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Ucraina: gli aiuti militari Usa a Zelensky rallentano l’arrivo di armi vendute a Taiwan. La protesta dell’isola

Sistemi HIMARS in Ucraina EPA/TOMS KALNINS

NEW YORK – “A Taiwan – ha dichiarato il ministro della Difesa nazionale Wang Shin-lung – piacerebbe che le armi che gli Stati Uniti vendono a Taiwan arrivassero come da calendario”. Al momento la priorità è l’Ucraina, anche se fonti governative americane hanno dichiarato che le forniture a Kiev non fanno parte della attuale linea di produzione, ma arrivano dalle riserve.

I miliardi di dollari di forniture militari garantiti da Washington all’Ucraina stanno rallentando quelli destinati a difendere Taiwan da una possibile invasione della Cina. Il grido d’allarme arriva dal Wall Street Journal che cita fonti del Congresso e del governo americano. Il flusso di armi verso Kiev è entrato in conflitto con la consolidata strategia degli Usa nella regione dell’Asia orientale.

Secondo il giornale finanziario mancano finora a Taiwan forniture per quasi diciannove miliardi di dollari, tra cui 208 Javelin, gli anticarro portatili visti in azione in Ucraina, e 215 missili terra-aria Stinger. Nessuno di loro è arrivato sull’isola. Si parla di tre anni di ritardo rispetto alle consegne. Da oltre un decennio Washington stava seguendo una strategia “porcospino”, chiamata così perché punta ad aumentare le difese di Tapei, in modo da costringere la Cina ad aumentare i suoi costi militari.

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