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Sanremo 2023: Giorgia duetta con Elisa, Mengoni con Kingdom Choir. E stasera gran finale

L’esibizione del favorito Mengoni

SANREMO – La quarta serata di Sanremo 2023 è dedicata alle cover. Medley, grandi classici, appuntamento cult del festival, sulle note dei successi degli anni dai ’60 ai 2000. Tuta, scarpe da ginnastica e pettorale con il numero 73, come le edizioni del festival di Sanremo, Gianni Morandi arriva correndo, come da sua passione, sul palco del teatro Ariston. “Mi hai detto che era una maratona e io ti ho preso sul serio”, dice rivolgendosi ad Amadeus.

Si parte con Ariete che ha voluto Sangiovanni per l’omaggio a Franco Battiato con Centro di gravità permanente. Will con Michele Zarrillo con Cinque giorni. BigMama sul palco con Elodie per cantare American Woman. Poi atmosfera anni ’80 con La notte vola: Lorella Cuccarini in duetto con Olly. Ultimo sale sul palco dell’Ariston con accanto a sé Eros Ramazzotti. Lazza con Emma e Laura Marzadori con La fine. Tananai con Don Joe e Biagio Antonacci con Vorrei cantare come Biagio di Simone Cristicchi e un medley dei successi di Antonacci. Shari e Salmo hanno scelto Zucchero portando sul palco Hai scelto me e Diavolo in me. Arisa torna all’Ariston accanto a Gianluca Grignani per la cover di Destinazione paradiso, che il cantautore presentò al festival nel 1995 tra le Nuove Proposte.

Poi sul palco dell’Ariston arrivano Leo Gassmann e Edoardo Bennato con il Quartetto Flegreo in un medley dello stesso Bennato. Fedez sul palco con gli Articolo 31 per un medley dei loro successi: “Giorgia, legalizzala!”. Fedez dopo essere sceso in platea per baciare la madre, sulle note di ‘Ohi maria’, chiaro riferimento alle droghe leggere, i rapper lanciano l’appello alla legalizzazione.

Elisa e Giorgia per la prima volta insieme a Sanremo per un medley di Luce e Di sole e d’azzurro, a 22 anni di distanza dal festival 2001 quando, poco più che ventenni, arrivarono prima e seconda. Colapesce Dimartino affiancati dall’ex premiere dame di Francia Carla Bruni in Azzurro e tutto l’Ariston canta: ‘Splash’, sussurra Carla Bruni, citando il titolo del brano in gara a Sanremo. Medley anche per i Cugini di Campagna, che con Paolo Vallesi hanno interpretato La forza della vita e Anima mia, dai rispettivi repertori. Ariston in delirio per Marco Mengoni, che emoziona con Let it be dei Beatles eseguita in versione gospel insieme con il Kingdom Choir. Tutta la platea in piedi a cantare. gIANMARIA ha voluto con sé Manuel Agnelli per Quello che non c’è degli Afterhours. Fasma sul palco con Mr.Rain per Qualcosa di grande.

Madame con Izi per Via del Campo di Fabrizio De André. Coma_Cose con i Baustelle per Sarà perché ti amo, classico dei Ricchi e Poveri. Rosa Chemical con Rose Villain all’Ariston con America di Gianna Nannini. Le Vibrazioni hanno accompagnato i Modà nel loro Vieni da me. Levante con Renzo Rubino per Vivere di Vasco Rossi. Anna Oxa ha chiamato il dj e violoncellista albanese Iljard Shaba.

Standing ovation dell’Ariston e applauso della sala stampa per Peppino di Capri, recordman del Festival con 15 partecipazioni complessive (due edizioni vinte nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più). L’artista ha ritirato sul palco il Premio Città di Sanremo alla carriera dopo aver intonato ‘Champagne’, accompagnandosi al pianoforte, e dopo aver accennato, a cappella, ‘Un grande amore e niente più’, incoraggiato da Amadeus e Gianni Morandi. “Da tempo aspettavo questo momento. Meglio tardi che mai”, ha detto Peppino di Capri, visibilmente emozionato.

Standing ovation per Peppino di Capri, che riceve il Premio Città di Sanremo. “Lo aspettavo, meglio tardi che mai”, il suo commento. 

Dopo la gag della “ragazza di provincia” che “per umiltà” resta seduta in platea temendo la scala, e tiene ben stretta la borsetta “come diceva la mi’ nonna”, Chiara Francini fa l’ingresso all’Ariston. Indossa “un cencino”, un abito lungo di velluto blu con le enormi maniche ad ali. A lei tocca presentare, con impostazione teatrale, il duetto di Lazza con Emma e il primo violino della Scala.

All’Ariston l’omaggio al Giorno del ricordo: Amadeus legge un brano del libro di Gigliola Alvisi ‘La bambina con la valigia’, dedicato alla storia di Egea Haffner, “una delle testimonianze più autentiche della tragedia vissuta da migliaia di italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia nel Dopoguerra”. Sullo sfondo, la foto in bianco e nero della piccola Egea, con la scritta ‘Esule giuliana 30001’, diventata il simbolo della tragedia giuliano-dalmata. “Il 10 febbraio, come sapete – sottolinea il direttore artistico – è il Giorno del Ricordo, istituito per tenere viva la memoria di una delle pagine più tragiche della nostra storia: l’eccidio di migliaia di nostri connazionali gettati nelle foibe dalle milizie del Maresciallo Tito e l’esilio di centinaia di migliaia di italiani costretti a lasciare la loro terra e i loro averi. Una vicenda a lungo dimenticata che appartiene all’epoca oscura delle dittature e ci fa riflettere sul valore della memoria e soprattutto della verità. Perché la libertà non si conquista dimenticando o rimuovendo, ma ricordando. Sempre”.

La bambina con la valigia, Amadeus ricorda le foibe Libertà non si conquista dimenticando o rimuovendo, ma ricordando.

Era il loro sogno e lo coronano sul palco dell’Ariston. Il cast di giovani talenti di Mare Fuori, la serie tv ambientata in un immaginario istituto di pena minorile di Napoli, sale sul palco dell’Ariston per cantare la sigla, O’ mar for. Con loro c’è Carolina Crescentini, che interpreta la direttrice del carcere: “Questo ruolo mi ha regalato tanto, sono una donna forte che lavora in un posto difficile. Vogliamo ringraziare Francesca Fagnani, che ha toccato il centro della questione: dietro le sbarre ci sono esseri umani, tutti hanno diritto a una seconda possibilità”.

Amadeus, Chiara Francini, Mengoni, Morandi, Sanremo 2023


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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