Biden – Macron: “sostegno a Kiev finché sarà necessario”. Le condizioni del presidente Usa per incontrare Putin

EPA/DOUG MILLAS / POOL

WASHINGTON – Usa e Francia continueranno a sostenere l’Ucraina “finché è necessario”: lo hanno dichiarato Joe Biden e Emmanuel Macron in un comunicato congiunto dopo il loro incontro nello studio Ovale. I due presidenti “ribadiscono il sostegno dei loro Paesi all’Ucraina” e si impegnano a fornirle “un aiuto politico, di sicurezza, umanitario ed economico finché sarà necessario”.

Ma il leader francese, forse anche in vista di una conferenza internazionale a Parigi il 13 dicembre per raccogliere aiuti per Kiev, continua a tenere aperta la porta a Putin, con cui ha annunciato di voler parlare nei prossimi giorni, convinto che “un negoziato sia ancora possibile”.

E lo stesso Biden ha ribadito in conferenza stampa di essere “pronto a parlare con Putin se mostra segnali di volere cessare la guerra”, pur precisando che “finora non lo ha fatto”. I due leader hanno trovato un punto di incontro anche sulla legge anti inflazione Usa che con i suoi sussidi “super aggressivi” alle rinnovabili, secondo Macron, “rischia di spaccare l’Occidente”.

Preoccupazioni condivise dagli europei e manifestate dal leader francese anche ai parlamentari americani. Si è deciso di discutere “misure pratiche per sincronizzare gli approcci” sulla catena di approvvigionamento e sulla green economy, dai semiconduttori all’idrogeno e alle batterie per le auto elettriche. I due presidenti si sono impegnati ad attuare una transizione ecologica “reciprocamente vantaggiosa”, rafforzando la partnership tra gli Usa e la Ue sull’energia e sul clima. Biden ha detto di non volersi scusare per la legge anti-inflazione ma ha precisato che non era sua “intenzione danneggiare l’Europa o rimettere in pista gli Stati Uniti a spese dell’Europa” e che “si possono fare aggiustamenti per coinvolgere di più i Paesi europei”.

Una mano tesa, quindi. Subito raccolta da Macron, che dal canto suo ha esortato l’Europa ad “andare più veloce e più forte” per avere “la stessa ambizione industriale” degli Stati Uniti. “Vogliamo riuscire insieme, non uno contro l’altro”, ha aggiunto. Tra le ipotesi, secondo i media, anche alcune esenzioni per le aziende europee.

Più generico l’impegno su Pechino, con la “prosecuzione del coordinamento sui timori riguardanti le sfide della Cina all’ordine internazionale, compresi i diritti umani”, ma anche la collaborazione su questioni globali come il cambiamento climatico. Su questo dossier la Francia non voleva la linea dura, condividendo quella più aperta della Ue.

Biden e Macron hanno invece alzato un muro contro l’Iran, promettendo che impediranno a Teheran di raggiungere l’arma nucleare e manifestando “rispetto” per le proteste del popolo iraniano, in particolare di quelle “coraggiose” di giovani e donne.

Dopo la cena privata a quattro in un ristorante italiano di pesce a Georgetown e lo scambio di doni tra le coppie, a suggellare la visita una luculliana cena di stato con un menu made in Usa, dai formaggi dell’Oregon al vino californiano. Ma in bicchieri di produzione francesi, sempre all’insegna del compromesso.

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