Ucraina: Roma e Milano, due cortei per la pace. Conte chiede stop alle armi per Zelensky. Contestato Letta

La manifestazione a Roma ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA – E’ partito da piazza della Repubblica e ha raggiunto Piazza San Giovanni il corteo della manifestazione per la pace a Roma. In apertura lo striscione Europe for Peace portato da scout e da giovani della Comunità di Sant’Egidio a seguire i rappresentanti delle organizzazioni promotrici e rappresentanti delle istituzioni (sindaci, gonfaloni, presidenti regioni e province). Il corteo si è snodato attraverso via Terme di Diocleziano, via Cavour, piazza Esquilino, via Merulana per poi arrivare, dopo avere attraversato via Manzoni, in piazza di Porta di San Giovanni.

Moltissime le bandiere arcobaleno e gli striscioni. Davanti alla basilica di Santa Maria degli Angeli ne è stato esposto uno con la parola “Pace” declinata dieci lingue. Il corteo Europe for Peace raggiungerà piazza San Giovanni. “Siamo più di centomila” è la cifra comunicata dagli organizzatori della manifestazione capitolina. L’evento si è concluso sulle note di Bella Ciao. Secondo la questura i partecipanti sarebbero 30mila.

Tra i leader politici, in piazza il presidente del M5s Giuseppe Conte, che ha manda un avvertimento al governo: “A Crosetto dico che, visto che è stata votata una risoluzione in Parlamento, non si azzardi a decidere un nuovo invio armi senza un confronto in Aula”.

Sul tema è intervenuto anche il segretario del Pd Enrico Letta: “Sul nuovo decreto per l’invio delle armi all’Ucraina quando il governo presenterà una proposta la vaglieremo. Abbiamo sempre detto che lavoreremo in continuità con quello chi si è fatto e in linea con le alleanze europee e internazionali di cui facciamo parte. Siamo a nostro agio in una piazza che chiede pace – aggiunge Letta – e per noi pace vuol dire la fine dell’invasione russa. Questo è il punto centrale, la fine dell’invasione della Russia”. Nel corso della manifestazione alcuni partecipanti hanno contestato il segretario dem: “Guerrafondaio, filo americano, vai a casa”.

MILANO – A rispondere a Conte, dal capoluogo lombardo, è il leader di Azione Carlo Calenda, presente alla manifestazione per la pace insieme a Italia viva. “C’è una definizione per Giuseppe Conte: si chiama qualunquismo, e nella cultura italiana il qualunquismo è di destra, non c’entra niente con la sinistra”, dice Calenda, “Conte è stato con Salvini quando era putinista, è filo-Trumpiano, ha firmato la via della seta con i cinesi e poi ha deciso che è progressista. Adesso ha deciso che è pacifista, domani deciderà che è comunista e tra quattro giorni diventerà nazionalista”.

“Non voglio polemizzare con le altre piazze, è assurdo farlo come ha fatto questa mattina Giuseppe Conte. Ma penso di dover dire che non c’è pace senza giustizia”, la chiosa del leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Stretta di mano Moratti-Cottarelli 
Arrivata alla manifestazione per il popolo ucraino organizzata dal Terzo polo a Milano, Letizia Moratti – ormai ex vicepresidente di Regione Lombardia – ha salutato diversi esponenti di Azione e Italia Viva come Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e ha poi stretto la mano sorridendo all’economista Carlo Cottarelli, possibile candidato del centrosinistra in Lombardia come Carlo Calenda ha ipotizzato ieri, in ticket proprio con Moratti.

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