Firenze: Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi entra a far parte del Teatro della Toscana

Giovani al Teatro di Rifredi_ ph. Giancarlo Mordini

Firenze – Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi di Giancarlo Mordini, Angelo Savelli, Francesco De Biasi, entra a far parte del Teatro della Toscana. La sala di Via Vittorio Emanuele II, attigua all’SMS di Rifredi, è da oggi fra spazi gestiti dalla Fondazione che comprende Teatro della Pergola, Teatro Era e l’Oltrarno – Scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco Favino.

È la grande novità per il triennio 2022-2024: con Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi il progetto della Fondazione Teatro della Toscana si arricchisce così di un importante centro progettuale che fa da sempre della ricerca sulla drammaturgia italiana e straniera e sul sostegno alle nuove generazioni i tratti salienti della propria azione.

«Questa operazione è una garanzia di continuità per l’esperienza del Teatro di Rifredi ed è un nuovo passo – dichiara il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori – per una diversa fruizione dello spettacolo soprattutto da parte dei giovani. Andare a teatro, al cinema, o all’opera, deve essere sempre più una occasione di arricchimento anche morale, sociale, formativo e quanto sta facendo il Teatro della Toscana si inserisce nella nuova progettualità che la Fondazione CR Firenze sta attuando da tempo con lo stesso spirito e gli stessi obiettivi. La pandemia ha reso tutto questo ancora più urgente e necessario».

All’interno della Fondazione Teatro della Toscana il Teatro di Rifredi continua a essere, in un nuovo e più ragionato contesto, quello che è stato fino ad oggi: un vivace centro di cultura contemporanea e un accogliente spazio per artisti e spettatori, con un costante impegno nello sviluppo della creatività contemporanea a stretto contatto con la scena e nella conservazione del repertorio e dei progetti ad esso connessi.

Un teatro che nasce sulle tavole del palcoscenico perché frutto della creatività di artisti contemporanei che si mettono in gioco a 360 gradi, utilizzando in libertà tutte le potenzialità della scrittura scenica, condividendo con gli spettatori i rischi della scoperta e dell’innovazione.

Tutto questo si sviluppa lungo tre importanti sotto-progetti:

  • I NEOLATINI, progetto di promozione della drammaturgia contemporanea internazionale dedicato ad autori francesi, belgi, spagnoli, catalani, portoghesi e latino-americani. Una drammaturgia molto forte nei contenuti ed estremamente originale nella forma che parla in maniera impietosa e coinvolgente della complessità del nostro presente. Questo avviene con autori di riferimento: il franco-uruguaiano Sergio Blanco; il catalano Josep Maria Mirò, pluripremiato in patria e all’estero; il francese Remi De Vos, drammaturgo di punta della scena teatrale d’oltralpe; il trio di autori belgi Nicolas Buisse/Fabrice Murgia/Fabio Zenoni. A questi si aggiungono il giovane ma già affermato drammaturgo cubano Abel Melo e il più maturo scrittore argentino Hernan Casciari, i quali, partendo da situazioni contingenti dell’America Latina, fotografano – uno in maniera drammatica e l’altro in modo grottesco – le contraddizioni sociali di una realtà globalizzata in movimento.
  • SCRITTURE DI SCENA, progetto basato su spettacoli che portano in scena testi di autori italiani viventi, capaci di rispecchiare in maniera originale e stimolante temi, problematiche, conflitti ed aspirazioni della nostra contemporaneità. Tra questi Emma Dante e Tindaro Granata, due siciliani che hanno conquistato le platee nazionali ed internazionali, al pari dell’ormai consacrato napoletano Manlio Santanelli. Scrivono in scena e per la scena anche i toscani Alessandro Riccio e Matteo Fantoni e il già affermato Fabio Canino. Mentre sconfinano nella drammaturgia musicale i pugliesi della Rimbamband. In questo contesto si situa la fondamentale e continuativa opera di riscrittura scenica di Angelo Savelli, specializzato in trasposizioni per il teatro di opere letterarie sia classiche che contemporanee, indirizzate sia al largo pubblico (nella fattispecie, quelle dello scrittore Giancarlo Pastore) che a quello scolastico (come nel caso di Eneide o Promessi sposi).
  • DRAMMATURGIE PER LE GIOVANI GENERAZIONI, progetto rivolto alla creazione di spettacoli specificatamente pensati per affiancare i percorsi didattici delle scuole elementari, medie e superiori. Spettacoli professionalmente solidi, contenutisticamente ineccepibili, giovanili nella forma e di forte comunicativa, che durano negli anni in quanto continuamente richiesti dai docenti come supporto per le loro lezioni. Il progetto si articola in due sezioni: Rifredi Scuola e Rifredi Ragazzi. Virgilio, Galileo, Goldoni, Manzoni, Leopardi, Pirandello, sono le proposte per le scuole medie superiori; mentre per le scuole elementari è previsto un viaggio nelle novelle di Esopo, per poi proseguire con quelle di Fedro e con quelle tradizionali toscane.

Alcuni “mecenati”, vicini al teatro (ma che vogliono restare nell’anonimato), hanno ‘donato’ 215 biglietti a disposizione degli insegnanti per quegli studenti le cui famiglie fossero in difficoltà economiche per partecipare alle prime proposte 2022 del Teatro di Rifredi per le scuole secondarie. Un gesto importante di fronte all’emergenza e povertà anche culturale di questi ultimi anni.

Altro segnale è l’attrazione per la frequentazione del Teatro di Rifredi da parte di coloro che, ancora in modo autonomo, si stanno muovendo nel segno dell’“affido culturale” (un progetto che guarda alla crescita culturale della comunità urbana). Quello che in altre città è diventato già un progetto riconosciuto, a Firenze non è ancora decollato ma comunque ci sono famiglie attive ma anche Enti promotori come la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che trovano nello spazio e nelle proposte di Rifredi una giusta dimensione.

Pupi e Fresedde fra il 1977 e il 2022 ha prodotto 180 spettacoli rappresentati in tutta Italia e in 26 paesi stranieri: Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria Germania, Belgio, Lussemburgo, Olanda, San Marino, Inghilterra, Lituania, Russia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Serbia, Croazia, Slovenia, Albania, Turchia, Israele, Tunisia, Stati Uniti e Argentina. A Firenze la compagnia ha rappresentato i suoi spettacoli al: Teatro di Rifredi, Teatro Rondò di Bacco, Centro Teatrale di Settignano, Teatro della Pergola, Teatro Niccolini, Teatro Verdi, Affratellamento, Teatro 13, Teatro delle Laudi e inoltre: Palazzo Strozzi, Forte Belvedere, Oblate, Murate, nel Centro Storico e sulla Tramvia. La compagnia è stata per tre volte ospite del Teatro della Pergola: 1994 Gian Burrasca, un monello in casa Stoppani in coproduzione con Arca Azzurra, 1996 Carmela e Paolino, varietà sopraffino, 2001 Il ritorno del turco in Italia.

Gran parte delle regie della compagnia sono state realizzate da Angelo Savelli, ma anche da:Peter Schumann, Stefano Massini, Andrea Bruno Savelli, Ciro Masella, Antonella Questa, Barbara Nativi, Franco Di Francescantonio, Marco Sodini, Gilberto Tofano, Maria Cassi, Paolo Hendel, Daniele Trambusti, Ornella Marini, Daniele Lamuraglia, Francesco Brandi, Edoardo Zucchetti, Giacomo Bogani, e dal terzetto belga Murgia/Buisse/Zanoni. Dal 1990 a oggi la compagnia si è impegnata in un progetto incentrato sulla conservazione e valorizzazione dei capolavori della letteratura e del teatro in lingua italiana, dedicato in primis alle giovani generazioni, ma ampiamente fruito anche da un vasto pubblico: Dante, Boccaccio, Aretino, Machiavelli, Ruzante, Gigli, Galilei, Goldoni, Leopardi, Manzoni, De Amicis, Pirandello, Pavese, Collodi, Vamba, Tomasi di Lampedusa, Pasolini. Inoltre la compagnia si è sempre impegnata nella produzione e promozione della nuova drammaturgia contemporanea non solo italiana ma anche internazionale.

La compagnia ha vinto (tra gli altri premi): 1983 Primo premio al Festival Internazionale di Teatro di Sitges per Don Giovanni e il suo servo Pulcinella di Angelo Savelli con le musiche di Nicola Piovani; 1993 il premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per “la promozione del teatro toscano”; 2009 Premio Marzocchino della città di Firenze per “l’incentivazione degli scambi culturali tra Firenze e la Turchia”; 2016 Premio Persefone per La bastarda di Istanbul di Elif Shafak con Serra Yilmaz; 2019 il premio speciale Ubu per “l’intenso lavoro di traduzione, allestimento e promozione della nuova drammaturgia internazionale”.

Il Teatro di Rifredi fra il 1984 e il 2022 ha realizzato 37 stagioni teatrali. Sono stati messi in scena 765 spettacoli superando il 1.000.000 di spettatori. Il teatro di Rifredi si è sempre contraddistinto per l’ospitalità di artisti e compagnie emergenti, e per la proposta di spettacoli originali ed innovativi, tenendo nel dovuto conto la creatività del territorio; ha ospitato 35 compagnie straniere che hanno portato in scena 67 spettacoli. Una parte rilevante dell’attività del Teatro di Rifredi è stato rivolta al pubblico delle giovani generazioni attraverso due specifici progetti che hanno ottenuto un notevole successo sia tra gli alunni e gli studenti (Rifredi scuola conta 27 stagioni con 1.785 recite e circa 286.500 presenze) che presso gli insegnanti, i quali – riconoscendone il valore culturale e didattico – li hanno sostenuti negli anni inserendoli nei loro piani di studio curriculari; 340 le scuole secondarie di primo e secondo grado coinvolte. Per i ragazzi annoverano, dal 2021, 20 stagioni con 309 recite e circa 65.900 presenze.

Città metropolitana di Firenze, Fondazione Teatro della Toscana, Pupi e Fresedde, Teatro di Rifredi

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