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Nuovo stadio Franchi: la Fiorentina giocherà anche durante i lavori. Come cambia il Campo di Marte. I dettagli (Foto)

Il nuovo stadio Franchi nel progetto dell’architetto Hirsch

FIRENZE – La notizia che premeva ai tifosi viola arriva quasi in fondo ed è confortante: la Fiorentina potrà giocare al Franchi anche nei circa 3 anni (con l’augurio che i tempi siano rispettati, altrimenti addio soldi del Pnrr) in cui lo stadio di Nervi, ora ristrutturato dallo studio Arup di Daniel Hirsch, diventerà un immenso cantiere. Nessun problema per gli spettatori, nè per i giocatori assicura lo stesso architetto. Com’è questo progetto? L’ho detto e lo ripeto: personalmente avrei preferito altre soluzioni, più somiglianti a tanti stadi d’Europa. Ma forse Firenze doveva differenziarsi. E allora ecco la scelta leggera: una sottile lama metallica rettangolare levita sopra le tribune storiche dello stadio, pensata per ridurre al minimo l’impatto visivo sullo skyline e celebrare l’eleganza e orizzontalità dell’immagine del progetto di Pier Luigi Nervi. La copertura, lungo tutto il perimetro della vecchia struttura, lascia svettare solo la mitica Torre di Maratona, e mantiene il suo spessore verso l’interno, fino al bordo del campo da gioco. Essa permette di proteggere dalle intemperie anche le vecchie gradinate, nonché di minimizzare l’effetto isola di calore ombreggiando anche ampie porzioni del piazzale adiacenti lo stadio. Per mantenere attivo l’impianto sportivo, il cantiere sarà concepito in fasi per una durata di due stagioni calcistiche. Iniziando i lavori durante le pause estive, il cantiere interesserà esclusivamente una metà dello stadio per fase, garantendone quindi una continuità operativa a capienza ridotta. Sarà possibile consentire l’utilizzo dello stadio per la terza stagione calcistica già con capacità al 100% e con tutti i posti al coperto. Nel corso della terza stagione calcistica si effettueranno gli allestimenti definitivi di alcune funzioni in fase di completamento inserite nella struttura a servizio degli spettatori. 

Il grafico del nuovo Franchi disegnato dall’architetto Hirsch

TORRE DI MARATONA – Il progetto dello studio Arup riflette la comprensione del contesto urbano e le esigenze di integrazione dello stadio nella città con le funzioni pubbliche. La nuova struttura valorizza sia gli spazi tra le nuove e vecchie tribune che il sistema di ospitalità, restituendo nuova qualità e comfort all’impianto. Nello spazio che si genera tra le due curve (quella nerviana e quella di progetto) si prevede un museo per spazi espositivi (Curva Ferrovia) e Auditorium (Curva Fiesole). Il parco è rappresentato da due grandi fogli che si sollevano ai lembi estremi, spazi “levitanti” che danno vita a nuovi spazi costruiti e aperti dialoganti con le strutture disegnate da Nervi. Il principio utilizzato dai progettisti interpreta il Campo di Marte definendolo come un ‘foglio naturale’ che diviene elemento di ripristino del paesaggio mitigando il consumo del suolo ricoprendo l’intera estensione con un parco. Grazie all’ausilio di diverse funzioni l’area è concepita come polarità urbana sia nei match day che in tutti gli altri giorni dell’anno. L’elemento fondante dell’approccio architettonico proposto è l’integrazione delle nuove volumetrie nel nuovo assetto del grande parco attrezzato, anche nei confronti del minimo impatto nei confronti del sito Unesco rappresentato dal centro storico.

La tribuna centrale con i nuovi sky box

NUOVI SKY BOX – La riqualificazione funzionale, si legge nella spiegazione tecnica, interpreta il carattere peculiare dell’originario stadio ‘Berta’, sintetizzabile nella sua fluida orizzontalità con il netto contrappunto verticale della torre Maratona. Un complesso plastico, scultoreo, che non accetta altre morfologie che non siano essenziali e nette, diverse e distinguibili, per forma, materia e colore. La nuova copertura, morfologicamente una grande lama orizzontale, librata con leggerezza ben al di sopra delle gradinate, deriva da questa lettura. Le nuove tribune sono l’addizione più rilevante. Affinché il loro necessario inserimento non comprometta sia l’immagine storica che le strutture di curve e curvini, il progetto propone una struttura del tutto indipendente, il cui distacco dalla nuova copertura non altera l’orizzonte libero del vecchio stadio. Le vecchie gradinate di curve e curvini torneranno allo stato originario e vedranno nuova vita (cinema, museo, auditorium). La particolarità di questi spazi sarà tale da coniugare conservazione e valorizzazione in forme assolutamente inedite. Funzionalità e organizzazione L’edificio include una serie di spazi di accoglienza e ospitalità per diverse categorie di pubblico, differenziate per tipologia di servizi. Le aree hospitality sono organizzate in spazi denominati ”lounge” e includono zone di tipo open-space, servizi igienici e spazi di ristorazione. Il progetto prevede 28 nuovi skybox sospesi sopra la Tribuna Maratona e 23 skybox riqualificati su due piani lato Tribuna d’onore con accessi dedicati e connessioni dirette al parcheggio interrato.

La nuova area del Campo di Marte secondo il progetto dello studio Arup di Hirsch

ACQUA – La copertura permetterà la produzione di energia rinnovabile tramite pannelli fotovoltaici per servire sia lo stadio che gli edifici del masterplan. Si stima che circa 2,1 MWh di elettricità all’anno potrebbero essere prodotti, sufficienti per coprire il 25-30% del fabbisogno elettrico annuo del masterplan. La nuova copertura permetterà anche la raccolta di grandi quantità di acqua piovana che, immagazzinata in vasche sotterranee, potrà essere riutilizzata per l’irrigazione dei campi e altri usi non potabili all’interno degli edifici. Cantierizzazione e tempistiche del progetto – Ambito A: Campo di Marte La programmazione del masterplan prevede due fasi: la prima – ‘vela nord’ che comprende l’area commerciale; la seconda – ‘vela sud’ che prevede la costruzione del compartimento terziario/ricettivo lungo Viale Paoli. L’area del cantiere prevista per la prima fase non va in conflitto con i lavori sullo stadio e permette di sfruttare la stessa zona di stoccaggio e le baracche di cantiere. Ambito B: Stadio A. Franchi Il progetto ambisce a ridurre l’impatto sulle stagioni calcistiche nella fase di cantiere consentendo la continuità delle partite per tutta la durata dei lavori. L’intervento di riqualificazione dello stadio sfrutterà gli ampi spazi ricavati dalla rimozione di parte dei campi sportivi presenti nell’area di Campo di Marte che verranno dedicati a luoghi di stoccaggio e baracche di cantiere riducendo l’impatto sulla viabilità e le attività sportive nello stadio.

VERDE E COMMERCIO – I percorsi principali del nuovo parco attrezzato sono curvilinei e attraversano la parte centrale più bassa affiancati da un filare di alberi che nella sua fioritura emette colori tendenti al viola. Il sistema del parco attrezzato è il cuore del progetto, ed in esso, oltre alle funzioni principali, sono contenuti i principali presidi per contenere l’impatto ambientale, come un sistema di raccolta dell’acqua piovana e la massiccia presenza di verde che ha la funzione di mitigazione delle temperature e dell’inquinamento. Il polo ricettivo e direzionale contiene 5000 mq di superfici per ognuna destinazione. Il polo commerciale, di 5000 mq di superficie, dialoga invece ad ovest con lo stadio ed il mercato rionale ed a nord con le aree residenziali.

CAMPO DI MARTE – Il progetto dell’area del Campo di Marte nasce dalla volontà di raccogliere e far risaltare gli elementi del paesaggio, ponendosi come interpretazione di una visione territoriale integrata e di forte identità. L’idea alla base dell’intervento è quella di completare il progetto di riqualificazione dello stadio Artemio Franchi con un sistema urbano vivo ed efficiente, capace di rinnovare l’immagine stessa della città creando uno spazio pubblico per la comunità. La nuova visione ripensa il Campo di Marte come un grande parco urbano attrattivo per i residenti e per i numerosi turisti che visitano la città storica. Due grandi fogli levitano sul paesaggio di Campo di Marte dando vita a nuovi spazi e donando ulteriore eleganza alle strutture disegnate da Nervi insieme a una nuova identità dell’intorno caratterizzata da una forte componente paesaggistica. Gli spazi ”levitanti” offrono nuove prospettive sulla città e sul paesaggio circostante integrandosi con leggerezza nello skyline cittadino. La visione del masterplan interpreta il Campo di Marte come un ‘foglio naturale’ che diviene elemento di ripristino del paesaggio ricoprendo l’intera estensione con un parco. Il progetto costituisce un nuovo polmone verde per la città. Grazie all’ausilio di diverse funzioni l’area è concepita come polarità urbana sia nei giorni delle partite che nel resto dell’anno. L’elemento fondante dell’approccio architettonico è l’integrazione delle nuove volumetrie nel nuovo assetto del grande parco attrezzato. Due viali definiscono il disegno del parco attrezzato, collegati da percorsi curvilinei che attraversano l’area centrale affiancati da un filare di alberi che nella sua fioritura stagionale si tinge di viola. Altri percorsi consentono di salire e scendere dai punti panoramici offrendo nuove prospettive sulla città e sul paesaggio collinare; un anfiteatro si adagia lungo il pendio artificiale.

AFFRICO – Le nuove volumetrie sono collocate al di sotto dei lembi estremi del parco attrezzato, in edifici coperti da tetti verdi praticabili che costituiscono parte integrante del parco. La funzione commerciale (5000 mq) è ospitata sul lato nord ovest, in una struttura open space ad un unico livello che si affaccia sulla struttura nerviana; lungo il viale Paoli sono concentrate le funzioni direzionale e turistico ricettiva (5000 mq ciascuna), articolate su più livelli. Il parco urbano esistente è stato mantenuto per conservare le dense alberature esistenti prevedendo spazi per attività sportive e ludiche all’aperto con aree dedicate al gioco dei bimbi, al tempo libero degli anziani, e, nell’angolo nord est, ai giovani, con la nuova collocazione dello skate park. Gli impianti della polisportiva Affrico sono integrati da un nuovo palazzetto polifunzionale che si colloca in adiacenza al polo ricettivo-direzionale affacciandosi sul nuovo boulevard di viale Paoli. Il campo e le strutture per il baseball rimangono inalterati. La palestra della Fiorentina viene mantenuta ed inglobata nelle nuove volumetrie, così come la piscina interrata, che viene spostata in adiacenza alle strutture ricettive e direzionali. Conclusione? L’augurio sincero che, come per tutte le storie fiorentine, anche qui non venga fuori qualcuno in disaccordo con ricorsi e denunce. E che anche la Fiorentina superi l’attuale freddezza e collabori: magari acquistando gli spazi commerciali da 30 milioni che il Comune le ha messo sul piatto.

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Sandro Bennucci

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