Bagarre su riforma catasto. Governo e sinistre premono, centrodestra frena. Si cerca mediazione

Immobili a Firenze

Dopo le pressioni del governo per accelerare la riforma del catasto scoppia la bagarre anche all’interno della Maggioranza. si dissociano Forza Italia e M5S. “Non si comprendono le ragioni di un braccio di ferro da parte del Governo su uno degli articoli della delega fiscale, che riguarda il tema del catasto. D’altronde, in un momento così complesso per il Paese, risulta incomprensibile che un argomento così settoriale possa addirittura mettere in discussione la tenuta dell’esecutivo. Forza Italia, pertanto, invita alla ragionevolezza e sottolinea la necessità di un confronto con gli altri partiti della maggioranza, al fine di trovare una linea condivisa su una materia così delicata”. “Il M5s si appella alla responsabilità di tutte le forze politiche. Ho invitato il Governo a fare uno sforzo e mettere da parte l’idea iniziale di non lasciare spazio a nessuna proposta emendativa. Ci dichiariamo inoltre disponibili a perseguire la mediazione
richiesta da FI e capire insieme se ci siano i presupposti per una riformulazione dell’articolato che trovi d’accordo, se non tutto il centrodestra, almeno una parte.” Lo dichiara Vita Martinciglio, capogruppo del M5S in Commissione Finanze alla Camera.

Si tenta la mediazione per uscire dall’impasse. Va avanti serrato in queste ore il dialogo tra Palazzo
Chigi e il Parlamento sulla delega fiscale, o meglio sulla misura -finita al centro di un braccio di ferro- che prevede una mappatura degli immobili su tutto il territorio nazionale, norma che, in commissione Finanze alla Camera, la Lega ma anche Forza Italia, Coraggio Italia e Noi con l’Italia, oltre a Fdi, hanno chiesto di
cancellare. Fonti di governo vicine al presidente del Consiglio Mario Draghi confermano all’Adnkronos che la barra resta dritta: sulla mappatura degli immobili il premier non ha intenzione di cedere, di
fare passi indietro. Tuttavia si lavora a una soluzione per uscire dallo stallo, che non può certo passare, viene rimarcato con forza, dallo stralcio della riforma.
Ma dà una rassicurazione sì, che poi è la stessa adottata da Draghi nella conferenza stampa di inizio ottobre, quando la Lega in Cdm aveva deciso di astenersi dal voto sollevando dubbi sul dossier catasto.
Ovvero che la mappatura prevista dall’articolo 6 non verrà usata per determinare nuove tasse, non avrà, in estrema sintesi, finalità fiscali. Certo c’è la questione del ‘nero’, vale a dire del sommerso, delle ‘case fantasma’ che, grazie alla mappa in questione, dovrebbero finire nel mirino dell’Agenzia delle entrate, ma, su questo punto, è a lavoro il ministro leghista Massimo Garavaglia, alla ricerca di una mediazione certo non semplice ma ‘digeribile’ per tutti. Dalle stesse fonti viene inoltre fatto notare che la mappatura, come previsto dalla norma, sarà disponibile solo dal primo gennaio 2026 per chi vorrà utilizzarla, dunque nella mediazione alla quale si lavora in queste ore potrebbe spuntare una norma che preveda che, a partire dal 2026, eventuali novità sul fronte fiscale debbano passare necessariamente da un voto in Parlamento.

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