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Fuga di carte segrete: caccia alla talpa al Pentagono. E Mosca vieta ai funzionari di lasciare la Russia

Pentagono

Spie, complotti e scontro fra 007 di Usa e Russia. Sembra di essere tornati alla guerra fredda anni Sessanta, che fece anche la fortuna di 007. La paranoia per le fughe di notizie e le defezioni dilaga non solo a New York e dintorni, ma anche a Mosca. Dove il presidente Vladimir Putin, secondo i media, avrebbe ispirato il giro di vite del primo ministro, Mikhail Mishustin, di vietare ai funzionari governativi di lasciare il Paese senza un permesso speciale.

AGENTE STRANIERO – A riportare l’indiscrezione è il sito russo The Bell – bollato dalle autorità come “agente straniero” – annunciando la nuova stretta del Cremlino mentre da Mosca continuano ad arrivare minacce di distruzione contro Kiev: l’Ucraina “non esisterà” perché “nessuno sul pianeta ne ha bisogno”, è l’ultimo attacco del vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Dmitry Medvedev.

PENTAGONO – In fibrillazione anche il Pentagono. Dopo la pubblicazione sui social di alcuni documenti classificati ora si è aggiunta una nuova serie di file che sembrano contenere segreti della sicurezza nazionale americana dall’Ucraina al Medio Oriente alla Cina, trovati su Twitter e altri siti. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti ha avviato un’indagine per capire l’origine della diffusione, anche se i file sono sì segreti ma non forniscono piani di guerra e riguarderebbero solo aggiornamenti di routine che il Joint Staff dell’esercito americano produrrebbe quotidianamente ma non distribuirebbe pubblicamente. Il sospetto è che si tratti di documenti alterati per utilizzarli come parte di una campagna di disinformazione.

UCRAINA – “Lo scopo è ovvio: distogliere l’attenzione, far sorgere dubbi e sospetti reciproci, seminare discordia. È un gioco ordinario dei servizi segreti russi”, ha commentato il consigliere della presidenza ucraina Mykhailo Podolyak. Secondo il New York Times, la fuga di documenti trapelati dal Pentagono e pubblicati su alcuni siti mostrerebbero anche che i servizi segreti Usa non spiano solo la Russia ma anche alleati importanti come la Corea del Sud. Intanto a Mosca i funerali del blogger militare Vladlen Tatarsky, ucciso in un attacco a San Pietroburgo il 2 aprile, hanno visto un’ampia partecipazione e a rendere omaggio è apparso anche il fondatore del gruppo di mercenari russi Wagner, Yevgeny Prigozhin, che ha elogiato il lavoro di reporter militare svolto da Tatarsky.

CREMLINO – Dal Cremlino, comde detto, è arrivata anche una stretta sui viaggi all’estero dei funzionari statali. Stando a diversi media locali, sia russi che ucraini, il primo ministro russo Mikhail Mishustin avrebbe vietato ai funzionari del governo di lasciare la Russia senza permessi speciali, che possono essere rilasciati dallo stesso premier solo per viaggi ufficiali. Sono esclusi dal controllo solo i dipendenti dell’amministrazione presidenziale russa. Nei giorni scorsi il Financial Times aveva riferito che i servizi di sicurezza russi volevano impedire ai dirigenti delle società statali russe e ai funzionari governativi di partire all’estero confiscando i loro passaporti tra i crescenti timori di defezioni.Sul lato del fronte, mentre per l’Intelligence britannica, la ‘campagna invernale’ russa contro il sistema energetico ucraino è fallita e gli ucraini sono riusciti a cavarsela per la stagione, le forze ucraine sono impegnate per rafforzare le linee e le posizioni difensive lungo il confine con la Bielorussia e la Russia, con l’espansione del sistema di barriere ingegneristiche nelle aree confinanti e la creazione di campi minati anticarro.

CRIMEA – Fallito, invece, il lancio di un missile contro la Crimea, intercettato dalle forze russe. Il tempo delle trattative è ancora lontano e lo testimoniano le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, secondo cui l’Ucraina scomparirà “perché nessuno ne ha bisogno”, né l’Europa, né gli Stati Uniti, né l’Africa e l’America Latina, né l’Asia, né la Russia. Anche il segretario di Stato americano, Antony Blinken, esclude al momento colloqui per una tregua fra Ucraina e Russia: “Per alcuni l’idea di un cessate il fuoco può essere allettante, e lo capisco. Ma se ciò equivale a ratificare praticamente l’occupazione da parte della Russia di una parte considerevole di territorio ucraino, non si tratterebbe di una pace giusta e duratura”.

PUTIN – Non è ipotizzabile quanto durerà il conflitto ma, stando a una fonte dei Brics, l’organizzazione che riunisce Brasile, India, Cina e Russia, ad agosto Putin è atteso al vertice dei paesi in Sudafrica. Gli spostamenti all’estero del presidente russo sono osservati speciali, da quando sul suo capo pende un mandato di cattura internazionale della Corte dell’Aja per la deportazione illegale di bambini ucraini. In agosto sarà tutto finito? Impossibile scommettere ora. 

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Sandro Bennucci

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