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Spalletti pronto a fare il ct della Nazionale. Mancini attirato dalla panchina (multimilionaria) dell’Arabia

Luciano Spalletti (Foto d’archivio)

Luciano Spalletti: da Certaldo a Coverciano. Per fare il ct della Nazionale. Sembra la storia di uno che lascia il paesello per andare a cercare fortuna. In realtà, se sarà davvero lui a sedere sulla panchina della Nazionale appena abbandonata da Roberto Mancini, sarebbe un bel romanzo. Speriamo anche con un bel finale. 

Intanto diciamo che la lunga avventura di Roberto Mancini con gli Azzurri, cominciata nel 2018, si chiude oggi, antivigilia di Ferragosto 2023. Ossia a una manciata di giorni dall’entrata in carica come coordinatore centrale delle Nazionali che gli aveva conferito la Figc, e a meno di un mese dal ritorno in campo dell’Italia, impegnata per le qualificazioni agli Europei 2024 a Skopje contro la Macedonia del Nord. La Macedonia del Nord è la stessa avversaria che lo scorso novembre eliminò l’Italia dalle qualificazioni ai mondiali in Qatar, ma si tratta solo di coincidenze temporali che si intrecciano comunque con un epilogo che attende di essere dipanato con chiarezza.

“Le dimissioni sono state una mia scelta personale. Ringrazio il presidente Gravina per la fiducia, insieme a tutti i membri della Figc. Saluto e ringrazio tutti i miei giocatori e tifosi che mi hanno accompagnato in questi 5 anni. Porterò sempre nel cuore la straordinaria vittoria dell’Europeo 2020. È stato un onore”, è il post con cui si congeda il ct, provando a smentire voci sulle motivazioni del suo addio.

Per la stampa araba la sua destinazione sarebbe la panchina dell’Arabia Saudita. Una panchina multimilionaria, foraggiata dalla munificenza di Bon Salman. Il flop mondiale che ha segnato il destino di una nazionale rimodellata da Mancini proprio per riappropriarsi nel 2026 del palcoscenico Mondiale, era stato ampiamente superato, la ferita rimarginata e si puntava a ripartire più forti e convinti di prima, cercando il modo di uscire da un periodo di involuzione nel gioco e nei risultati dopo la magica estate del 2021, in cui era stato espresso un calcio propositivo, contrassegnato anche da una serie di record (di vittorie e imbattibilità).

Ma qualcosa negli ultimi mesi e settimane deve essersi rotto. “Si conclude una significativa pagina di storia degli Azzurri, iniziata nel maggio 2018 e conclusa con le Finali di Nations League 2023. In mezzo, la vittoria a Euro 2020, un trionfo conquistato da un gruppo nel quale tutti i singoli hanno saputo diventare squadra”, è quanto scrive la Figc, dalle cui parole traspare una certa sorpresa.

“Tenuto conto degli importanti e ravvicinati impegni per le qualificazioni a Euro 2024, la Figc comunicherà nei prossimi giorni il nome del nuovo ct della Nazionale”, aggiunge nel comunicato mobilitadosi subito per trovare il successore del ‘Mancio’.

In pole, a quanto si apprende, ci sono Luciano Spalletti, ‘libero’ dopo aver conquistato lo scudetto con il Napoli, e l’ex ct Antonio Conte, che si è sganciato la scorsa primavera dal Tottenham. Seguono tanti ex campioni del mondo, da Fabio Cannavaro, a Filippo Inzaghi, passando per Gennaro Gattuso, Daniele De Rossi e Fabio Grosso.

E’ più quotato Spalletti, oppure la Figc tornerà sull'”usato sicuro”, cioè Antonio Conte? Spalletti sembra favorito non solo – e sarebbe già molto – per aver vinto lo scudetto con il Napoli, ma anche perchè Conte, a suo tempo, aveva dato segni di fastidio alla guida della Nazionale, si sentiva oppresso dallo strapotere dei club che rifiutavano i giocatori per stage indispensabili.

E allora? Certaldo è pronta a festeggiare di nuovo il suo allenatore. Salvo poi criticarlo, come tutta l’Italia, al momento delle scelte. Ma è sempre stato così. Valcareggi si prese i pomodori, all’aeroporto di genova, al ritorno dai Mondiali 1970 in Messico. Perchè era arrivato secondo, tenendo in panchina Rivera nella finale contro il Brasile di Pelè. Il 4-3 nella semifinale con la Germania, una delle partite che hanno fatto la storia del calcio, non aveva contato nulla. Coraggio Luciano: provaci. Poi, anche io io, ti chiederò: ma chi te l’ha fatto fare?

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Sandro Bennucci

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