Il ministro degli esteri di Mosca

Lavrov a Rete 4: “Non vogliamo rovesciare Zelensky. Interrompa le ostilità”. Bene: la Russia smetta di bombardare

Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov

ROMA –  “Non vogliamo rovesciare il presidente ucraino Zelensky. Non puntiamo a un cambio di regime a Kiev, questa è una specialità degli americani. Non chiediamo nemmeno che si arrenda. Quello che chiediamo è che interrompa le ostilità e lasci andare i civili. Vogliamo fare in modo che dall’Ucraina non vengano più minacce per la Russia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, intervistato a Zona Bianca su Rete 4. La risposta, che il conduttore avrebbe dovuto dare all’intervistato, era semplicissima: se le parole di Lavrov sono un messaggio nuovo, allora basta che la Russia cessi il fuoco. Finchè bombarda e spara missili come fanno gli ucraini a capire che si può parlare di pace?

Il conduttore, da buon giornalista avrebbe dovuto chiedere al ministro degli esteri russo, specialista nelle contraddizioni, per quale motivo, che cosa voglia la Russia se non la caduta di Zelensky o la resa dell’Ucraina. Perchè Putin ha scatenato una guerra con decine di migliaia di morti, soldati russi compresi? Poi nel mirino di Lavrov è entrata l’Italia. Parole testuali: “L’Italia è in prima fila tra coloro che non solo adottano sanzioni anti-russe, ma anche promuove tutte le iniziative in questo senso. All’inizio è stata una sorpresa, ma adesso ci siamo abituati. Forse questa è la vera Italia. Mi sembrava che il popolo italiano avesse un approccio un po’ diverso, rispetto alla propria storia, che sapesse distinguere il bianco dal nero”. Anche in quel caso bastava rispondere che il popolo italiano, almeno la stragrande maggioranza, distingue fra aggressore e aggredito. 

Ma le parole successive di Lavrov hanno contraddetto quanto affermato prima, ossia quando gli è stato chiesto se la guerra potrà finire il 9 maggio, giorno della parata militare a Mosca. Eccole: “I nostri militari sicuramente non pianificheranno artificiosamente le azioni in base a una data. Tempi e ritmi di realizzazione dell’operazione dipendono prima di tutto dalla necessità di minimizzare qualsiasi rischio per la popolazione civile e militari russi. Concentriamo azioni e sforzi in Ucraina per difendere e garantire la sicurezza della popolazione civile perché in territorio ucraino non ci siano minacce per la Federazione russa e nazificazione”.

Intanto una struttura della difesa russa, vicino al confine con l’Ucraina, è in fiamme. Lo rende noto il governatore della regione di Belgorod, secondo quanto riferiscono le agenzie Tass e Interfax. Su Telegram, Vyacheslav Gladkov ha affermato che non ci sono ancora dettagli su danni o vittime nell’edificio situato nella regione meridionale di Belgorod.

Le immagini che circolano al momento sui social media mostrano una enorme colonna di fumo provenire dal luogo della struttura. “Tutti i servizi di emergenza stanno lavorando sul luogo dell’incidente, vengono prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza”, ha affermato il governatore.

fiamme, governATORE DI bELGOROD, STRUTTURA RUSSA


Ernesto Giusti


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