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Intercettazioni: Nordio taglia. Restano solo per gravi reati. Magistrati: ritirata proposta per la pensione a 73 anni

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio

ROMA – Intercettazioni: si taglia. Lo annuncia il ministro Carlo Nordio nelle comunicazioni alla Camera. Precisando: “Non saranno mai toccate le intercettazione nelle inchieste su mafia, terrorismo o gravi reati ma una razionalizzazione della spesa è necessaria”.

Nordio ha parlato del decreto che ha individuato le prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione con la determinazione delle relative tariffe, entrato in vigore nel 2023. A questo proposito ha annunciato l’adozione di un tariffario unico, valido per tutti gli uffici giudiziari che rende i compensi stabiliti, obbligatori e vincolanti.

“La nostra preoccupazione fondamentale è quella di rendere la giustizia rapida ed efficiente. Una giustizia rapida può essere una giustizia iniqua” ma “una giustizia lenta è sempre una non giustizia”, aggiunge il ministro.

Intanto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha ritirato l’emendamento che aveva presentato al Ddl Nordio sul pensionamento dei magistrati. La proposta di modifica prevedeva il trattenimento in servizio delle toghe fino al 73esimo anno di età. Resta il pensionamento a 70 anni.

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato l’articolo 2 del ddl Nordio che punta a vietare la pubblicazione delle intercettazioni che riguardano terze persone. Non potranno essere trascritti neanche i loro dati. Entro oggi si dovrebbe concludere l’esame del provvedimento che è atteso in Aula per la prossima settimana.

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Sandro Bennucci

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