L'intervento dell'Europa

Ue vara piano contro i tumori: l’obiettivo è raggiungere uno screening al 90% nel 2025

Melanoma, un gene coinvolto nelle cellule staminali tumorali
Per gli approfondimenti diagnostici nei pazienti colpiti da tumore
Approfondimenti diagnostici nei pazienti colpiti da tumore

BRUXELLES – Aumentare il numero di controlli per individuare i tumori in fase precoce, coprendo più gruppi target di persone e più casi. E’ l’obiettivo della raccomandazione della Commissione europea, nell’ambito del programma di screening dei tumori dell’Ue che rientra nel quadro più ampio del Piano europeo per la lotta contro il cancro.

“Questo nuovo approccio dell’Ue, basato sui più recenti sviluppi ed evidenze scientifiche, aiuterà
gli Stati membri a garantire che entro il 2025, il 90% della popolazione dell’Ue che ha i requisiti per sottoporsi a screening per il cancro al seno, al collo dell’utero e al colon-retto sia sottoposto a tale controllo”, precisa la Commissione. Più persone sottoposte a controllo, ma anche uno spettro più ampio di casi: la nuova raccomandazione espande lo screening del cancro per includere i tumori del polmone, della prostata e, in determinate circostanze, quelli gastrici.
“Si stima che, nel 2020, sia stato diagnosticato un cancro a 2,7 milioni di persone che vivono nell’Ue e che più di 1,3 milioni di persone abbiano perso la vita a causa di questa malattia”, ricorda la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides. “Sappiamo che la diagnosi precoce salva le vite e migliora la qualità della vita.
Oggi stiamo definendo un nuovo corso per lo screening dei tumori nell’Ue. Con le nostre nuove raccomandazioni, il programma di screening del cancro dell’Ue coprirà tipi di cancro che insieme
rappresentano quasi il 55% di tutti i nuovi casi diagnosticati nell’Ue ogni anno”, evidenzia la commissaria.

Per fortuna comincia a intervenire l’Europa, perché negli ultimi anni, con i governi Conte 2 e Draghi (in entrambi ministro della salute Speranza), tutti gli sforzi sono stati concentrati sulla pandemia e sui vaccini, mettendo in secondo piano l’attenzione per altre malattie, anche gravi, come i tumori. Lo hanno sperimentato (protestando) le associazioni dei malati di tumore ed anche molti malati personalmente, che hanno visto rinviati esami e visite di controllo per dare la precedenza ai colpiti da covid, spesso già vaccinati.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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