A un passo dalla crisi

Governo: M5S non voterà la fiducia al Senato. Salvini e Meloni: “Elezioni subito”

Mario Draghi e Giuseppe Conte ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

ROMA – Vento di crisi di governo sempre più forte. “Con le medesime lineari, coerenti motivazioni di quanto fatto alla Camera, giovedì 14 luglio 2022, al Senato, non parteciperemo al voto”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte all’assemblea dei parlamentari del Movimento. 

Nonostante che Draghi abbia annunciato un corposo decreto per fine luglio, Giuseppe Conte fa il difficile e tira una corda che si sta strappando. Lasciando nelle sue mani solo un monconcino inservibile. Perchè se Draghi decidesse davvero di non proseguire la sua azione di governo senza i 5 Stelle, sarebbero proprio i grillini i primi a rimetterci materialmente: primo perdendo la ricca prebenda subito, allo scioglimento anticipato delle Camere. Poi diventando politicamente inconsistenti. I sondaggi li danno in caduta libera.

Eppure Conte, nemico giurato di Draghi, snobba le risposte del Premier: le ritiene una soluzione tampone. E aggiunge: “Da oggi famiglie e imprese potranno sperare in un corposo aiuto a fine mese, e questo lo si deve al Movimento 5 stelle”.

Immediata la replica della Lega: “Se i 5Stelle escono dall’Aula, la maggioranza non c’è più: basta con litigi, minacce e ritardi, parola agli italiani”. Così fonti del Carroccio.

E Giorgia Meloni rincara la dose: “Guerra, pandemia, inflazione, povertà crescente, caro bollette, aumento del costo delle materie prime, rischi sull’approvvigionamento energetico, crisi alimentare. E il governo ‘dei migliori’ è immobile, alle prese con i giochi di palazzo di questo o quel partito. Basta, pietà. Tutti a casa: elezioni subito!”.

Governo – dunque – appeso alle decisioni del M5s sulla fiducia al decreto Aiuti. In corso per tutto il giorno, il Consiglio nazionale dei pentastellati non ha ancora portato a una decisione. Anche se, secondo alcune fonti del Movimento, prevarrebbe l’idea dell’Aventino. Prima l’ipotesi di un incontro Conte-Draghi, poi una telefonata tra i due.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO
Il presidente del Consiglio lo ha fatto capire con chiarezza nella conferenza stampa tenuta dopo l’incontro con i sindacati: l’attuale governo senza i 5 stelle non può andare avanti, a un governo Draghi non può succedere un Draghi bis. Un modo semplice e netto per dire che la fiducia di tutte le componenti della maggioranza su qualsiasi provvedimento rappresenta una condizione necessaria per far continuare l’azione del suo esecutivo. Questo viene tradotto in ambienti di governo come una precisa linea: qualora i 5 stelle dovessero non votare la fiducia al decreto aiuti al Senato, il premier non potrebbe far altro che tirare le sue conclusioni terminando l’azione di governo, dimettendosi. Il boccino è in mano a Conte ed ai 5 stelle, si spiega sempre in ambienti di governo che ribadiscono la totale sintonia con il Quirinale sulla linea da tenere. Una linea che punta ad evitare logoramenti in corso d’opera e un rischioso spirito d’emulazione che sarebbe inaccettabile in vista di importanti scadenze come la sessione di bilancio autunnale. L’esecutivo va avanti con il suo programma e valuterà se si potranno prendere delle iniziative ulteriori su nuove proposte dei partiti.

La Lega preme per le elezioni: ‘Non ci auguriamo la crisi, ma così non si può andare avanti’. Il leader del Pd Letta avverte: ‘Se il governo cade, si vota e vincerà chi ora è capace di dare risposte al Paese’. Tajani con Draghi: ‘Per Fi non esiste altro premie”. Il governo, intanto, incontra le imprese su taglio del cuneo e salario minimo e lavora al decreto Aiuti-bis: obiettivo Iva zero sul carrello della spesa.

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Sandro Bennucci

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