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Ucraina: morto foreign fighter italo-olandese. Giallo a Mosca sul rinvio del discorso di Putin

Benjamin Giorgio Galli, italo-olandese morto in Ucraina combattendo contro i russi (Foto ANSA)

KIEV – Si chiamava Benjamin Giorgio Galli, aveva 27 anni, era originario del Varesotto anche se si era trasferito da anni in Olanda: è morto oggi, 20 settembre 2022, in Ucraina. E’ il secondo Foreign fighter italiano che ha perso la vita combattendo contro l’esercito russo. Intasnto è giallo a Mosca per il rinvio del “discorso alla nazione”, che Vladimir Putin aveva programmato per oggi. Per ore diplomatici e giornalisti a Mosca hanno atteso un discorso alla nazione del presidente Vladimir Putin, che alcuni media indipendenti avevano annunciato per questa sera. Alla fine alcune fonti vicine al Cremlino hanno riferito che il discorso per questa sera non ci sarà, e che potrebbe invece aver luogo domani.

In particolare, la caporedattrice di Russia Today, Margarita Simonyan, ha scritto sul suo canale Telegram: “Andate a dormire”. In giornata si erano rincorse nella capitale russa voci secondo cui Putin avrebbe potuto annunciare una mobilitazione, parziale o generale, per rafforzare l’impegno militare di Mosca in Ucraina

Ma torniamo a Benjamin Giorgio Galli: che si era arruolato con la brigata internazionale che combatte al fianco delle forze di Kiev all’inizio di marzo e si trovava nella zona a sud di Karkhiv quando è stato ucciso durante un bombardamento. Troppo gravi le ferite riportate, Galli è morto all’ospedale di Kiev, dove si trovano ora i suoi genitori, padre italiano e madre olandese, per riportare la sua salma a casa.

“E’ morto da eroe”, ha detto il padre Gabriel Galli agli amici di Winterswijk, città olandese di 30mila abitanti al confine con la Germania dove risiedeva, e di Bedero Valcuvia, un piccolo paese a nord di Varese dove è cresciuto.

Lo scorso 13 settembre il padre aveva scritto sul suo profilo Facebook: “Mio Figlio Benjamin G. Galli 27\01\95. Nominato eroe in azioni di guerra! Ci ha salutati! Dicendo fate i bravi. Quando ritorno mi faccio un anno di vacanza”. Da Winterswijk, aveva attraversato la Germania e poi la Polonia per arruolarsi nella Legione Internazionale di difesa dell’Ucraina come olandese. Grande appassionato di soft air, Benjamin Galli aveva deciso poco dopo lo scoppio della guerra di andare a combattere , postando sul suo profilo alcune foto in divisa e con le armi in mano. “Era convinto di andare a combattere una guerra dalla parte giusta, contro un’invasione illegittima”, spiegano i suoi genitori, con il padre che su Facebook spiegava che “i Russi scappano dopo avere torturato le donne e le bambine! Non è giusto! Se la passano liscia ! Lo faranno ancora. Per questo serve giustizia”. “Lo zio migliore del mondo, mi manchi”, ha scritto la sorella Anna, ricevendo le condoglianze nei commenti. “Ti voglio bene, sarai sempre nei miei pensieri, il tuo sorriso sarà nelle mie preghiere, fratello Ben, eroe dell’Ucraina”, ha scritto in inglese un suo commilitone sotto l’ultimo post del suo profilo Facebook, dove si è scatenata la consueta rissa social tra chi apprezza il suo coraggio perché “hai lottato e ti sei sacrificato per la parte giusta”, tra chi invece scrive “Dispiace per te, dispiace chi ti ha coinvolto o non ti ha frenato in questa follia..” fino ai sostenitori di Putin che commentano con “bellissima notizia”. Galli è la seconda vittima italiana accertata in Ucraina, anche se il numero dei Foreign fighters deceduti provenienti dal nostro Paese è incerto, così come quelli che ancora stanno combattendo con l’esercito di Kiev. A fine marzo, era stato ucciso probabilmente con una bomba a mano Edy Ongaro, detto Bozambo, miliziano di origine veneta di 46 anni che da otto combatteva con le forze separatiste del Donbass. In una nota inviata ad aprile dal ministero della Difesa russo a palazzo Chigi resa nota dal Corriere della Sera riportava che c’erano 61 “mercenari” italiani, di cui 10 ritornati in patria e 11, invece, morti in battaglia, ma non è mai arrivata nessuna conferma su quelle cifre da parte da parte del governo italiano.

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Ernesto Giusti


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