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Sanremo 2023: emozioni con “Fatti mandare dalla mamma…”. Quindi il ritorno dei Maneskin. Paola Egonu: pallavolo e razzismo

I Maneskin

SANREMO – Morandi e Sangiovanni vanno sul sicuro: “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, canzone-mito che coopie 60 anni. E applausoni per i Maneskin. Quindi Péaola Egonu che si cimenta in un monologo autobiografico. Ecco la terza serata di Sanremo 2023.

“Ho deciso di presentare da solo, altrimenti quello là inizia a sparare cifre, ‘ci hanno visto 16 milioni di spettatori’… Io volo più basso, volare bassi per schivare i sassi”. Tocca a Gianni Morandi aprire la terza serata del festival di Sanremo e presentare Amadeus, “l’uomo che in quattro anni è stato fino a oggi su questo palco 5681 minuti, ha indossato 45 giacche diverse, ha ospitato 119 cantanti in gara, ha ascoltato 9973 canzoni, signori e signori, follower, ecco a voi il grande, unico, Amadeus”. E il direttore artistico, che si sta ‘sboomerizzando’, scende la scala in diretta Instagram.

E il direttore artistico, che si sta ‘sboomerizzando’, scende la scala in diretta Instagram.

Sulle note di Brividi di Mahmood e Blanco, Paola Egonu entra in scena al festival di Sanremo. “Ho i brividi di paura, ho scelto questa canzone perché mi rappresenta perfettamente”, dice dopo aver superato brillantemente la prova della scala, elegante nell’abito monospalla bianco firmato Emporio Armani. “Sono nel tempio della musica, voglio divertirmi con voi”, aggiunge. “Papà camionista, mamma infermiera”, alla pallavolo si è avvicinata grazie al cartone animato “Mila e Shiro. ‘Provaci’, mi disse mio padre, e così ho cominciato”.

“Grazie alla diretta Instagram di prima, ho raggiunto 1 milione di follower”. Amadeus festeggia il successo del profilo che ha aperto per lui Chiara Ferragni 48 ore fa, durante la prima serata del festival.

Arrivano i Maneskin e l’Ariston si scatena. Damiano & CO proprio da questo palco nel 2021 iniziarono la cavalcata che li ha portati a conquistare il mondo. La band ha regalato al pubblico un medley con alcuni dei loro successi: I wanna be your slave, Zitti e buoni (il brano con cui primeggiarono prima a Sanremo poi all’Eurovision Song Contest), The loneliest e l’ultimo singolo Gossip sulle cui note è salita sul palco anche la leggenda del rock Tom Morello. Prima di salutare, i Maneskin hanno ricevuto il Premio Città di Sanremo.

ANSA.it

L’Ariston si scatena con i Maneskin

Sul palco anche la leggenda del rock Tom Morello

Sono passati sessant’anni ma Fatti mandare dalla mamma è una hit senza tempo: tutto l’Ariston balla con Gianni Morandi e Sangiovanni che cantano la nuova versione del brano prodotta da Shablo. L’incontro tra generazioni funziona, il pubblico si diverte e si scatena.

Paola Egonu ha tanti piccoli tatuaggi e ne spiega il significato a Gianni Morandi sul palco dell’Ariston. Sotto la clavicola destra due piccole figure che si tengono per mano, “siamo io e la mia amica Giuditta”, poi a sinistra la scritta ‘pazienza’, “perché ne ho poca, voglio tutto e subito”, e ‘ikigai’, “che vuol dire trovare la tua essenza, il tuo motivo di essere vivo”, sulle spalle tante radici che si intrecciano, “perché è importante ricordarsi sempre da dove provieni”.

“Roma è candidata per l’Esposizione Universale del 2030. Si voterà a novembre e noi tutti, dal palco dell’Ariston, tifiamo per questa occasione unica e irripetibile che porterà il nostro Paese ad essere visitato da oltre 30 milioni di visitatori”. Sono le parole di Amadeus a Sanremo a sostegno della candidatura. “L’Expo – dice il direttore artistico – è un’occasione per avviare un’imponente opera di rigenerazione urbana di Roma presso l’area di Tor Vergata che avrà il parco solare urbano più grande al mondo. Con questi obiettivi, 15 anni dopo l’Expo milanese, il governo Italiano e il Comune di Roma, sono a lavoro per accogliere la futura Esposizione Universale. In bocca al lupo”.

Il razzismo da affrontare, l’orgoglio di appartenenza all’Italia, la consapevolezza che “la diversità è unicità” e che “siamo tutti uguali oltre le apparenze”. Paola Egonu porta all’Ariston un monologo in cui racconta la sua esperienza. “Questa sera – spiega, emozionata – non sono qui a dare lezioni di vita, perché alla mia età sono più le cose che posso imparare di quelle che posso insegnare. Cerco di ricavare da ogni giorno un insegnamento e così è stato anche nelle settimane di avvicinamento al Festival. Spesso in passato sono stata definita ermetica, così nel tempo mi sono impegnata a raccontarmi di più, provando a ridurre al minimo lo spazio di interpretazione. Questo non ha evitato comunque che alcune frasi venissero strappate dal contesto, tagliate, incollate in senso casuale e fiondate sui giornali come titoli usati per far rumore”.

Amadeus, Maneskin, Paola Egonu


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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