Ci sono tempi e regole da rispettare

Nuovo governo: dopo il voto ci vorranno almeno 4 settimane. E’ tutto nelle mani di Mattarella

Il Quirinale fotografato dal palazzo della Consulta ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA – Tutti dicono che i tempi stringono e che il procedimento per l’insediamento del nuovo governo dovrebbe essere veloce, vista l’urgenza di approvare la legge di bilancio in tempo utile per evitare l’esercizio provvisorio e corrispondere alle scadenze europee, che incombono come macigni.

Ci sarà da fare i conti con la prudenza di Mattarella, soprattutto se le urne non dessero un risultato schiacciante a favore di una delle due coalizioni in gioco. Indipendentemente da queste considerazioni, serve infatti almeno qualche settimana, da quattro a dodici stando ai precedenti, per passare dall’espressione della volontà popolare alla nascita di un governo. Ecco tutti i passaggi istituzionali e di prassi necessari.

– PROCLAMAZIONE DEGLI ELETTI. Una volta terminato lo scrutinio dei voti, nelle ore successive alle elezioni, si attende qualche giorno per la proclamazione degli eletti da parte degli uffici elettorali presso le Corti d’appello. Probabilmente quest’anno tale passaggio sarà un po’ complicato dalla presenza di una nuova e mai sperimentata legge costituzionale, che ha ‘tagliato’ i parlamentari portandoli da 945 a 600.

– PRIMA SEDUTA DELLE CAMERE. Già fissata il 13 ottobre con il decreto che ha deciso anche la data del voto, ancora da decidere l’ora. In questa prima seduta si proclamano gli eletti e si procede all’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

– ELEZIONE DEI PRESIDENTI DELLE CAMERE. Nella seduta inaugurale delle Camere si procede all’elezione dei due presidenti. Le modalità di elezione sono diverse per i due rami del Parlamento. Al Senato si
chiude necessariamente entro il quarto scrutinio: primo e secondo voto sono a maggioranza assoluta dei componenti, terzo voto è a maggioranza assoluta dei senatori presenti, se nessuno raggiunge nemmeno questa maggioranza si procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue un voto in più. Alla Camera al primo scrutinio servono i due terzi dei componenti, al secondo e terzo voto il quorum si abbassa a due terzi dei votanti, dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti e si procede a oltranza. Dal 1948 ad oggi non si è mai superato il quinto scrutinio.

CONSULTAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Una volta eletti i presidenti di Camera e Senato, il
Presidente della Repubblica di prassi convoca le consultazioni. Quest’anno se le elezioni dei presidenti non avranno intoppi, la finestra per le consultazioni si potrebbero aprire già dal 17-18 ottobre. Sempre per prassi salgono al Quirinale gli ex presidenti della Repubblica (in questo caso ci potrebbe essere una telefonata con il presidente emerito Giorgio Napolitano), i due presidenti appena eletti e i rappresentanti dei partiti presenti in Parlamento.
Solitamente vengono sentiti i capigruppo a cui normalmente si uniscono i leader dei partiti. Se il risultato è chiaro le consultazioni sono veloci, due o tre giorni, e si concludono con l’incarico a un presidente del Consiglio entro poche ore dalla conclusione. Se il risultato è incerto, e nessuna coalizione ha vinto in modo netto, si procede a più ‘giri’ di consultazioni. Il Presidente può assegnare incarichi esplorativi, solitamente ai presidenti delle Camere, e assegnare una sorta di pre-incarico a esponenti di spicco istituzionali. La formazione più lunga di un governo ha toccato il record di 88 giorni, per la nascita del governo Conte 1.

A normare la formazione del governo provvede l’articolo 92 della Costituzione che recita: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

– INCARICO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Una volta che il presidente della Repubblica conferisce l’incarico al presidente del Consiglio, questi solitamente accetta con riserva e conduce sue ‘consultazioni’ con i partiti disposti a sostenere il suo esecutivo. Si comincia a formare un programma e a stilare una lista di ministri. Se il risultato è netto di solito in uno o due giorni anche queste ‘consultazioni’ si concludono.

– SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA. Se le consultazioni del premier incaricato hanno esito positivo, questo torna al Quirinale, scioglie la riserva e viene nominato presidente del Consiglio. All’uscita dallo studio alla Vetrata, dove ha appena parlato con il Capo dello Stato, il neo presidente del Consiglio legge la lista dei ministri.

– GIURAMENTO DEL GOVERNO. Il giorno dopo o anche poche ore dopo lo scioglimento della riserva, il presidente del Consiglio e i ministri giurano al Quirinale nelle mani del presidente della Repubblica. Se il risultato fosse netto, dunque, e non sorgesse nessun intoppo politico, il governo potrebbe giurare già negli ultimi giorni di ottobre.

CERIMONIA DELLA CAMPANELLA. Sceso dal colle del Quirinale, il premier va a palazzo Chigi, sede del governo, dove è accolto dal premier uscente. Al primo piano, nel salone delle Galere, il premier uscente consegna al nuovo la campanella, il cui trillo dà inizio alla riunione del Consiglio dei ministri.

– PRIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Il premier uscente lascia palazzo Chigi e il nuovo presidente del Consiglio riunisce per la prima volta il Consiglio dei ministri durante il quale si nomina
il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Segretario del Consiglio e si assegnano le deleghe ai ministri senza portafoglio. Il governo è ufficialmente in carica e può cominciare a varare decreti legge e disegni di legge, gli strumenti principali della sua attività.

– FIDUCIA AL GOVERNO. Una volta giurato il premier si prende uno o due giorni per scrivere il discorso programmatico con cui si presenterà alle Camere (questa volta si dovrebbe cominciare da Montecitorio) per chiedere la fiducia. Con i nuovi numeri dei parlamentari saranno ora necessari 201 si alla Camera e 104 si al Senato. Una volta incassata la fiducia l’esecutivo è nel pieno delle sue funzioni e può cominciare a lavorare.

fiducia, formazione, giuramento, Governo, Mattarella


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080