Riconoscimento per Draghi

Fmi: Pil dell’Italia 2022 cresce del 3%. Più di tutti i Paesi del G7. Germania e Francia indietro

WASHINGTON – Le stime di oggi, 26 luglio 2022, dell’Italia sono come una medaglia d’oro mondiale: la crescita del nostro Paese, nel 2022, è valutata dal Fondo monetario internazionale più forte di tutti gli altri Paesi del G7. Il pil è atteso crescere quest’anno del 3,0%, ovvero 0,7 punti percentuali in più rispetto al +2,3% previsto in aprile. Germania e Francia sono giudicate più lente e indietro.

Tuttavia, nel 2023 la crescita rallenterà al +0,7%, un punto percentuale in meno rispetto alle previsioni precedenti. L’accelerazione italiana nel 2022 è legata al miglioramento del turismo e dell’attività industriale. Significa forse che gli analisti valutano in crsecita forte l’Italia con Draghi e con minore spinta con un altro presidente del consiglio? Può essere una chiave di lettura.

E’ aumentata, infatti, l’incertezza politica in Italia: questo è un momento importante per il Paese perché ci sono numerose riforme e programmi nell’ambito del piano europeo. Ci auguriamo che le riforme siano fatte, sarebbero utili per l’Italia. Qualsiasi sarà il governo al potere ci auguriamo che le sostenga”. Lo afferma il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas.

“Con l’aumento dei prezzi che si fa sentire sugli standard di vita, ridurre l’inflazione deve essere la priorità. Una stretta della politica monetaria avrà inevitabilmente costi economici reali ma ritardare” un’azione avrebbe come conseguenza solo quella di “esacerbarli”. Lo afferma il Fmi, prevedendo un’inflazione al 6,6% quest’anno nelle economie avanzate e al 9,5% in quelle emergenti e in via di sviluppo. Le stime sui prezzi sono state riviste al rialzo – rispettivamente di 0,9 e 0,8 punti percentuali – e il Fondo prevede che i prezzi resteranno elevati più a lungo di quanto inizialmente previsto.

Il Fmi taglia le stime di crescita mondiali. E avverte: i rischi sono al ribasso e le chance di recessione aumentate. Sono “quasi il 15%” per le economie del G7, ovvero “quattro volte il livello usuale”, e quasi “una su quattro per la Germania”. Per gli Stati Uniti “una recessione tecnica potrebbe già essere iniziata”. Il pil mondiale è atteso crescere quest’anno del 3,2% e del 2,9% nel 2023 (-0,4 e -0,7 punti percentuali rispetto ad aprile). Se i rischi legati all’Ucraina, all’inflazione e al Covid si materializzassero il mondo potrebbe rallentare al +2,6% nel 2022 e al +2,0% nel 2023, un livello toccato solo cinque volte dal 1970.

Il Fmi rivede al ribasso le stime di crescita per Eurolandia e Stati Uniti. Il pil americano è atteso crescere quest’anno del 2,3%, ovvero 1,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile, per poi segnare nel 2023 un +1,0% (-1,3 punti percentuali). Per l’area euro il Fondo prevede un +2,6% nel 2022 e un +1,2% nel 2023, rispettivamente -0,2 e -1,1 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. La crescita di Stati Uniti e Europa potrebbe scivolare vicino allo zero nel 2023 nel caso in cui i rischi legati allo stop del gas russo e alla volata dell’inflazione si materializzassero.

Il Fmi taglia le stime di crescita di Germania, Francia e Gran Bretagna, e afferma che per Berlino c’è una chance su quattro di una recessione. La crescita tedesca è stata rivista all’1,2% nel 2022 e al +0,8% nel 2023 (rispettivamente -0,9 e -1,9 punti percentuali rispetto alle stime precedenti). Il pil francese è atteso crescere del 2,3% quest’anno e dell’1,0% il prossimo (-0,6 e -0,4 punti percentuali), mentre quello britannico del 3,2% nel 2022 e dello 0,5% nel 2023 (-0,5 e -0,7 punti percentuali).

Frena la Cina con i lockdown per il Covid. Dopo il +8,1% del 2021, il pil cinese è atteso crescere del 3,3% nel 2022, ovvero 1,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime precedenti, e del 4,6% nel 2023 (-0,5). L’economia russa si contrarrà invece meno del previsto quest’anno, con il pil che segnerà un -6%, ovvero ben 2,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Nel 2023 la Russia si contrarrà del 3,5%, ovvero 1,2 punti in più sulle previsioni precedenti.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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