Aziende sanitarie: un terzo dei ricoveri ospedalieri è dato da malati non di Covid


ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA – Un terzo dei pazienti positivi al virus SarS-CoV2 ricoverati entra in ospedale non per curare il Covid ma altre malattie. Quindi viene ospedalizzato non per il virus ma con il virus e tuttavia non puo’ accedere ai reparti non Covid perche’ contagiato. Come nel caso delle donne in gravidanza positive che rappresentano la percentuale maggiore tra i ricoverati in reparti Covid nonostante non abbiano sviluppato la malattia.

«Una situazione nuova che richiede agli ospedali un raddoppio della linea di assistenza», spiega la Federazione
italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), sulla base di uno studio condotto su sei grandi aziende ospedaliere e
sanitarie italiane.
«I pazienti ricoverati per patologie diverse dal Covid che risultano pero’ positivi al virus, una volta entrati in ospedale  richiedono una doppia linea di assistenza, poiche’ non possono essere seguiti in un reparto non Covid ma al contempo hanno bisogno degli specialisti che curano la loro malattia. Stiamo parlando del 34% dei ricoverati positivi e non malati di Covid, questo comporta una notevole pressione sulle aziende ospedaliere in termini di risorse: la necessita’ di personale e’ duplicata. Facciamo l’esempio delle donne in gravidanza che vengono ricoverate: sono
il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica
– spiega – occupano un posto letto in reparto Covid e hanno bisogno del personale che segue le partorienti. Ostetrici, infermieri e ginecologi che una volta vestiti con i dispositivi di protezione non possono certo andare nei reparti non Covid. La ricaduta  e’ essenzialmente di tipo organizzativo-gestionale, e’ una nuova realta’ che si e’ configurata grazie alla campagna vaccinale: un grande numero di positivi che non sviluppano la malattia, ma non possono essere curati nei reparti di pertinenza. Le strutture ospedaliere sono notevolmente sotto pressione anche per questo motivo il Ministero della Salute e’ al corrente della situazione». sottolinea il presidente Fiaso Giovanni Migliore.
Secondo lo studio Fiaso, nella rilevazione del 5 gennaio, su un campione di 550 pazienti, 187 (il 34%) non manifestano interessamento polmonare. La stragrande maggioranza, il 36% del totale dei ricoverati positivi ma senza sintomi respiratori, riguarda donne in gravidanza che necessitano di assistenza ostetrica e ginecologica. Il 33% e’ rappresentato da pazienti che hanno subito uno scompenso della condizione internistica. L’8%, riguarda pazienti con ischemie, ictus, emorragie cerebrali o infarti. Un altro 8%, invece, e’ rappresentato da quei pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico urgente pur se positivi al Covid. Il 6% arriva al pronto soccorso a causa di
incidenti con traumi e fratture.

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Ezzelino da Montepulico


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