L'omaggio della nuova Premier

Morte di Elisabetta II: funerali fra 10 giorni. Oggi il figlio sarà Re Carlo III. Con Camilla regina consorte. Truss: “God save the King”

Elisabetta II nella carrozza reale (Foto ANSA)

LONDRA – Addio a Elisabetta II, la regina dei record. Il figlio diventerà a re a 73 anni: sarà Carlo III, con la seconda moglie, Camilla, elevata a regina consorte. “God save the King”, ha commentato la nuova premier, Liz Truss. La Gran Bretagna e il mondo intero si preparano a dare l’ultimo saluto a Sua Maestà con un cerimoniale che inizierà venerdì 9 settembre 2022 e durerà 10 giorni, fino alle esequie solenni nell’abbazia di Westminster e la sepoltura nella cappella reale di St George’s Chapel, nel Castello di Windsor.

PROCLAMAZIONE DI CARLO III – Ecco, secondo quanto riporta il Guardian, alcuni dei passaggi chiave del cerimoniale scattato oggi, il giorno del decesso della sovrana e indicato come ‘D-Day’, con le bandiere delle residenze reali, quelle di Whitehall e di altri edifici governativi abbassate a mezz’asta, i siti del governo listati a lutto, le campane che hanno risuonato tra il minuto di silenzio e i colpi a salve a Tower Hill e Hyde Park. Venerdì 9 settembre alle 10 la proclamazione del nuovo re da un balcone del St James’s Palace. Un altro annuncio sarà letto al Royal Exchange nella City di Londra. Nel pomeriggio Carlo vedrà il premier ed il governo, il leader dell’opposizione, l’arcivescovo di Canterbury e il decano di Westminster. Omaggi a Elisabetta ai Comuni. 

L’ANNUNCIO DELLA PREMIER TRUSS – La figlia di Giorgio VI ha chiuso gli occhi per sempre nell’anno del Giubileo di Platino, 70esimo di un’era iniziata nel lontano 1952, e a 18 mesi dalla scomparsa dell’inseparabile consorte Filippo. Dopo che solo martedì era riapparsa in un’ultima immagine pubblica – fragilissima, ma in piedi e con un sorriso sereno stampato sul volto – per assolvere ancora una volta con dedizione irriducibile ai propri doveri di monarca costituzionale: presiedendo al passaggio di consegne fra Boris Johnson e Liz Truss, quattordicesimo e quindicesima premier della suo lunghissimo regno, iniziato sotto il segno di Winston Churchill a Downing Street. Il segno del precipitare della situazione era stato dato in mattinata dall’annuncio del tutto irrituale con cui Buckingham Palace aveva reso pubblica “la preoccupazione dei dottori” di corte per la sua salute (in declino ormai da qualche mese fra periodi di riposo, forfait obbligati e “problemi di mobilità” innescati verosimilmente da altre condizioni patologiche), nonché dalla loro decisione di porla “sotto sorveglianza medica”.

LA FAMIGLIA – Parole che evidentemente preparavano all’irreparabile, a quel momento fatidico che l’anagrafe era destinata prima o poi a imporre; e che tuttavia un intero Paese avrebbe voluto rinviare ancora: aggrappato a un punto di riferimento immutabile da decenni, a una delle poche ancore di certezza rimaste a disposizione dell’isola e forse del mondo. La conferma che il tempo si stava ormai compiendo è del resto arrivata con la partenza immediata di tutti e quattro i figli di Sua Maestà verso Balmoral: con Anna, Andrea ed Edoardo (accompagnato dalla consorte Sophie) sulla scia di Carlo. E con quella del nipote William, primogenito di Carlo e secondo in linea di successione, come del fratello minore Harry, sbarcato in Scozia senza la moglie Meghan, ad evitare altre ombre di gossip su un momento solenne e di dolore.

BUCKINGHAM PALACE – Quindi un secondo comunicato è giunto a segnare la parola fine, di fronte alle folle di sudditi e ammiratori che nel frattempo si erano radunati tristi e angosciati davanti alla stessa residenza scozzese, a Buckingham Palace o al castello di Windsor, in una giornata resa luttuosa anche dal cielo grigio e dalla pioggia: “Sua Maestà – le poche parole del testo ufficiale definitivo – è morta pacificamente questo pomeriggio a Balmoral. Il nuovo Re e la Regina consorte (Carlo e Camilla) rimarranno a Balmoral stasera e torneranno domani a Londra”. Parole lette con voce rotta dall’emozione dai giornalisti della Bbc e delle altre tv britanniche, e seguite dalle lacrime di non poche persone riunite nel cuore di Londra di fronte a Buckingham Palace per assistere all’ammainabandiera del vessillo reale. Mentre sugli schermi, dopo qualche momento di silenzio, appariva un ritratto di Elisabetta nel fulgore della sua regalità al suono delle note dell’inno God Save the Queen; e dall’intero pianeta – monarchie o repubbliche, poco importa – partiva immediatamente il coro dei messaggi di cordoglio e dei tributi, dal presidente americano Joe Biden a leader o ex leader vari, rivolti alla memoria di una regina amata da tanti e rispettata da quasi tutti nei cinque continenti.

CARLO III – “La morte della mia amata madre è un momento di grande tristezza per me e per tutti i membri della mia famiglia”, ha commentato quindi Carlo, nel suo primo messaggio in veste di re, appunto Carlo III. “So che sarà profondamente sentita in tutto il Paese, il regno, il Commonwealth e da innumerevoli persone nel mondo. E’ di conforto la consapevolezza dell’affetto e del rispetto provato verso la regina”, ha concluso il nuovo sovrano che regnerà con il nome di Carlo III, come ha annunciato Clarence House. Parole che riecheggiano quelle di esponenti politici di ogni colore in patria e di leader religiosi cristiani, musulmani ed ebrei.

LIZ TRUSS – “Siamo devastati”, ha infine sintetizzato a nome della nazione Liz Truss, premier Tory designata da Elisabetta II appena 48 ore prima dell’addio, ultimo primo ministro del suo lungo regno. “Il Regno Unito e il mondo sono sotto shock – ha proseguito Truss, vestita di nero, rivolgendosi in diretta tv al Paese fuori dal portoncino al numero 10 di Downing Street – la regina Elisabetta II è stata una roccia, sotto il suo regno questo Paese è prosperato”. Non senza sottolineare “il lutto” di queste ore, ma anche la forza di una “eredità duratura”. E promettendo lealtà ora a “Sua Maestà il Re Carlo III” con la formula di rito riveduta e corretta: “God Save the King”.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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