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Maggio Musicale Fiorentino: accordo raggiunto e chiusura scongiurata. Soddisfazione di Giani, Nardella e sindacati

Il commissario Onofrio Cutaia

FIRENZE – Il Teatro del Maggio non interromperà l’attività e i dipendenti saranno remunerati. Ecco i risultati concreti del tavolo convocato a Roma, oggi 25 luglio 2023, dal Ministro della cultura Gennaro Gennaro Sangiuliano sulla crisi del Maggio Musicale Fiorentino. Erano a rischio cassa integrazione per 300 lavoratori e, addirittura, la liquidazione coatta.

Hanno partecipato il commissario del Maggio, Onofrio Cutaia, il sindaco Dario Nardella e il Presidente della Regione, Eugenio Giani; entrambi hanno leggermente alzato la cifra che verseranno per il salvataggio (che con gli ultimi ricalcoli è stata abbassata a 7,6 milioni); il Ministero metterà 2,2 milioni di euro, la Regione passa da 750.000 a 1,1 milioni, Palazzo Vecchio e Città Metropolitana insieme salgono a 2,2 milioni; 2,1 dovrebbero arrivare dallo sforzo congiunto di Fondazione Cassa di Risparmio e Intesa San Paolo. Il ministro ha per il momento rinunciato a quella che poneva come condizione essenziale, ovvero una commissione d’inchiesta immediata sulle responsabilità.

Intanto, una stagione di concerti con un’opera per l’ultimo trimestre dell’anno era stata già preparata, nella speranza che la trattativa andasse a buon fine. Nei piani futuri di Ninni Cutaia, che non lascerà Firenze allo scadere del primo semestre, c’è il tentativo di un vero rilancio, col coinvolgimento di altre realtà musicali non necessariamente “classiche”.

“L’incontro al Collegio Romano per il piano di rilancio del Teatro del Maggio ha avuto un esito positivo che permetterà al Teatro di costruire una nuova fase per questa salvaguardando i posti di lavoro”. Così, in una dichiarazione congiunta, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, dopo l’incontro con il ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, sulla situazione del teatro fiorentino.

“Diamo atto al ministro Sangiuliano – proseguono – di avere svolto con alto senso di responsabilità istituzionale un ruolo decisivo per arrivare ad un’intesa positiva di tutti i soci nel segno della leale cooperazione. Si è condivisa infatti la necessità di pensare ad una nuova governance per il futuro e di rilanciare un modello produttivo e artistico capace di conquistare un pubblico nuovo e più ampio usando al massimo le potenzialità offerte dalla nuova struttura, anche nell’interesse dell’area metropolitana e della Toscana. Non si tratta del solito intervento di salvataggio perché tutti abbiamo condiviso un cambio strutturale della vita artistica ed economica dell’ente. Ora – concludono – finalmente voltiamo pagina in questo lungo e difficile percorso che darà una prospettiva di lungo periodo a questa istituzione di livello internazionale”.

Anche i sindacati esprimono cauta soddisfazione. In un comunicato congiunto, Slc Cgil e Fistel Cisl affermano: “Per quel che viene comunicato, e in attesa di ulteriori dettagli, si prefigura l’unica soluzione ragionevole e plausibile, e cioè che a pagare per gli errori di chi ha governato la fondazione non siano il teatro e i lavoratori. Siamo soddisfatti, avevamo per primi denunciato la malagestione e ci siamo mobilitati per tutelare il lavoro: è positivo che il teatro non interrompa l’attività e che i dipendenti siano remunerati”.

“Ora – proseguono i sindacati – serve un nuovo inizio. Da ora in poi si deve ripartire in una logica completamente diversa, in un modo nuovo: serve per il Maggio un progetto chiaro e serio, dove la qualità artistica dovuta alla storia del teatro non consenta di perdere di vista la sostenibilità e la gestione corretta dei soldi pubblici, in un quadro di piena trasparenza. Vietato sbagliare ancora. Il Maggio deve tornare a svolgere la sua funzione di accesso e promozione alla cultura seguendo questi principi”.

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