolare richiesta di un committente di dipingere in musica il ritratto della fidanzata. Domenica 9 alle 21 al Saloncino della Pergola, sarà invece la volta del duo formato dal violinista Kolja Blacher e dal pianista Özgür Aydin, che eseguiranno la Sonata di Poulenc, la Sonata in sol maggiore op. 134 di Šostakovič e la Sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven. I biglietti sono in vendita presso il Teatro della Pergola (dal martedì al sabato ore 10-19 / domenica ore 10-13) e online su TicketOne. Calendario completo online su www.amicimusicafirenze.it.

Al Teatro Verdi (via Ghibellina 99) sabato 8 alle 20.45 e domenica 9 alle 16.45 c’è il musical La piccola bottega degli orrori. GIAMPIERO INGRASSIA torna ad interpretare il ruolo di Seymur nel primo musical italiano prodotto dalla Compagnia della Ranciaoltre trent’anni fa; in scena con lui Fabio Canino, già attore d’esperienza nel teatro di prosa, che affronta con grande entusiasmo per la prima volta il musical, interpretando il ruolo di Mushnik; nel ruolo di Audrey l’esplosiva Belia Martin. Biglietti da 25 a 37 euro acquistabili su www.ticketone.it  e in tutti i punti vendita Box Office Toscana; info e prenotazioni: www.teatromanzonicalenzano.it

Il Renny Club (Via Baracca 1/f) diventa teatro sabato 8 alle 21.30 col delizioso spettacolo Bruna è la notte, di e con Alessandro Riccio spalleggiato dal musicista Alberto Becucci; comicità irresistibile e poesia pura (non per nulla la Bruna cita volentieri Alda Merini e un po’ le si ispira), con finale a sorpresa. Ingresso 15 intero 10 ridotto. Prenotazioni https://form.jotform.com/213534361123344 Bruna è la notte viene replicato domenica 9 alle 21 alla Sala Teatro MCL a Tavarnelle (Via Roma, 121; prenotazioni 334.133.85.72 – 055. 80.77.236; ingresso 12 euro.

Proseguono i concerti a cura dell’Associazione A.Gi.Mus. Firenze, che dal 2020 hanno sede presso l’Auditorium Ottone Rosai (via dell’Arcovata 4/6), in collaborazione con il Quartiere 5 del Comune di Firenze. Domenica 9 alle 10.30 si esibirà in concerto la giovane musicista toscana Michelle Candotti, talento del pianoforte, impegnata in un recital con musiche di Haydn e Chopin. Michelle è la vincitrice del Premio Crescendo 2020 nella sezione pianoforte. Ingresso libero.

Il Museo di San Marco con la nuova ‘Sala del Beato Angelico’, il Cimitero delle Porte Sante con la Basilica di San Miniato al Monte, passando dalle Ville Medicee di Castello: La Petraia e Villa Corsini fino al nuovo itinerario d’arte nel complesso monumentale di Santo Spirito. A gennaio via alle passeggiate del nuovo anno di EnjoyFirenze, le visite guidate a cura di Cooperativa Archeologia tra itinerari d’arte inediti e grandi classici della città in compagnia di guide e archeologi esperti. Domenica 9 gennaio si Il Beato Angelico nel museo di san Marco a Firenzeapre con un grande classico: “Il Museo di San Marco con la nuova ‘Sala del Beato Angelico’”. La visita porterà alla scoperta del “museo-monastero”, costruito dall’architetto Michelozzo intorno alla metà del XV secolo su incarico di Cosimo il Vecchio e divenuto tra i più importanti centri religiosi e culturali della città dell’epoca. Il Museo occupa oggi una vasta area del convento domenicano e ne conserva intatta l’atmosfera: al suo interno si trova la più importante collezione al mondo di opere del Beato Angelico, sia su tavola che ad affresco. Il nuovo allestimento della “Sala del Beato Angelico” permette di ammirare oggi 16 straordinari capolavori del pittore e frate domenicano, riproponendo l’incanto che traspare dai suoi dipinti (ore 10.30). La visita si ripeterà sabato 22 gennaio allo stesso orario. Gli appuntamenti sono su prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 o a turismo@archeologia.it

Visite interattive, storie fantastiche e laboratori artistici: in gennaio al Museo Marino Marini di Firenze (Piazza San Pancrazio) le domeniche sono dedicate a ragazzi e famiglie. Cinque gli appuntamenti durante il mese, tutti alle 16Domenica 9 Cavalli e cavalieri: tra vicende leggendarie e contemporanee, ispirate all’Orlando Furioso di Ariosto e al Don Chisciotte di Cervantes, e guidati dai testi e dalle immagini della scrittrice Sara Marconi e dell’illustratore Gek Tessaro, prendono forma storie di cavalli, cavalieri (maschi) e cavaliere (femmine) che faranno galoppare la fantasia (info, prezzi e prenotazioni www.museomarinomarini.it).

Nella reggia di Palazzo Pitti è da poco esposta in maniera permanente la collezione di 78 icone russe, raccolta a Firenze già dai Medici e soprattutto dai Lorena nel corso del Settecento e del secolo successivo, la più antica del genere al mondo al di fuori della Russia stessa, verrà infatti per la prima volta esposta in un nuovo allestimento. Si tratta di quattro grandi sale con affreschi seicenteschi affacciate sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti, appena restaurati. Icone dotate di didascalie descrittive in italiano, inglese e cirillico. Finora, questi ambienti della Reggia medicea non sono mai stati regolarmente aperti al pubblico. Anche la suggestiva, elegantissima Cappella Palatina, con gli affreschi ottocenteschi di Luigi Ademollo, ora interamente restaurata, è riaperta e visitabile.

Sempre a Palazzo Pitti, al Museo della Moda e del Costume, fino al 5 maggio c’è la mostra Animalia Fashion (orario: mart-dom 8.15-18.50), ideata e curata da Patricia Lurati; 18 sale ospitano un centinaio di pezzi ispirati al mondo animale e realizzati fra il 2000 e il 2018 dalle case di moda più celebri e da stilisti emergenti: abiti, borse, scarpe, gioielli e accessori. L’allestimento progettato da Mauro Linari accosta ai capi alcuni quadri, pagine di tacuina sanitatis medievali, riproduzioni di disegni tratti da antichi bestiari  ed esemplari prestati dal Museo della Specola, dall’Associazione Italiana di Aracnologia e dal Museo di Antropologia ed Etnografia.

Si intitola “Riflessioni. Dove siamo, dove andremo” l’edizione 2021 di F-Light – Firenze Light Festival, il festival delle luci promosso dal Comune di Firenze e organizzato da MUS.E, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, che nel periodo delle festività natalizie, accenderà alcune fra le più importanti piazze e location di Firenze, dal Ponte Vecchio al Museo Galilei, da piazza San Lorenzo alla Camera di Commercio fino a piazza Santissima Annunziata, alle torri, alle porte della città e ai quartieri periferici. Grazie a F-Light, dall’8 dicembre 2021 fino al 9 gennaio 2022 Firenze si riempirà di installazioni luminose e artistiche, proiezioni, giochi di luce, suggestive illuminazioni di edifici, piazze e monumenti, per un evento che si conferma tra i più importanti nel suo genere, divenuto punto di riferimento anche in ambito europeo. La manifestazione, realizzata con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, con il contributo di Camera di Commercio di Firenze, con il sostegno prezioso di American Express e Terna, il supporto di Unicoop Firenze e EuroAmbiente Green solutions e grazie a Firenze Smart, vedrà come di consueto coinvolta la città nella sua totalità: dalle piazze e monumenti del centro storico fino alle periferie.

Al Teatrodante Carlo Monni (piazza Dante 23, Campi Bisenzio) sabato 8 alle 21 sarà protagonista Lorenzo Baglioni con Canzoni a teatro, il nuovo travolgente spettacolo del cantautore, autore, attore e presentatore celebre per le canzoni didattiche che lo hanno portato fino a Sanremo e con cui si è aggiudicato sul web più di 90 milioni di visualizzazioni. 100 minuti di live show che raccolgono tutti i suoi brani più amati, da “Il Congiuntivo” a “L’arome Secco Sé”, selezionati sui social insieme ai suoi follower e appositamente riarrangiati per il teatro, oltre a un pezzo inedito (in replica domenica 9 alle 16.30). Lo spettacolo, prodotto da Ridens, sarà una carrellata di sei anni di successi musicali: dagli stornelli della prima ora fino a brani legati a tematiche sociali, tra cui l’ultimissimo “Non ti scordare di volermi bene”, sulla questione dell’Alzheimer, appena uscito in duetto con Paolo Ruffini. Ingresso 15 / 12 euro; info 055 8940864 www.teatrodante.it

Sabato 8 gennaio al Politeama di Prato c’è una commedia di De Filippo, Non è vero ma ci credo, con Enzo de Caro, che interpreta Gervasio Savastano, imprenditore avaro e ossessionato dalla paura della iettatura, perseguitato dall’incubo che qualcosa o qualcuno possa distruggere il suo impero economico. Promo sui biglietti (10 euro).

Domenica 9 la Biblioteca Lazzerini di Prato torna ad aprire la domenica dopo quasi due anni di stop: la domenica sarà aperta dalle 9 alle 19, orario continuato.

Al Teatro Verdi di Pisa (via Palestro) sabato 8 alle 18 c’è La Notte dell’Innominato, momento di incontro aperto e gratuito tra cast artistico, regista e cittadinanza. Evento Gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.

Nel centro storico di Empoli fino al 16 gennaio c’è La città del Natale, con mercati e attrazioni per grandi e piccini; restrizioni al traffico nei fine settimana.

Aperto al pubblico il Museo di Casa Siviero (Lungarno Serristori, 1/3, senza bisogno di prenotazione: sabato ore 10-18; domenica ore 10-13; lunedì ore 10-13; negli altri giorni solo piccoli gruppi su prenotazione).

In occasione delle festività natalizie la Fondazione Franco Zeffirelli in Piazza San Firenze allestisce nella Sala Musica fino al 31 gennaio 2022 la mostra Il mio Gesù dedicata al capolavoro di Franco Zeffirelli. A 44 anni dall’uscita sui canali RAI dedicata al capolavoro di Franco Zeffirelli. A 44 anni dall’uscita sui canali RAI della televisione italiana la miniserie Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, resta tuttora una pietra miliare nella storia della produzione televisiva, avendo segnato profondamente l’immaginario collettivo.

Palazzo Strozzi dal 2 ottobre al 30 gennaio 2022 ospita una grande mostra dedicata a Jeff Koons, una delle figure più importanti e discusse dell’arte contemporanea a livello globale. A cura di Arturo Galansino e Joachim Pissarro, la mostra porta a Firenze una selezione delle più celebri opere. Sviluppata in stretto dialogo con l’artista, la mostra Jeff Koons. Shine ospita prestiti provenienti dalle più importanti collezioni e dai maggiori musei internazionali, proponendo come originale chiave di lettura dell’arte di Jeff Koons il concetto di “shine” (lucentezza) inteso come gioco di ambiguità tra splendore e bagliore, essere e apparire.

Palazzo Medici Riccardi (Via Camillo Cavour 3) fino al 26 gennaio si tiene la mostra Il Fiorentino. Il Gran Diamante di Toscana, curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi e dedicata al meraviglioso gioiello del Granduca Cosimo II, scomparso misteriosamente all’inizio del XX secolo. La sua storia verrà narrata in mostra attraverso dipinti, disegni e documenti, ma a descriverlo in tutto il suo splendore sarà la fedelissima riproduzione in zirconia cubica realizzata dalla bottega orafa di Paolo Penko.

Villa Bardini a Firenze riapre dopo due anni di chiusura con la mostra Galileo Chini e il Simbolismo Europeo, dedicata al pittore, illustratore e ceramista fiorentino, maggiore esponente italiano del gusto Liberty e uno dei maggiori interpreti europei dell’Art Nouveau, aperta fino al 25 marzo. Sono esposti oltre 200 pezzi fra dipinti, disegni, illustrazioni e ceramiche.

Alla Cattedrale dell’Immagine, parte del complesso di Santo Stefano al Ponte, mostra digitale immersiva Inside Dalí realizzata da Crossmedia Group con il supporto della Fondazione Gala Salvador Dalí, che fino al 16 gennaio 2022 punta a esplorare l’universo onirico immaginario di Salvador Dalí e a riscoprire la vita di quello che è stato uno dei maggiori pittori del XX secolo e la vera icona del surrealismo. Un’esperienza multisensoriale che si colloca tra immaginazione e realtà, ma anche un mix di tecnologie all’avanguardia, immagini, veri e propri artefatti, illusioni e allusioni, il tutto in simbiosi perfetta con l’universo unico dell’artista catalano. Ogni giorno avranno luogo le ininterrotte repliche della mostra immersiva, nel cui cuore si trova uno spazio multimediale a 360°, per una superficie di più di 400 m2, dove il visitatore è indotto ad attraversare il mondo del genio surrealista in una completa e “daliniana” immersione di oltre 35 minuti: un momento altamente emozionale che colpirà gli spettatori come niente prima d’ora.

Una mostra spiega la cosmografia dell’aldilà come la vedeva Dante: «Dall’Inferno all’Empireo. Il mondo di Dante fra scienza e poesia», aperta fino al 6 marzo nelle Sale del Fiorino al secondo piano di Palazzo Pitti (tutti i giorni 13.30-18.30, chiuso lunedì). L’esposizione è stata curata da Filippo Camerota, vice direttore del Museo Galileo, con la collaborazione del Laboratorio Multimediale del Museo Galileo, di Infini.to Planetario di Torino (che fornisce un video realizzato per l’Agenzia Spaziale Italiana) e da camerAnebbia, che presenta due proiezioni multimediali immersive: una per rivivere il viaggio cosmico nell’infinito intrapreso dal poeta e l’altro per permettere a noi visitatori di essere trasportati all’interno di un prezioso codice miniato della Commedia conservato alla British Library. Nelle tre sale (una per Cantica) anche disegni del Dante historiato di Federico Zuccari provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, testi della sapienza antica (Alfragano, Euclide, Claudio Tolomeo…) prestati dalle biblioteche fiorentine (e non solo) e strumenti di misurazione e calcolo conservati dal Museo Galileo, compreso un astrolabio arabo del XIII secolo.

All’Istituto degli Innocenti in  Piazza della SS. Annunziata fino al 31 gennaio c’è la mostra I Love Lego; esperienza imperdibile per i bambini, per le famiglie e per i tanti adulti che continuano a coltivare l’amore per i mattoncini più famosi del mondo; la mostra, non sponsorizzata direttamente da Lego, è stata realizzata dal più importante gruppo di collezionisti privati che abbiamo in Italia.

Per la rassegna 1321 – 2021. Nei dintorni di un Centenario, nella Pinacoteca della Certosa di Firenze c’è “… fresco smeraldo in l’ora che si fiacca. Suggestioni dalla Divina Commedia di Dante Alighieri”, mostra di tele e disegni di Ernesto Piccolo, calabrese di nascita, ma fiorentino d’adozione. Curata da Francesco Gurrieri, la mostra propone una cinquantina di opere – tra tele dipinte e disegni preparatori – e si configura come un omaggio pittorico alla figura del Sommo Poeta nel 700° anniversario della morte che vede protagonista un vero e proprio maestro del colore, così come nel titolo si fa riferimento ai versi 70-81 del settimo canto del Purgatorio. Visibile tutti i giorni (eccetto il lunedì e la domenica mattina) con orario 10-12 e 15-17 fino al 31 gennaio 2022, la mostra è arricchita da un catalogo curato da Alessandro Andreini ed edito da Feeria e Polistampa che, oltre alle fotografie di tutte le opere visibili nella Pinacoteca della Certosa, ospita i testi di Eugenio Giani, Carmelo Mezzasalma, Cristina Acidini, Francesco Gurrieri, Luigi Zangheri, Giorgio Bonsanti, Ugo Barlozzetti ed Enrico Sartoni. 055 2047729 www.certosadifirenze.it

Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba (Museo del Tessuto, Prato dal 22 maggio al 23 gennaio 2022) è il frutto di un lungo e accurato lavoro di ricerca compiuto dal Museo sullo straordinario ritrovamento di un nucleo di costumi e gioielli di scena risalenti alla prima assoluta della Turandot di Puccini e provenienti dal guardaroba privato del grande soprano pratese Iva Pacetti. Un’esposizione inedita, multidisciplinare, che nasce grazie alla collaborazione di enti e istituzioni pubblici e privati italiani di grande prestigio che a vario titolo hanno contribuito a questo ambizioso progetto: ricostruire le vicende che hanno portato il grande compositore toscano Giacomo Puccini a scegliere Galileo Chini per la realizzazione delle scenografie per la Turandot, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini. Co-organizzatore della mostra è il Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino nel cui Museo di Antropologia e Etnologia è conservata una collezione di oltre 600 cimeli orientali, riportati da Galileo Chini – grande interprete del Liberty italiano – al rientro dal suo viaggio in Siam nel 1913 e da lui personalmente donati nel 1950 al Museo fiorentino. A questi si aggiunge il contributo degli enti prestatori: l’Archivio Storico Ricordi, il Museo Teatrale alla Scala e l’Archivio Storico Documentale Teatro alla Scala, le Gallerie degli Uffizi – Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, la Fondazione Giacomo Puccini di Lucca, la sartoria Devalle di Torino, l’Archivio Corbella di Milano, la Società Belle Arti di Viareggio e numerosi prestatori privati. Il percorso espositivo della mostra – che occupa circa 1.000 metri quadri complessivi – si apre nella Sala dei Tessuti Antichi con una selezione di circa 120 oggetti della collezione Chini, proveniente dal Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze: tessuti, costumi e maschere teatrali, porcellane, strumenti musicali, sculture, armi e manufatti d’uso di produzione thailandese e cinese – suddivisi per ambiti tipologici all’interno di grandi teche espositive – che sono stati continua fonte di ispirazione per l’Artista e sono diventati soggetti di suoi numerosi dipinti. Al piano superiore sezione dedicata alle scenografie per la Turandot e al forte influsso che l’esperienza in Siam ebbe nell’evoluzione del percorso creativo e stilistico di Chini. La terza e ultima sala riunisce finalmente, dopo decenni di oblio, gli straordinari costumi della prima dell’opera. Infatti, accanto a quelli della protagonista di proprietà del Museo – su una grande pedana rialzata che la prima volta nella storia riunisce la straordinaria parata realizzata da Caramba nel 1926 – sono esposti anche 30 costumi straordinari provenienti dall’archivio della Sartoria Devalle di Torino, comprendenti i ruoli primari e comprimari – l’Imperatore, Calaf, Ping, Pong e Pang, il Mandarino – e i secondari – i Sacerdoti, le Ancelle, le Guardie, i personaggi del Popolo. Si tratta dei costumi originali realizzati per la stessa edizione dell’opera, anch’essi inizialmente scomparsi, ma poi rocambolescamente ricomparsi a metà degli anni Settanta ed entrati a far parte definitivamente di questo meraviglioso archivio storico privato.

La mostra Medioevo a Pistoia. Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico curata da Angelo Tartuferi, Enrica Neri Lusanna e Ada Labriola, resta fino all’8 maggio 2022 nell’Antico Palazzo dei Vescovi e del Museo Civico di Pistoia, con oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, oreficerie e codici miniati. illustra per la prima volta lo straordinario panorama delle arti a Pistoia dal XII agli inizi del XV secolo, rivelando il ruolo di primo piano assunto dalla città nel campo delle arti figurative. L’esposizione è aperta fino all’8 maggio 2022 negli spazi dell’Antico Palazzo dei Vescovi e del Museo Civico di Pistoia, con un percorso di oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, oreficerie e codici miniati, con opere di Guglielmo, Guido da Como, Nicola e Giovanni Pisano. A Pistoia si trova anche una tra le più imponenti opere di oreficeria medievali, ideale sigillo della mostra: l’Altare d’argento di San Jacopo.

Al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera fino al 20 marzo 2022 sono esposte oltre 140 opere di Andy Warhol, raccontano la storia del più pungente interprete della società di massa, testimone variopinto delle icone del suo tempo. La mostra, organizzata in cinque sezioni, approfondisce i diversi aspetti di Andy Warhol. Il percorso espositivo permette di scoprire la vita di questo straordinario personaggio partendo dai suoi primi lavori fino a quelli della fine degli anni Ottanta. Info https://www.palp-pontedera.it

Palazzo Blu, Keith Haring a Pisa con una grande retrospettiva aperta fino ad aprile 2022, a trentadue anni dal grande murales da lui realizzato nel 1989 su una parete della chiesa di Sant’Antonio su invito del giovane gallerista Piergiorgio Castellani. Fu la sua ultima opera, un inno alla vita e allo stesso tempo un testamento artistico. Haring morì infatti poco dopo il 16 febbraio del 1990. La mostra a Palazzo Blu raccoglie oltre 170 opere provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection che si trova nel museo a lui dedicato in Giappone e che coprono tutto l’arco della sua carriera.La mostra a Palazzo Blu raccoglie oltre 170 opere provenienti dalla Nakamura Keith Haring Collection che si trova nel museo a lui dedicato in Giappone e che coprono tutto l’arco della sua carriera. Fino al 3 aprile 2022 c’è anche “Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo” a cura di Gianguido Grassi dà voce a 45 artisti provenienti da tutto il mondo, talenti della urban art, coloro che hanno saputo unire l’energia creativa della strada a un solido background artistico e che adesso sono chiamati a lavorare in molte città del mondo e a partecipare a mostre ed eventi internazionali. Sono 74 le opere in mostra, tutte provenienti dagli archivi degli artisti e da importanti collezioni. L’allestimento prende il via dalla biblioteca e prosegue nelle sale al quarto piano di Palazzo Blu, per raccontare le varie declinazioni dell’arte urbana, dall’anima più ribelle e sociale propria dei graffiti a quella monumentale delle manifestazioni istituzionali più recenti.

Negli spazi dell’ex Cavallerizza a Lucca  fino al 2 ottobre 2022  I pittori della luce. Da Caravaggio a Paolini voluta da Vittorio Sgarbi permetterà di ammirare le opere di alcuni grandi artisti ispirati da Caravaggio il primo “regista” della storia dell’arte fino a Pietro Paolini, protagonista lucchese della nuova scuola naturalistica.

La fantasia al potere, insieme all’arte, alla poesia e al colore. Per l’eclettico artista Tano Pisano – siciliano di nascita, giramondo per vocazione e da alcuni anni versiliese d’adozione – si tratta ormai di una regola. Che stavolta andrà oltre ogni aspettativa. Meccano, la sua nuova esposizione temporanea a Pietrasanta (LU), è una grande e variegata mostra personale retrospettiva di opere d’arte realizzate dalla fine degli anni Sessanta fino ad oggi, la metà delle quali non è mai stata ammirata in Italia. Curata da Enrico Mattei, la mostra prosegue fino al 6 febbraio 2022.

A Lucca, Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti (Via S. Micheletto, 3) dal 17 dicembre al 20 marzo 2022 c’è la mostra «Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura»; tutti i giorni 10-13 e 14.30-18.30, chiuso lunedì. La curano Paolo Bolpagni per la Ragghianti e Daniela Fonti e Antonella Lavorgna per la Fondazione Carlo Levi di Roma, che presta quasi tutte le opere: documenti, lettere, fotografie, filmati e memorie storiche come la falsa carta di identità che usava Levi ricercato dai fascisti. E soprattutto un centinaio di opere, fra disegni e dipinti. Con Ragghianti, Levi aveva in comune l’interesse per il cinema, argomento che si affronta qui per la prima volta. Levi lavora come sceneggiatore e scenografo, disegna il manifesto di Accattone di Pasolini e diventa il ritrattista più ambito di attori e registi (Magnani, Mangano, Pasolini, Citti) oltre che di letterati come Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino. Ingresso 5 euro, ridotto 3.

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