Turbolenze nell'ambito del Carroccio

Lega, Grimoldi: “No all’uomo solo al comando”. Il fedelissimo di Bossi contro Salvini

MILANO – “Bossi ha cominciato a chiamarmi a metà agosto. Ci siamo sentiti molte volte e abbiamo condiviso la preoccupazione sulla deriva centralista che stava prendendo il partito. Poi Umberto mi ha chiamato a Gemonio e mi ha affidato il compito di gestire gli aspetti organizzativi”.

Così in un’intervista al Corriere della Sera l’ex segretario lombardo della Lega, Paolo Grimoldi, in merito alla nascita del Comitato Nord.
Per Grimoldi “non è possibile che in un movimento autonomista tutte le decisioni vengano prese dal centro. Vorrei capire perché i veneti non possano scegliersi il segretario e lo stesso dicasi per altri. C’è un problema reale di rappresentanza democratica e di rappresentatività dei territori. Non è una banalità”.
E alla domanda “Di chi è la responsabilità?”, risponde: “Dei vertici della Lega”.
“È normale che in campagna elettorale abbiamo parlato del ponte sullo Stretto di Messina e abbiamo trascurato la Pedemontana veneta? È accettabile che votiamo il reddito di cittadinanza e non diamo risposta ai pensionati del Nord? Io sono entrato nella Lega per ragioni diverse da quelle che ho sentito negli ultimi tempi”, prosegue Grimoldi, per il quale “Salvini cambierà idea. La Lega non è “un uomo solo al comando”. È un comunità che discute e si confronta. E sa correggere i suoi errori”.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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