Morte di Luana D’Orazio: per l’Inail la sua vita vale 166mila euro

Luana D’Orazio (foto dal suo profilo social)

PRATO – L’Inail (Istituto Nazionale per l’assicurazione infortuni sul lavoro) ha fatto i conti: ai familiari di Luana D’Orazio, morta inghiottita da un macchinario tessile il 3 maggio 2021, a Montemurlo (Prato), spettano 166.000 euro d’indennizzo. La cifra, secondo quanto appreso, è stata calcolata dall’Istituto in base alle sue tabelle. La somma del risarcimento dell’Inail dovrebbe avere come solo beneficiario il figlio di Luana, che ora ha 6 anni. Egli percepirà la somma nel corso del tempo, fino alla maggiore età o, se dovesse proseguire gli studi, fino ai 26 anni di età. Nella fase della sua minore età il risarcimento, via via che viene erogato, verrà amministrato dai tutori, che risultano essere i nonni materni.

E’ invece in fase di calcolo il risarcimento dell’assicurazione dell’azienda. Da parte sua, Luana Coppini, l’imprenditrice tessile della ditta dove morì Luana D’Orazio, aveva chiesto alla propria compagnia di assicurazione di risarcire il prima possibile la famiglia di Luana. La compagnia ancora non si è espressa sul risarcimento ai familiari della vittima A dicembre scorso la procura di Prato ha chiesto il processo per Luana Coppini, per il marito Daniele Faggi, che l’accusa considera il titolare di fatto dell’azienda, e per il manutentore, esterno della ditta, Mario Cusimano. I reati di cui dovranno rispondere sono omicidio colposo e rimozione delle cautele anti-infortunistiche, fattispecie contestata per le modifiche tecniche apportate ai sistemi di sicurezza.

Il processo si aprirà il 7 aprile. La perizia eseguita dal consulente della procura sostiene che l’operaia sia morta dopo essere stata trascinata nell’orditoio a cui lavorava da una staffa: in quel momento – sempre secondo lo studio – il macchinario stava viaggiando a velocità massima: si chiama fase lepre, la più pericolosa, quella in cui le saracinesche di sicurezza dovrebbero essere attivate. La morte di Luana aveva suscitato la reazione di molte delle cariche istituzionali italiane – compresi i presidenti della Repubblica e del Consiglio Sergio Mattarella e Mario Draghi – oltre a scuotere le coscienze dell’opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro.

Inail, Luana D'Orazio, risarcimento


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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