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Economia Ue: Germania contro sospensione patto stabilità e sussidi agli Stati

EPA/FRANK RUMPENHORST

BRUXELLES – “La fase di acquisti netti di titoli della Bce dovrebbe concludersi con il mese di giugno e a quel punto un aumento dei tassi di interesse potrebbe avvenire a luglio. E altri aumenti dei tassi potrebbero seguire”. Lo ha affermato il Presidente della Bundesbank, Joachim Nagel nella conferenza stampa della presidenza tedesca del G7, al termine della riunione di ministri delle Finanze e banchieri centrali a Bonn. Nagel, come tutti i governatori di banche centrali dell’area euro siede nel Consiglio direttivo della Bce.
Sempre a margine della riunione del G7 delle Finanze a Bonn, il ministro delle Finanze della Germania, Christian Lindner ha parlato anche di Patto di Stabilità. La questione sul se proporre una proroga della clausola sospensione del Patto di stabilità “spetta alla Commissione europea, noi siamo a favore di una decisione basata sui dati e secondo noi i dati non forniscono alcuna evidenza della necessità di continuare a sospendere queste regole”, ha detto.
Lunedì è atteso che la Commissione proponga la proroga anche al 2023 della sospensione del Patto. “La Germania non ne farà uso – ha chiarito Lindner -. La Germania il prossimo anno si atterrà alla regola del pareggio di Bilancio previsto dalla nostra costituzione. E pianifichiamo l’uscita dalla politica di bilancio espansiva”.
In Germania nel governo “vogliamo riportare il bilancio in equilibrio nel 2023, vogliamo mettere fine alla fase espansiva, dobbiamo cercare di promuovere domanda privata, investimenti e crescita tramite più produttività. Ma basta con stimoli e sussidi”.
Come detto, il Patto di Stabilità potrebbe essere sospeso anche per tutto il 2023. L’ipotesi si sta facendo largo a Bruxelles e secondo quanto riportano diverse testate, ci sarebbe infatti l’intesa sulla decisione di prorogare di altri dodici mesi la clausola di salvaguardia attivata durante la pandemia. Serve ancora un passaggio presso i ministri delle Finanze, ma la misura con ogni probabilità sarà presentata all’inizio della prossima settimana, insieme al pacchetto di primavera per il semestre europeo.
Sullo sfondo, la nuova crisi scatenata dalla guerra in Ucraina. L’Unione europea è infatti chiamata a fare i conti con le conseguenze del conflitto. “C’è un livello di inflazione molto alto e una delle cadute più rapide registrate delle nostre previsioni stagionali”, ha dichiarato il Commissario per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, presentando le previsioni di primavera della Commissione. E nello scenario di un improvviso taglio dell’offerta di gas dalla Russia, i tassi di crescita del PIL sarebbero destinati a ridursi di 2,5 punti e di un 1 punto percentuale, sotto il valore di base previsto rispettivamente per quest’anno e il prossimo, indicati per l’area euro al 2,7% nel 2022 e 2,3% nel 2023.

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Ezzelino da Montepulico


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