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Firenze: morto Antonio Paolucci, già ministro e direttore degli Uffizi e dei Musei Vaticani

Antonio Paolucci (Foto d’archivio)

FIRENZE – Se n’è andato uno degli ultimi, grandi esponenti della cultura fiorentina: oggi, 5 febbraio 2024 è morto il professor Antonio Paolucci, già ministro dei beni culturali nel governo Dini. E’ stato soprintendente del Polo museale di Firenze, e anche direttore dei Musei Vaticani.

Paolucci era originario di Rimini, dove era nato il 19 settembre 1939: allievo di Roberto Longhi, era entrato nell’amministrazione dei beni culturali nel 1969.

Antonio Paolucci, come detto, si era laureato all’Università di Firenze in storia dell’arte nel 1964 con Roberto Longhi, dopo ampi studi sul Rinascimento, Caravaggio e i caravaggeschi e il Barocco. Ha scritto vari saggi scientifici (soprattutto sulla pittura italiana di età rinascimentale) sulle riviste “Paragone” (fondata dal suo maestro Longhi, di cui è stato redattore), “Bollettino d’Arte”, “Arte Cristiana” e “FMR” ed ha svolto incarichi di insegnamento all’Università diFirenzee all’Università di Siena. Paolucci iniziò la sua carriera nell’Amministrazione statale come funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione (cui fino al 1975 spettavano le competenze in seguito devolute al Ministero della Cultura).

Dal 1969 prestò servizio nelle Soprintendenze di Venezia, Verona e Mantova. Nel 1980 venne nominato soprintendente reggente presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Veneto (sedi di Venezia e Verona) incarico che ha svolto fino al dicembre 1982. In seguito ha vinto il concorso per primo dirigente e nel 1984 è stato nominato soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Mantova, Brescia e Cremona, rimanendo nella carica fino al 1986. In seguito (dall’ottobre del 1986 al marzo 1988) Paolucci ha tenuto la Soprintendenza dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze per approdare infine (nell’aprile 1988) all’incarico di Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Firenze, Pistoia e Prato, rimanendo in carica fino al gennaio del 1995 quando venne nominato ministro dei Beni culturali.

Dal gennaio 2002 è stato soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino e dall’agosto 2004 direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, fino al collocamento a riposo per raggiunti limiti d’età, avvenuto nel 2006. Nel novembre 2007 venne nominato da Papa Benedetto XVI direttore dei Musei Vaticani, in sostituzione dell’archeologo Francesco Buranelli il cui incarico era scaduto nel maggio 2007. Nel luglio 2016 Papa Francesco ha scelto il suo successore, Barbara Jatta, entrata in carica il 1º gennaio 2017, che nei precedenti sei mesi lo ha affiancato come vicedirettrice.

Insignito Cavaliere della Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica, Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore della Repubblica francese e Cavaliere di gran croce dell’Ordine di San Gregorio Magno, Antonio Paolucci era Accademico dei Lincei e Accademico ordinario dall’Accademia delle arti del disegno di Firenze e cittadino onorario di Sansepolcro, Urbino, Castelfiorentino, Arezzo e Assisi. Ha vinto il XXV Premio Guidarello per il Giornalismo d’Autore e nel 2008 il Premio Grinzane Ermitage.

Paolucci ha pubblicato, fra le altre, le seguenti monografie: “Il Museo della Collegiata di Sant’Andrea” (1985), “Il Laboratorio del Restauro a Firenze” (1986), “Il Museo di Volterra” (1988), “Piero della Francesca” (1989), “Luca Signorelli” (1991), “Antoniazzo Romano” (1992), “Il Battistero di San Giovanni a Firenze” (1994), “Michelangelo, le Pietà” (1997), “Museo Italia” (1998). Paolucci ha curato la mostra di Santo Stefano al Ponte organizzata nel 1980 e dedicata all’arte sacra a Firenze nel XVI secolo nell’ambito della mostre medicee, un’esposizione che fece epoca per ampiezza di documentazione.

In seguito ha curato tra le altre mostre: “Masaccio e il suo tempo” (Palazzo Vecchio,Firenze1990); “Maestri e botteghe” (Palazzo Strozzi, Firenze 1992); “Magnificenza alla corte dei Medici” (Palazzo Pitti, Firenze 1997/98); “Il Rinascimento in Italia. La civiltà delle Corti” (Tokyo e Roma, 2001); “Piero della Francesca” (Arezzo, 2007), Antonio Paolucci ha svolto anche un’ampia opera pubblicistica e di divulgazione, scrivendo e collaborando con diverse testate, come “Il Giornale dell’Arte”, “Il Sole 24 Ore”, “La Repubblica”, “La Nazione” e “Avvenire”.

AGGIORNAMENTO DELLE 13

Sarà possibile salutare il prof. Antonio Paolucci dal pomeriggio di oggi, lunedì 5 febbraio 2024, dalle 17 alle 19 e martedì 6 febbraio a partire dalle ore 9 presso la Cappella di San Luca dell’Accademia delle Arti del Disegno.

Il funerale si terrà il 6 febbraio alle ore 15.30 nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze.



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