Morte di Gianluca Vialli: il suo ringraziamento a sanitari e ricercatori e la sua commovente testimonianza per i malati di tumore

LONDRA – La morte di Gianluca Vialli, malato da tempo di tumore al pancreas, ha colpito tutti noi sia perché si tratta di uno sportivo famoso, amato dai tifosi e non solo, sia perché in questi cinque anni, nei quali ha combattuto contro la terribile malattia, ha voluto lasciare una commovente testimonianza a tutti coloro che si trovano nella sua stessa situazione. Lanciando un forte ringraziamento ai sanitari e ai ricercatori che si prodigano da tempo per limitare e prevenire, ove possibile, l’insorgenza e gli effetti dei tumori.
Quello al pancreas è al quarto posto fra le cause di mortalità per cancro. La prima per gli uomini è il tumore del polmone (27%), mentre fra le donne è il tumore della mammella (17%), seguiti dai tumori del colon-retto (11% tra gli uomini e 12% tra le donne).
Il caso di Vialli ha fornito l’occasione per fare il punto su quel particolare tipo di cancro. Si tratta di una patologia che colpisce circa 14 mila pazienti all’anno in Italia. .Tra le vittime illustri nel mondo si annoverano il tenore Luciano Pavarotti e il fondatore di Apple Steve Jobs
La malattia si localizza nel 70% dei casi sulla testa del pancreas, sul corpo per il 15-20%, sulla coda per il 5-10%. e attualmente si registra una sopravvivenza, dopo 5 anni, di appena l’8%. Vialli è arrivato proprio a questo limite, ma non ce l’ha fatta neppure lui. Solo il 3% di chi si ammala riesce a sopravvivere 10 anni.
Il chirurgo che aveva operato Vialli avrebbe dichiarato, secondo quanto riportato dalla stampa: “Quello al pancreas è un tumore molto aggressivo dal punto di vista biologico. Tanto che ha una prognosi mediamente peggiore degli altri”.
A Vialli era stato diagnosticato proprio un tumore al pancreas nel 2017, ma l’ex centravanti ha continuato per 5 anni a lottare contro il male e a cercare di proseguire una vita quasi normale, festeggiando con il suo “gemello del gol” Roberto Mancini, allenatore degli azzurri, la vittoria della Nazionale italiana agli europei di calcio nel 2021. Fino all’ultimo anche Mancini ha sperato n un miracolo, come ha lui stesso dichiarato, ma, nonostante tutto, la terribile malattia ha avuto il sopravvento e Vialli è deceduto il 5 gennaio 2023, dopo l’ultimo ricovero a Londra.
Il campione, oltre a un esempio di vita, ci ha lasciato questa commovente e significativa testimonianza: “Voglio ispirare le persone. Voglio che qualcuno mi guardi e dica grazie a te, non ho mollato”, ha scritto nel 2018 nel suo libro ‘Goals.
La Fondazione Umberto Veronesi, commentando la scomparsa di Vialli, ha ricordato un’altra sua frase: “Ai ricercatori dico: forza e coraggio ragazzi, buon lavoro. Abbiamo bisogno di voi”.
Lo ricorderemo anche per questo, oltre che per le sue imprese sportive.
