Careggi: operazione all’esofago eseguita per la prima volta con tecnica chirurgica avanzata

Careggi

FIRENZE – È stata eseguita per la prima volta a Firenze, all’Ospedale Careggi, dall’Endoscopia interventistica avanzata, di cui è responsabile il dottor Roberto Manetti, una nuova tecnica chirurgia endoscopica all’esofago per un caso di acalasia, rara malattia che ostacola la deglutizione impedendo il transito del cibo dalla bocca allo stomaco.

La nuova tecnica, riservata a pazienti selezionati, chiamata Pre – Oral Endoscopic Myotomy (POEM) spiega il dottor Damiano Bisogni che ha eseguito l’intervento “consiste nel tagliare una parte dei muscoli dell’esofago che, per una contrazione anomala, non consentono il passaggio degli alimenti. L’intervento è eseguito per via endoscopica, passando dalla bocca, senza incisioni esterne. Per mezzo del gastroscopio – prosegue Bisogni – si crea un passaggio nella mucosa per accedere all’anello muscolare bloccato, che viene sezionato provocando un rilasciamento e la ripresa della funzione dell’organo”.

“La POEM – precisa Manetti – è stata eseguita in collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma, attraverso l’osservazione attiva del professor Pietro Familiari, dell’Unità Operativa di Endoscopia digestiva chirurgica, fra i maggiori esperti in questa tecnica. L’equipe dell’Endoscopia interventistica avanzata di Careggi – aggiunge Manetti – composta anche dai dottori Luca Talamucci e Michele Rossi collabora con centri d’eccellenza nazionali e internazionali per la sperimentazione e formazione su tecniche innovative. Il dottor Michele Rossi, per affinare nuove procedure di ecoendoscopia diagnostica e operativa, ha recentemente frequentato l’Unità di endoscopia digestiva, diretta dal professor J.I. Garcia dell’Istituto universitario di Santiago de Compostela”.

“La persona sottoposta al delicato intervento durato circa 45 minuti – conclude Bisogni – al termine di una breva degenza è stata dimessa senza complicanze. A distanza di tempo l’esofago ha recuperato il fisiologico funzionamento e non vi sono segni di reflusso gastroesofageo, inconveniente comune in questi casi”.

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Ernesto Giusti


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