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Zaki rifiuta il volo di Stato. E non vuole foto con esponenti del governo

Patrick Zaki in una foto tratta dal profilo Twitter della ong Eipr

MANSURA (EGITTO) – Ha rifiutato il volo di Stato messo a disposizione dal governo per rientrare in Italia, Patrick Zaki. Dovrebbe partire domani dal Cairo diretto a Milano Malpensa con l’aereo di linea di una compagnia egiziana. Sempre a quanto risulta, il ricercatore non intenderebbe incontrare, nè farsi fotografare con autorità dell’esecutivo di Roma. In sostanza non vorrebbe stringere mani a nessuno per la grazia ricevuta dal presidente egiziano Al Sisi. Che gli ha evitato di trascorrere altri 14 mesi in carcere. Del resto, sia Giorgia Meloni che il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, avevano detto di “aver lavorato sotto traccia” per arrivare alla liberazione del ricercatore.

Il portavoce di Amnesty International in Italia, Riccardo Noury, ha giustificato così la scelta di Zaki: “La reputazione dei difensori dei diritti umani si basa sulla loro indipendenza dai governi. Ringraziano e apprezzano quando si fanno delle cose per loro, come sono state fatte e infatti Patrick ha ripetutamente ringraziato governo e ambasciata. Decidere di viaggiare su un volo di linea non è un gesto di opposizione politica, ma un gesto di indipendenza”.

Il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, butta acqua sul fuoco: “La liberazione di Patrick Zaki è stata un successo della nostra diplomazia e dell’azione del governo. È stato fatto perché crediamo nella giustizia e nei diritti, lo avremmo fatto e lo faremmo per chiunque nella stessa situazione, e non certo per ottenerne ‘pubblicità’. Al giovane Patrick, che abbracciamo con affetto, vorremmo, però, anche ricordare che dire ‘grazie’ a chi si è impegnato per lui, più o meno tutti in questo Paese, a cominciare dal governo di Giorgia Meloni, non è un atto politico, né una scelta di campo, così come non lo è salire sul volo di Stato e farsi fotografare con le autorità, ma solo umana riconoscenza e buona educazione. Se le opposizioni, infine, vogliono fare del rifiuto al volo di Stato un vessillo ideologico facciano pure: come sempre a noi i fatti, a loro le chiacchiere”.

“La sensazione migliore è la libertà. Domani mattina a Bologna per coronare il sogno tanto atteso”. E’ il tweet di Patrick Zaki, all’indomani del rilascio dalla Direzione di polizia di Nuova Mansura, dopo la grazia del presidente egiziano al-Sisi arrivata il giorno dopo la condanna a tre anni di carcere per diffusione di notizie false.

Sempre su Twitter, il sito di opposizione oscurato in Egitto Mada Masr, riferisce che il giovane “dopo essere arrivato a casa sua ha dichiarato che vorrebbe vedere più rilasci nel prossimo periodo per tutti i prigionieri nei casi di libertà di opinione e di espressione”. “Sono sollevato per quello che è successo, ho molti progetti che sto cercando di realizzare, tra cui sposarmi e continuare il mio dottorato – ha detto Zaki -. Spero che tutti vengano rilasciati e che il caso dei prigionieri politici venga risolto completamente”.

AGGIORNAMENTO DELLE 16,50

Si apprende che Zaki rinvierà il viaggio in Italia di un paio di giorni. “C’è un leggero cambiamento nei piani poiché è venuto alla nostra attenzione che i documenti ufficiali per revocare il divieto di viaggio saranno finalizzati domenica a mezzogiorno. Quindi, dopo dovremo viaggiare per assicurarci che la mia situazione legale sia chiara al 100%”. È quanto scrive Patrick Zaki in un tweet. “Stai tranquilla Bologna, arrivo tra un paio di giorni, dobbiamo solo aspettare altri due giorni”.

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