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Stipendi super manager di Stato: il governo rimette il tetto. L’emendamento di Palazzo Chigi. Il testo bocciato

Mario Draghi

ROMA – Secondo quanto viene riferito da fonti di palazzo Chigi, il governo Draghi ha presentato un emendamento soppressivo dell’art 41 bis del decreto aiuti bis che domani, 15 settembre 2022, approderà nell’aula della Camera dopo essere stato approvato ieri dal Senato.

L’articolo prevede un “trattamento economico accessorio”, anche in deroga al tetto di 240mila euro previsti per i manager pubblici, per le figure apicali delle forze dell’ordine, delle forze armate e della Pa. Con l’emendamento del governo, chiesto da molte forze politiche, non ci sarà “trattamento economico accessorio”.

Ma vediamo meglio il provvedimento. Il decreto Aiuti bis e’ atteso domani in Aula della Camera. La seduta avra’ inizio alle 9,30. Il programma prevede il voto finale sul provvedimento, per la conversione in legge. Tuttavia, alla luce dell’annuncio del governo della presentazione di un emendamento soppressivo dell’articolo 41 bis, che consentiva delle deroghe al tetto deglistipendidei managerpubblici– modifica al testo del decreto approvata durante l’esame in prima lettura al Senato – qualora l’emendamento soppressivo dovesse essere approvato da Montecitorio, occorrerebbe a quel punto un nuovo ed ultimo passaggio a palazzo Madama. Passaggio che si prevede avverra’ gia’ la prossima settimana. Si tratta di un unico voto, e non dell’esame di tutto il provvedimento articolo per articolo, relativo alla sola modifica che sara’ approvata dalla Camera, con il ripristino della norma originaria sul tetto agli stipendi dei manager.

Questa la modifica apportata al Senato sulla norma che fissa in 240mila euro il tetto massimo degli stipendi per i manager pubblici. “Art. 41-bis. – (Trattamento economico delle cariche di vertice delle Forze armate, delle Forze di polizia e delle pubbliche amministrazioni) – 1. Al Capo della polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza, al Comandante generale dell’Arma dei carabinieri, al Comandante generale della Guardia di finanza, al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, al Capo di stato maggiore della Difesa, ai Capi di stato maggiore di Forza armata, al Comandante del comando operativo di vertice interforze, al Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, ai Capi dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Capi dipartimento dei Ministeri, al Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e ai Segretari generali dei Ministeri è attribuito, anche in deroga al limite di cui agli articoli 23-ter, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, un trattamento economico accessorio per ciascuno di importo determinato, nel limite massimo delle disponibilità del Fondo di cui al comma 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze”.

Il presidente del consiglio, Draghi, è però intervenuto tempestivamente. La “manina” che aveva tolto il tetto è stata bloccata dall’intervento di Palazzo Chigi.

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Sandro Bennucci

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