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Firenze: ancora tre recite al Maggio Musicale di un «Falstaff» da vedere. Anche per sostenere i lavoratori

Michael Volle (Falstaff) e Irina Longu (Alice Ford)

FIRENZE – Ha debuttato al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ultimo titolo lirico dell’85° Festival, la ripresa (ma con cast quasi integralmente diverso) del bell’allestimento del «Falstaff» di Giuseppe Verdi che si era visto nel 2021; prima della prima, il palco è stato occupato in un breve flash mob dai membri del Coro e dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino, che hanno rivolto un appello alle istituzioni perché risolvano la crisi economica dell’ente lirico, sempre più a rischio via via che i giorni passano senza che nessuno intervenga a coprire il “buco” lasciato nei bilanci 2022 e 2023 dall’ex-sovrintendente Pereira.  All’apertura del sipario i lavoratori sono rimasti immobili sul palco, mentre una voce registrata diceva: “Signore e signori, buonasera! Tra poco assisterete al Falstaff, l’ultimo grande capolavoro di Giuseppe Verdi. “Tutto nel mondo è burla!”, dicono i protagonisti al termine dell’opera. Ma il teatro e la vita non sono la stessa cosa”. E ancora: “Il tempo affinché il teatro del Maggio musicale fiorentino e i suoi dipendenti non vengano stritolati dalla grave situazione economica in cui versa la Fondazione è breve. Nei prossimi giorni occorre che, congiuntamente al commissario, le istituzioni, il ministero della cultura, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, siedano a uno stesso tavolo e definiscano formalmente il piano economico e il progetto che faccia sì che il nostro teatro non chiuda, si evitino gravi danni a tutti noi dipendenti e a voi pubblico che siete la ragione per la quale questo sipario viene alzato. Se tutto ciò non avverrà, questo è quello che ci aspetta: il silenzio”. Una spettatrice ha urlato “Forza Maggio!” e l’intera sala ha calorosamente applaudito. Così, con un pubblico già partecipe e commosso, è iniziato lo spettacolo: da vedere, perché molto gradevole, e non solo perché riempiendo il teatro si sostengono le masse artistiche di prim’ordine che ha il Maggio. Il protagonista Michael Volle affronta il ruolo da attore consumato; nel resto del cast si constata un accurato lavoro preparatorio che livella le disuguaglianze e assicura la riuscita dello spettacolo, che si avvale delle piacevoli scene di Julian Crouch, delle suggestive luci di Alex Brok (riprese da Valerio Tiberi) e Josh Higgason, e dei bei costumi (magnifici quelli del coro nella scena della finta tregenda alla quercia di Herne, coi coristi trasformati in verzura un po’ in stile Arcimboldo) di Kevin Pollard; ripresa con cura puntigliosa da Stefania Grazioli la regia di Sven-Eric Bechtolf, che ha reso bene, oltre al terzo atto, anche la scena del primo tranello a Falstaff, alla fine del secondo. Molto buona anche la resa dell’Orchestra diretta da Daniele Gatti e ottima, come sempre in questo titolo, quella del Coro del Maggio.

Repliche lunedì 19 e mercoledì 21 alle 20 e venerdì 23 alle 18; biglietti in vendita anche direttamente sul sito del Maggio (dove non viene applicata prevendita); a metà prezzo la recita del 23 (anche acquistando online); con sconto 40% per soci Coop quella del 21 giugno (ma in questo caso l’acquisto dei biglietti deve esser fatto in biglietteria o nei punti vendita Coop)

foto M. Monasta – Maggio Musicale

lavoratori, Maggio Musicale, tre recite

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