Firenze: al Teatro di Rifredi va in scena «Il silenzio. Conferenza spettacolare sulla liuteria»

Firenze – Giovedì 28 e venerdì 29 aprile alle 21 al Teatro di Rifredi (via Vittorio Emanuele II 303) va in scena «Il silenzio. Conferenza spettacolare sulla liuteria». Pialle, lime, colla, pennelli e l’odore del legno. Quinte abbassate e, sul palcoscenico, il pubblico raccolto intorno ad un tavolo da falegname: si apre così lo spettacolo ideato e interpretato da Matteo Fantoni, membro della formidabile compagnia tedesca Familie Flöz. Un viaggio che si apre con la famiglia Amati, che a metà del 1500 concepì il violino così come lo conosciamo, fino ad arrivare al più grande liutaio di tutti i tempi: Antonio Stradivari. Cosa rende così perfetto il suono dei suoi violini? È la vernice usata a rendere gli strumenti unici? O forse la chiave non sta in un grande segreto, ma nelle cose semplici: il suono, gli attrezzi, la vita, la morte. Un’esperienza intima che, attraverso i secoli, racchiude la bellezza del saper fare e del non aver mai paura di provarci. Evento in collaborazione con Confartigianato Imprese Firenze, in occasione della Mostra Internazionale dell’Artigianato.

Prodotto da Teatro Insonne, con il testo e la regia di Sara Venturi, “Il silenzio” non solo accompagna il pubblico nella costruzione di uno strumento, ma anche nella decostruzione dei mostri sacri, delle vette irraggiungibili. “Nell’ambito della liuteria, quest’arte misteriosa, ma anche del teatro e in tanti altri contesti – racconta Matteo Fantoni, attore, pedagogo, mascheraio, disegnatore di luci e oggi anche liutaio, oltre che membro di diverse compagnie internazionali tra Svizzera, Finlandia e Germania – è fortissima la tendenza a creare figure mitiche, personaggi che appartengono ad “altre categorie”, come Stradivari appunto, con il risultato di scoraggiare e abbattere chiunque abbia il desiderio di tentare quella strada. Ma è un’abitudine sterile, che impedisce la crescita e uccide la creatività. Per questo ho deciso di provare a rompere lo schema, mostrando agli spettatori che se desideri realizzare qualcosa puoi farlo, senza necessità di paragonarsi a nessuno. È stato così per me quando ho deciso di costruire il mio primo violoncello”.

Posti limitati, info e prenotazioni: 055/422.03.61 – www.toscanateatro.it)

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