Roma: all’Accademia dei Lincei due mostre connesse a Dante

Un dettaglio fi una pagina del Breviario di Filippo il Bello

Roma – Giotto e non solo: in mostra l’arte che ispirò Dante. Il pannello di una vetrata della Basilica di Santa Croce a Firenze, realizzata su disegno di Giotto, con l’azzurro intenso del cielo che spicca in contrasto con la lunga barba bianca e il mantello rosso di Aronne, una Madonna col Bambino di Cimabue, le pagine meravigliosamente miniate del Breviario di Filippo il Bello o quelle piene di fascino dell’Antifoniario miniato attribuito al Maestro della Bibbia di Corradino, della seconda metà del XIII secolo, persino una tavoletta di cera come quelle sulle quali il sommo poeta racconta di essersi esercitato nel disegno. Allestita nella Palazzina dell’Auditorio a Villa Farnesina, una piccola preziosa mostra ricostruisce da oggi, 25 marzo 2022, al 25 giugno l’analogon figurativo dell’opera dantesca, con un viaggio tra le opere d’arte ma anche gli oggetti, persino le monete, che l’autore della Commedia aveva sotto gli occhi. «In tutto una cinquantina di pezzi, alcuni dei quali quasi mai esposti in una rassegna, come appunto la vetrata di Giotto», sottolinea Maria Luisa Meneghetti, che ha curato l’iniziativa insieme con Alessio Monciatti e Stefano Resconi.

L’occasione ai Lincei raddoppia con un’altra esposizione che accende i riflettori sull’eco che la Commedia dantesca ha avuto nei secoli, dai commenti dei contemporanei fino a ai giorni nostri, dagli scritti di Boccaccio passando per il teatro ottocentesco, i film, persino ai fumetti da Belzebù a Topolino. Mentre, in collaborazione con istituti universitari, una sezione permette al visitatore di monitorare le reazioni del suo cervello alla lettura dei versi danteschi.

«Dante oggi “più che mai attuale e vivo”, commenta il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, presentando le rassegne insieme con il presidente dei Lincei Roberto Antonelli. Dante, sottolinea il ministro, “è la nostra identità. Ricordare che la nostra è una identità in cui l’antico è un elemento per qualificare un presente che abbia voglia di futuro, è fondamentale per i ragazzi”. Ma non solo: nelle mostre dei Lincei, fa notare il ministro, c’è l’ambizione profonda “di far andare avanti la ricerca. E in un momento come quello che stiamo vivendo- conclude- la ricerca è fondamentale, come la ricerca della pace».

Accademia dei Lincei, Dante, mostre, Roma

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