Iniziativa del PG di Parigi

Parigi, estradizione negata ex terroristi rossi: il procuratore generale presenta ricorso

PARIGI – Probabilmente anche sulla scia delle proteste in Italia e delle dichiarazioni di Macron, Il Procuratore generale parigino ha impugnato davanti alla Cassazione il no all’estradizione dei 10 ex terroristi italiani deciso dalla Corte d’Appello lo scorso 29 giugno. I dieci ex terroristi italiani erano stati arrestati in Francia nell’ambito dell’operazione Ombre rosse nell’aprile del 2021.
Le domande di estradizione riguardavano l’ex militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, 78 anni, tra i fondatori di Lotta Continua, da tempo malato, condannato a 22 anni come uno dei mandanti dell’omicidio Calabresi; gli ex Br Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi, Maurizio Di Marzio, Enzo Calvitti; l’ex militante di Autonomia Operaia Raffaele Ventura; l’ex militante dei Proletari armati Luigi Bergamin; l’ex membro dei ‘Nuclei armati contropotere territoriale’, Narciso Manenti.

Si apprende che nelle motivazioni con le quali la Chambre de l’Instruction ha negato all’Italia l’estradizione di Giorgio Pietrostefani prevalgono, rispetto al diritto all’equo processo citate per gli altri ex terroristi rossi, le “conseguenze di eccezionale gravità” per l’interessato. “In particolare – si legge – per la sua età e per il suo stato di salute”. Ma c’è anche una motivazione giuridica: “I testi di legge applicabili alla richiesta di estradizione – si legge – non fanno menzione della legge da cui sono tratti, né della data di entrata in vigore di tale legge. Inoltre le autorità’ italiane hanno fornito testi tratti dal codice penale del 2002, senza precisazioni sulla loro retroattività, con fatti incriminati che risalgono al 1972 e l’ultima condanna all’11 novembre 1995”.

Il commento dell’avvocato di Pietrostefani: “il ricorso della Procura generale di Parigi contro il rigetto, da parte dei giudici francesi nei giorni scorsi, della richiesta di estradizione per i 10 ex terroristi italiani era prevedibile e fa pensare che l’abbiano fatto anche perché’ c’è stata una grande spinta politica”. La Procura generale parigina, infatti, ha chiarito l’avvocato Alessandro Gamberini, “ha un rapporto diretto col potere politico, a differenza delle nostre Procure generali”.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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