Al voto insieme al referendum

Elezioni amministrative: Toscana, 28 comuni al voto il 12 giugno, Lucca e Pistoia fra i capoluoghi

FIRENZE – Conto alla rovescia in Toscana per la tornata amministrativa del 12 giugno, in concomitanza con il referendum sulla giustizia. In tutto sono 28 le città che andranno alle urne, tra cui spiccano due capoluoghi di provincia, Lucca e Pistoia.
Nella mappa regionale solo cinque Comuni superano i 15mila abitanti e quindi avranno accesso al doppio turno: ai già citati si aggiungono Carrara, Quarrata nel Pistoiese e Camaiore nel Lucchese.
Tra le partite elettorali più attese ci sono Lucca e Pistoia, ma anche Carrara.

LUCCA – A Lucca dopo un decennio targato centrosinistra il sindaco dem Alessandro Tambellini esce di scena: in lizza per succedergli 7 candidati con 21 liste. In prima fila c’è l’assessore comunale Pd, Francesco Raspini, con l’appoggio di Verdi, Volt e altre liste civiche di centrosinistra. L’avversario da battere e’ l’imprenditore Mario Pardini, ex presidente di Lucca Crea, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza
Italia e Udc.
L’incognita rimane il terzo polo riformista: sfumata la discesa in campo del sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro e l’opzione dell’ex prefetto Francesco Paolo Tronca, Italia Viva, Azione e +Europa candidano il direttore d’orchestra Alberto Veronesi. Grande assente il M5s che non sarà della partita.

PISTOIA – La corsa elettorale a Pistoia invece vede in campo 8 candidati con 17 liste. A partire con i favori del pronostico è il sindaco uscente, Alessandro Tomasi (FdI), che va a caccia del bis spinto dalla coalizione unitaria del centrodestra. L’ostacolo sarà la consigliera regionale del Pd, Federica Fratoni, sostenuta da Iv, M5s e Psi che teme la concorrenza a sinistra dello schieramento. A sparigliare le carte c’è infatti il polo progressista dell’infermiere Francesco Branchetti, appoggiato da Sinistra civica ecologista, Verdi, Sinistra Italiana, Articolo Uno e Rifondazione Comunista.

CARRARA – Alle urne il vero rebus è Carrara, con 8 candidati in pista. Il sindaco pentastellato, Francesco De Pasquale, non si ricandida e lascia spazio a Rigoletta Vincenti, sostenuta da M5s, Articolo Uno, Rifondazione comunista e varie liste civiche.
Per quanto riguarda i dem il candidato scelto è Serena Arrighi, espressione di una coalizione larga con Azione, Volt, Verdi, Sinistra civica ecologista e Pri.

Corsa solitaria per Italia Viva e socialisti che lanciano nella mischia un profilo di peso, il deputato renziano
Cosimo Ferri.
Dall’altra parte dello schieramento a sorpresa il centrodestra si presenta diviso: in campo Andrea Vannucci (FdI e FI) e Simone Caffaz (Lega).

RIGNANO SULL’ARNO – Lotta fratricida infine nel feudo renziano di Rignano sull’Arno con un tris di contendenti in area dem, tra tradimenti e regolamenti di conti. A cui si aggiunge la figura di Michele Matrone (FI) per il centrodestra.
Il primo cittadino uscente Daniele Lorenzini della lista civica ‘Insieme per Rignano’ dopo un decennio al comando punta forte sulla sua vice, l’assessore Dominga Guerri. In tutta risposta il Pd lancia il consigliere comunale Giacomo Certosi, che dopo l’elezione con ‘Insieme per Rignano’ nel 2021 ha lasciato la maggioranza e il ruolo di assessore per passare nel gruppo misto.
Il terzo incomodo all’orizzonte è l’ingegnere Rossano Degl’Innocenti, da un paio di anni presidente della Rignanese calcio, supportato da Italia Viva.

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Ezzelino da Montepulico


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