La maggioranza divisa sulle armi a Zelensky

Draghi al Senato: sanzioni alla Russia e sostegno a Zelensky, ma manca accordo su risoluzione comune

Il presidente del consiglio Mario Draghi POOL/ANSA/FABIO FRUSTACI

ROMA -“La strategia dell’Italia in accordo con l’Ue e gli alleati G7 si muove su due fronti: sosteniamo
l’Ucraina e sanzioniamo la Russia, perché cessi le ostilità e accetti di davvero sedersi al tavolo. Solo una pace concordata e non subìta può essere davvero duratura, la sottomissione violenta non porta la pace ma il prolungamento del conflitto con altre modalità e altre distruzioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso delle comunicazioni al Senato in vista del consiglio europeo.
“Siamo andati a Kiev per testimoniare che l’Ue è determinata ad aiutare il popolo nella difesa della democrazia e della libertà. Zelensky ci ha chiesto di continuare a sostenerli per raggiungere una pace che rispetti diritti e volontà” del popolo ucraino, ha aggiunto il premier.

Riunione delle Forze di maggioranza per definire il testo della risoluzione sulle comunicazioni del premier Draghi. Cominciata stamani verso le 9, è stata sospesa per un’oretta poco prima di pranzo. Secondo quanto si apprende, la discussione si è arenata sul braccio di ferro tra il coinvolgimento del Parlamento da parte del governo – che alcuni gruppi vorrebbero fosse citato espressamente e di fatto ‘garantito’ – e dall’altro, il riferimento al decreto Ucraina che, tra l’altro, prevede l’invio di armi a Kiev.

“Ascoltiamo la relazione di Draghi e poi verrà depositata una risoluzione. Che sia unitaria resta l’obiettivo”. A dirlo è Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera uscendo dalla riunione di maggioranza. Mentre il M5S ha nuovamente riunito il Consiglio nazionale.

draghi, Governo, Ucraina


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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