Incertezza nei green pass

Green pass europeo prorogato al giugno 2023, restano difficili gli spostamenti nella Ue

L’Unione Europea sembra voler agire talvolta in modo da complicare la vita ai cittadini europei non coordinando l’azione dei 27 Stati membri e creando incertezza di comportamenti per chi deve spostarsi da un Paese all’altro. Mentre in tema di vaccinazioni le direttive europee sono state univoche e volte alla vaccinazione di massa, in tema di misure di sicurezza ci sono indicazioni discordanti e non univoche, e si lascia la decisione ai singoli Stati. Conseguenza; i cittadini, prima di spostarsi, debbono informarsi bene sulle regole nazionali esistenti che potrebbero essere diverse quelle comunitarie.

E’ questo il caso del Green Pass, che la Commissione Ue ha varato per prima, copiata dai vari Paesi, in primis l’Itali., La durata del Green Pass è stata estesa dal Parlamento europeo fino a giugno 2023. Mentre in Italia il Green pass è stato abolito dal 1 maggio (resta solo in ospedali e RSA). Per recarsi all’estero quindi le regole sono diverse e serve ancora il Digital Green Certificate per trasferirsi da un Paese all’altro. La durata del Green Pass nella UE ha regole simili a quelle italiane ma non ha scadenza dopo la terza o quarta dose, dura 9 mesi per chi ha fatto solo due dosi di vaccino, 6 mesi dal contagio e guarigione dal Covid e 72/24 ore dopo un test molecolare o rapido.

Per quanto riguarda invece l’estensione definitiva del Green Pass al 2023, ora la parola spetta al Consiglio europeo e ai singoli governi nazionali, che dovranno recepire questa novità e valutare se prevedere a livello locale eventuali nuove restrizioni anti Coronavirus. E può darsi che anche il governo italiano si accinga, dopo l’estate, a cavalcare le nuove regole europee per giustificare la reintroduzione del green pass e l’ulteriore obbligo vaccinale.

Va precisato, tuttavia, che la proroga della validità del certificato digitale Covid Ue sarà solo “teorica” Ciò vuol dire che non avrà alcun impatto sulle decisioni degli Stati membri, ognuno dei quali resta sovrano in materia sanitaria.

Anche attualmente, infatti, le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione. Oggi il Green Pass che accerta la vaccinazione, la guarigione o il tampone negativo (antigenico/molecolare) continua a essere necessario per l’ingresso in alcuni Paesi dell’Ue (tra cui Germania, Francia, Austria, Spagna, Portogallo), compresa l’Italia dove il 28 aprile il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che proroga al 31 maggio le attuali misure per gli arrivi dall’estero, mentre come sappiamo il Green Pass per accedere alle attività al chiuso è stato quasi del tutto sospeso.

La maggior parte dei restanti Paesi europei, tra cui Danimarca, Norvegia, Svezia, Irlanda, Croazia, Slovenia, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Islanda, Svizzera, Lussemburgo, non richiedono il Green Pass ai viaggiatori per varcare i loro confini.

Come si vede le regole Ue e quelle nazionali, in un settore importante come quello degli spostamenti e dei viaggi, non sono uniformi come dovrebbero esserlo in una comunità ben organizzata, ma il timore dell’estendersi della pandemia ha forse indotto burocrati e politici europei a lasciare più mano libera ai governi degli Stati nazionali. Le strutture comunitarie continueranno così ad occuparsi della fissazione del diametro dei piselli e della curvatura della banane, impartendo essenziali direttive ai 27 Paesi dell’Unione.

commissione UE, green pass, regole


Ezzelino da Montepulico


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080